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IL PRETESTO CLIMATICO

Il pretesto climatico 1/3   L’ecologia di guerra (1970-1982)   di Thierry Meyssan Il Presidente Gerald Ford, il Segret...

martedì 30 aprile 2019

Sono uno scettico climatico. Sì, ma perché?

Nothing in life is to be feared, it is
only to be understood.
Now is the time to understand more,
so that we fear less.

Niente nella vita deve far paura,
deve solo essere compreso.
Adesso è il tempo di capire di più,
per avere meno paura.
• Marie Sklodowska-Curie

The problem is not human intervention
in the climate; it’s improper political
intervention in climate science. It has
corrupted scientific findings from the
very beginning.
• Paul Driessen & Ron Arnold
(2016)
Il problema non è l'azione
umana sul clima; è
l'intervento politico
improprio nella scienza
climatica che ha corrotto i
risultati scientifici fin
dall'inizio.

• Paul Driessen e Ron Arnold
(2016)


Premessa
Una premessa è necessaria per rispondere alla domanda base: chi è uno scettico climatico? Uno scettico climatico (d'ora in poi userò solo scettico, sottintendendo climatico) è una persona che non crede (o almeno non senza prove che allo stato attuale non sono sufficienti) al fatto che l'uomo e le sue attività possano modificare il clima terrestre e meno che mai al fatto che un sistema complesso come il clima possa essere regolato (condizionato) da un'unica grandezza, in questo caso la concentrazione in volume (parti per milione in volume o ppmv) dell'anidride carbonica, gas che è presente in tracce (0.0410% o 410 ppmv) nell'atmosfera.

Evoluzione dei nomi con cui si è rappresentata la presunta capacità umana di modificare
il clima. Da: https://wattsupwiththat.com/2019/01/16/hump-day-hilarity-the-progression-of-climate-narrative-names/, modificata.
 L'attuale parola chiave che riguarda il clima, che fino a poco tempo fa era "riscaldamento globale", è ora "cambiamento climatico" in cui è implicito il seguito: "causato dalle attività umane" o "causato dall'uomo".
Questo seguito non solo è implicito ma non viene mai esplicitato, cosicchè la definizione di scettico implica "scettico sui cambiamenti climatici" cioè, nell'immaginario di un ascoltatore o lettore meno attento, scettico sul fatto che il clima possa cambiare.

sabato 27 aprile 2019

Cinquant’anni di previsioni apocalittiche sul riscaldamento globale e perché la gente ci crede




Due dei problemi più importanti che il cosiddetto Green New Deal tenterà di risolvere, spendendo somme incalcolabili, sono il riscaldamento globale e le sue conseguenze, tra cui siccità, carestie, inondazioni e il problema della fame nel mondo. Ricorderete che Obama, nel suo discorso sullo Stato dell’Unione del 2015, aveva dichiarato che la più grande minaccia che ci sta di fronte non è il terrorismo e nemmeno l’ISIS. Non erano neanche le armi nucleari a disposizione degli stati canaglia. “Nessuna sfida rappresenta una minaccia maggiore per le generazioni future del cambiamento climatico,” aveva affermato Obama.

martedì 23 aprile 2019

OBIETTIVO VITALE PER IL NOSTRO FUTURO – COSTRUIRE UNA RETE PER IL “NATO EXIT”



Qual è stato il risultato del Convegno internazionale “I 70 anni della NATO: quale bilancio storico? Uscire dal sistema di guerra, ora”, svoltosi a Firenze il 7 aprile 2019. Manlio Dinucci ne parla con Michel Chossudovsky. Berenice Galli presenta una video-sintesi della giornata.

Nota: nel corso di quest’anno, la NATO effettua 310 esercitazioni militari, quasi tutte contro la Russia.

 

Con la Nato dal welfare al warfare»

70 anni di Nato. Intervista a Michel Chossudovsky sui 70 anni della Nato: «Non è un’Alleanza, comandano gli Usa, vogliono più spesa militare in tutta Europa, pronti a nuovi conflitti armati, anche nucleari»
Al convegno internazionale «I 70 anni della Nato: quale bilancio storico? Uscire dal sistema di guerra, ora», svoltosi a Firenze la scorsa settimana – più di 600 i partecipanti dall’Italia e dall’Europa -, ha partecipato quale principale relatore Michel Chossudovsky, direttore di Global Research, il centro di ricerca sulla globalizzazione (Canada), copromotore del Convegno insieme al Comitato No Guerra No Nato e ad altre associazioni italiane. A Michel Chossudovsky – uno dei massimi esperti internazionali di economia e geopolitica, collaboratore dell’Enciclopedia Britannica, autore di 11 libri pubblicati in oltre 20 lingue – abbiamo rivolto alcune domande.

lunedì 22 aprile 2019

Scienza vs. Gretismo, il culto millenarista pseudo-scientifico che annuncia la Fine del Mondo

Quando 126 su 126, 111 su 114 e 42 su 49 proiezioni basate su modelli matematici si dimostrano errate, non solo si finge che la cosa sia di importanza trascurabile, ma addirittura si appoggiano campagne di allarmismo catastrofista da fine dei tempi 

domenica 21 aprile 2019

La profanazione dei simboli e del patrimonio cristiano di Francia

 
Notre-Dame-des-Enfants è stata profanata, l'altare maggiore saccheggiato e una croce spalmata sui muri con escrementi umani.


 Non è necessario essere un complice della cospirazione per essere sorpresi dalla rapidità con cui le autorità parigine hanno dichiarato un incendio devastante nella cattedrale di Notre Dame - o per sollevare un sopracciglio dall'invenzione della blanda nuova frase per la sua causa: "involontaria distruzione da fuoco".

 La coincidenza che la più importante chiesa cristiana di Parigi è andata in fumo nella Settimana Santa, solo un mese dopo che un incendiario ha dato fuoco alla chiesa di Saint-Sulpice, sembra essere passata in gran parte senza commenti nei media mainstream. Quel primo incendio è iniziato poco dopo la messa di mezzogiorno e ha causato diversi danni per centinaia di milioni di euro prima che i vigili del fuoco lo mettessero sotto controllo.

 Più o meno nello stesso periodo, la basilica di Saint Denis, una chiesa abbaziale medievale nel nord di Parigi, è stata vandalizzata. La chiesa ospita le tombe dei re francesi dal X al XVIII secolo e comprende, in modo significativo, quella di Carlo Martello, che pose fine all'invasione musulmana dell'Europa con la sua vittoria nella battaglia di Tours del 732.
 L'attacco ha danneggiato pesantemente l'organo vecchio di 200 anni e ha distrutto le vetrate colorate. Saint Denis è in un sobborgo 'no-go'(1). Un migrante pakistano arrivato in Francia solo due mesi fa è stato accusato di aver causato il danno.

 A Nîmes, l'antica città romana nel dipartimento del Gard della Provenza, la chiesa Notre-Dame-des-Enfants è stata profanata, l'altare maggiore saccheggiato e una croce spalmata sui muri con escrementi umani. Di nuovo, c'era un collegamento con la sconfitta cristiana del califfato Omayyade musulmano che aveva ridotto in schiavitù l'Europa meridionale. La spedizione del 736 di Carlo Martello distrusse la città; nel 752 Pipino il Breve pose fine al dominio musulmano.

 In soli undici giorni, nove chiese sono state danneggiate o profanate in quello che sembrava essere un attacco coordinato in tutta la Francia. Hanno incluso le città di
# Vienne, a sud di Lione, la chiesa di St Vincent de Naintre. Al Concilio di Vienne nel 1311 papa Clemente V abolì l'ordine dei Cavalieri Templari.

# Angouleme nel dipartimento della Charente nel sud della Francia. La chiesa evangelica di Speranza e Vita fu danneggiata nella città dove i crociati uccisero 3000 ebrei nel 1256.

# Lavaur nel Tarn, nel sud della Francia, teatro di guerre religiose del 16 ° secolo.

# Maisons-Lafitte e Houilles, due città nella regione dell'Île-de-France a nord-ovest di Parigi.

Nonostante la risposta immediata che escludeva implicitamente il terrorismo e le connessioni con le atrocità precedenti, è in corso un'indagine seria sulla causa, l'origine e la sede dell'incendio a Notre Dame. Prima che le ultime fiamme si estinguessero, il procuratore di Parigi Rémy Heitz ha aperto un'indagine preliminare da parte della polizia giudiziaria. Il giorno successivo e favorendo la teoria di un incidente, ha messo cinquanta investigatori al lavoro.

Cinque società erano state incaricate di realizzare un totale di 150 milioni di Euro per restaurare la cattedrale, a partire dal tetto. Una delle società, l'Europa Echafaudage, era impegnata nel 2017 a lavorare sulla guglia ma insiste sul fatto che nessuno dei 12 uomini del progetto era al lavoro in quel momento. Un'enorme rete di impalcature è stata eretta sul tetto e una delle prime spiegazioni è stata che una saldatura aveva causato l'incendio. L'impalcatura australiana è assemblata con perni autobloccanti, ma non è ancora noto se il sistema francese fosse montato o saldato.

Gli investigatori vorranno sapere dai testimoni dove è stato visto per la prima volta il fuoco, in quale forma e il colore delle fiamme. Quest'ultimo indizio poteva indicare cosa stava bruciando e se era presente un accelerante.

La Francia ha 42.258 chiese e sono sempre più sotto attacco. L'anno scorso, 875 sono state vandalizzate, secondo la polizia, come lo sono stati 59 cimiteri. Dopo secoli di protezione e sicurezza, i cristiani e le loro chiese sono ora facili bersagli per i terroristi che mirano a invertire le sconfitte islamiche del XV e XVI secolo. In questo moderno mondo secolare, non solo Saint-Sulpice e Notre Dame - l'Europa stessa sta bruciando.

Fonte: Quadrant

 Secondo la mia umile opinione l'articolo è fondamentalmente giusto ma, come fanno quelli che vogliono fartela passare sotto il naso, la falsità sta nelle ultime 3 righe. Gli indizi stanno nei dettagli storici, quali la distruzione dei Templari e l'uccisione di 3000 ebrei nel 1256.
Il nostro nemico è ben più subdolo delle masse mussulmane che sono troppo ignoranti della storia specifica citata nell'articolo.

 (1)
 In moltissimi degli studi in materia di bande criminali, il fenomeno della gangs producing viene associato, con gli arrivi di grandi numeri di immigrati quindi ai picchi dei fenomeni migratori che troviamo definiti in altre ricerche come ‘crisi dei rifugiati’ ma di cui non muta la sostanza.
E’ il fenomeno che in Europa si sta vivendo da molti anni. In tal senso fu dagli Stati Uniti che si ebbe il primo lavoro davvero ultra-pioneristico sulle gang, datato 1927, dove vennero dettagliatamente descritte le bande giovanili di Chicago formate da immigrati polacchi di seconda generazione.

Autore di questa notissima ricerca fu Frederic Trasher, il suo colossale lavoro sulle gang di Chicago fu di indirizzo e orientamento per gli innumerevoli successivi studi in materia. Tornando alle nostre latitudini la problematica diffusione delle gang islamiche è oggetto di studi e ricerche sul campo condotte dal Eurogang Program of Research, un network di oltre 100 ricercatori sia europei che statunitensi.

Queste gang, originate dall’immigrazione soprattutto da paesi di religione islamica, si sono diffuse in molte nazioni europee, tra cui Olanda, Belgio, Germania, Francia (per le note ragioni storiche), Gran Bretagna, Danimarca ed in tutta la Scandinavia. In particolare il fenomeno delle gang islamiche ha attecchito fortemente nel paradiso del welfare, cioè in Svezia, tanto che nel giugno scorso, il capo della polizia si è sentito in dovere di fare pubblicamente un annuncio choc sull’esistenza di ben 61 no-go-area nelle città svedesi, in un tentativo di mettere sotto la lente di ingrandimento dei media, dei cittadini e dei politici svedesi questo gravissimo problema. Un colpo durissimo al ‘mito’ del multiculturalismo svedese.

Da quanto emerge dalle analisi di Eurogang Program of Research sono le seconde generazioni di immigrati islamici e anche non islamici che alimentano le gang. Per esempio i marocchini in Olanda, i turchi e i palestinesi in Germania, in Spagna troviamo le gangs dei Latin Kings ad imitazione di quelle presenti negli Stati Uniti, in Norvegia i Crips e i Bloods a Trondheim altra copia delle storiche gang Los Angeles mentre a Oslo vi sono fin dagli anni Ottanta le gang formate dai giovani e giovanissimi pakistani. (fonte analisidifesa.it)



no-go zone di Parigi


giovedì 18 aprile 2019

GLI SCIENZIATI PREDICONO L’INTERNET DEI PENSIERI “ENTRO DECENNI”


HEADS IN THE CLOUDS

La testa nelle nuvole con un nuovo significato . Non a caso si chiama NEURAL NETWORK  I nostri pensieri si connettono già in una rete neurale naturale. Ma quella naturale sfugge al controllo, ci vuole una rete sintetica. Il cervello nel mirino.

I ricercatori prevedono lo sviluppo di un’interfaccia cervello / reti che collega i neuroni alle reti internet in tempo reale.

Immagina una tecnologia futura che fornisca accesso immediato alla conoscenza e all’intelligenza artificiale del mondo, semplicemente pensando a un argomento o a una domanda specifici. Le comunicazioni, l’istruzione, il lavoro e il mondo come lo conosciamo si trasformerebbero.

In  Neuroscience, una collaborazione internazionale condotta da ricercatori dell’Università di Berkeley e dall’Istituto statunitense per la produzione molecolare, prevede che il progresso esponenziale in nanotecnologia, nanomedicina, intelligenza artificiale e computazione condurrà questo secolo allo sviluppo di un’interfaccia “cervello umano / internet” “(B / CI), che collega neuroni e sinapsi nel cervello a vaste reti di cloud computing in tempo reale.

mercoledì 17 aprile 2019

GRETA LA PAZZA




 
Greta la Pazza è un celebre dipinto del pittore fiammingo Bruegel il Vecchio. Protagonista è Greta, una donna armata di spada, corazza ed elmo che si accinge ad una impresa senza alcun senso: l’assalto all’inferno. Greta porta con sè, insieme ad utensili da cucina, un forziere contenente un bottino. I suoi occhi sono sgranati, la bocca aperta, a rendere la follia della donna che marcia sull’inferno nell’aspettativa di vincere la battaglia e ricavarne un bottino.
Intorno a lei solo desolazione, distruzione, fiamme, un sabba di figure deformi e grottesche: non si tratta di diavoli e dannati, come nei dipinti del grande maestro Bosch: l’inferno di Greta è in terra. Attorno a lei sono esseri umani, intenti a scannarsi l’un l’altro: militari, fortezze diroccate, navi cariche di combattenti, un gruppo di donne che si accapigliano tra loro su un ponte. Sono il simbolo dei peccati dell’uomo e della sua naturale inclinazione ad autodistruggersi.
Greta, in particolare, simboleggia l’avidità che porta alla follia, al perseguimento di imprese impossibili e senza senso, alla ricerca dell’arricchimento fine a se stesso. L’alter ego di Greta è il gigante dalle fattezze mostruose che sorregge la barca sormontata dalla sfera, gigante che defeca monete in quantità sulla gente che si accapiglia per raccoglierle.

Notre-Dame: i segreti e i simbolismi della famosa cattedrale di Parigi

Nella più famosa cattedrale francese trovano sede numerosi simbolismi alchemici dai misteriosi significati mistici, religiosi, filosofici e astrologici...




  La cattedrale di Notre-Dame di Parigi è senza dubbio l'esempio perfetto di chiesa filosofale o, come disse Victor Hugo, «un geroglifico completo, la sintesi più soddisfacente della scienza ermetica.»

domenica 14 aprile 2019

Gli esperti prevedono un minimo solare lungo e profondo

Del Dr. Tony Phillips – 10 Aprile 2019

10 Aprile 2019: Se vi piace il minimo solare, una buona notizia: potrebbe durare per anni. Questa è stata una delle previsioni rilasciate la scorsa settimana da un gruppo internazionale di esperti che si sono riuniti presso l’annuale Space Space Workshop del NOAA nel prevedere il prossimo ciclo solare. Se il pannello è corretto, il numero di macchie solari già di per se basso raggiungerà il proprio minimo tra luglio 2019 e settembre 2020, seguito da una lenta ripresa verso un nuovo massimo solare nel 2023-2026.

“Ci aspettiamo che il Ciclo Solare 25 sarà molto simile al Ciclo solare 24: un altro massimo abbastanza debole, preceduto da un minimo lungo e profondo”, afferma Lisa Upton, co-presidente del panel, un fisico solare che lavora al Centro Space Systems Research Corp.


SolarCycle25b

Perché la Nato fa la guerra al 5G di Huawei


Internet 5g

Il fatto che la supremazia tecnologica sia in mano alle aziende cinesi come Huawei impone analisi tecniche e controlli operativi per sincerarsi dell’effettiva affidabilità: non bastano dotazioni dalle prestazioni eccellenti, ma occorre la garanzia che quei sofisticati dispositivi non facciano qualche impercettibile “marachella” che può pregiudicare le sorti di una Nazione o addirittura dell’Alleanza atlantica. L’analisi di Umberto Rapetto, Generale (ris.) della Guardia di Finanza, già comandante del GAT Nucleo Speciale Frodi Telematiche

IN PUGLIA E BASILICATA PIÙ SCORIE E RADIAZIONI CHE IN ZONE CON CENTRALI ATOMICHE


Ecco il primo inventario indipendente del neonato Ispettorato nazionale: le due regioni messe insieme hanno centinaia di metri cubi di materiali radiotossici in più

Puglia e Basilicata messe assieme, pur non avendo mai avuto una centrale nucleare sul proprio territorio (anche se un progetto in tal senso vi fu per Nardò, nel Salento), hanno centinaia di metri cubi di materiali radiotossici in più di quanti se ne trovino in Campania e in Emilia Romagna dove pure sono, rispettivamente, la centrale di Sessa Aurunca, nel Casertano, e quella di Caorso, vicino Piacenza. Per non parlare dell’ammontare delle radiazioni, campo in cui la Basilicata batte il Lazio. Ad affermarlo, dopo molti decenni di attività atomiche (dichiarate e “sotterranee”) durante i quali sono “volati” numeri in libertà circa il patrimonio radiotossico italiano è l’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (Isin), che ora pubblica un «Inventario nazionale dei rifiuti radioattivi».

sabato 13 aprile 2019

Brevetti di Modifica del Tempo Atmosferico

La Geoingegneria Clandestina è in atto ed è da tempo che qualcuno sta cercando di modificare il clima a livello mondiale.


Ovunque, fin dall’antichità, si è tentato di modificare il tempo: si è danzato, pregato, si sono fatti sacrifici umani per avere più o meno pioggia, più caldo o più fresco. Nessuno ci è mai riuscito, il tempo è restato immodificabile (anche se Padron Cipolla, nei Malavoglia di Giovanni Verga, ha le idee chiare in proposito, sa bene perché il tempo è cambiato e perché non piove più: "Non piove più perché hanno messo quel maledetto filo del telegrafo che si tira tutta la pioggia e se la porta via"). Questo perché la nozione di tempo indica le condizioni dell’atmosfera in una determinata area geografica in un certo momento, o comunque in un breve periodo. Il tempo è variabile e difficilmente prevedibile anche a poche settimane di distanza, perché influenzato da eventi casuali e da fenomeni occasionali. Era considerato immodificabile anche il clima, cioè l’insieme delle condizioni atmosferiche (temperatura, umidità, pressione, venti) che caratterizzano una regione geografica e ne determinano il tipo di vegetazione, la flora e la fauna, le attività economiche ed anche il carattere e le abitudini delle popolazioni che vi abitano Osservava Cuoco, l’autore del Saggio storico sulla rivoluzione napoletana, che “è una stranezza il creder che il clima non influisca sul fisico e sul morale degli uomini”; e ribadiva Tommaseo che “i principali caratteri o costumi nazionali, anche quando paiono non aver niente a che fare col clima, o ne derivano o quando anche non ne derivino e vengano da cagioni affatto diverse, pur corrispondono mirabilmente alle qualità di esso clima”.





domenica 7 aprile 2019

TERZA PUNTATA - 5G il grande inganno

ESCLUSIVO Ecco tutti i nomi, smascherati i conflitti d’interessi nella protezione da elettrosmog

 





 

Porte girevoli, roba da matriosche e scatole cinesi. Come un gioco d’interscambio, nelle agenzie e commissioni internazionali per la protezione della popolazione mondiale dai campi elettromagnetici, per la più classica delle proprietà transitive più o meno figurano sempre gli stessi attori. L’ennesima inchiesta di Investigate Europe denuncia l’anomalia di un sistema di controllo monopolizzato da referenze inamovibili, autorità scientifiche depositari della salute pubblica nella stesura di linee guida sull’esposizione all’elettrosmog e soglie limite per ecosistema e umanità. “La maggior parte dei ricercatori – riporta l’inchiesta giornalistica – è definita come dissenziente e viene semplicemente esclusa attraverso un processo che non è eticamente giustificabile. Questo non può essere compreso dai risultati scientifici. Deve essere inteso politicamente, come il risultato di una battaglia per interessi in cui le autorità di radioprotezione diventano spesso pedine con risorse carenti”.

venerdì 5 aprile 2019

SECONDA PUNTATA – 5G, il grande inganno

Stop 5G, Angelo Gino Levis sugli studi rassicuranti: “Troppi finanziati dall’industria!”






Prosegue l’inchiesta sui lati oscuri del wireless di quinta generazione. Nell’audizione del 26 Febbraio 2019, la Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni ha sentito i pareri di alcuni enti, associazioni di medici e istituti di ricerca. Preoccupati dell’invasione elettromagnetica del 5G si sono detti i medici di ISDE Italia e gli scienziati dell’Istituto Ramazzini, entrambi indipendenti e non riconducibili ad alcun tipo di legame con l’industria. Per la più classica riproposizione del bi-pensiero orwelliano, hanno invece virato sul lato opposto i pareri, dichiaratamente negazionisti, della Commissione Internazionale per la protezione dalle onde non ionizzanti (ICNIRP) e dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS). Se nell’ultimo, dopo le polemiche, s’è recentemente dimesso il presidente per contiguità non propriamente trasparenti con il mondo aziendale, del primo (un istituto privato con sede in Germania) è risaputa la vicenda dei legami di alcuni propri aderenti con la lobby del wireless. Ma allora, chi controlla il controllore? 

giovedì 4 aprile 2019

MICHEL CHOSSUDOSKY: LA GLOBALIZZAZIONE DELLA GUERRA


L’invito del prof. Chossudovsky (Global Research), al Convegno Internazionale sul 70° della NATO

Riproponiamo questo articolo, scritto da Michel Chossudovsky, economista canadese. Chossudovsky è stato “visiting professor” in molti paesi dell’Europa occidentale, nel sud-est asiatico e in America Latina. Inoltre, è stato membro nel consiglio di diverse organizzazioni internazionali ed è stato consulente per governi di paesi in via di sviluppo. Chossudovsky è stato firmatario della dichiarazione di Kuala Lumpur per criminalizzare la guerra. È autore di The Globalization of Poverty and The New World Order (2003) e America’s “War on Terrorism” (2005). Il suo libro più recente è intitolato Towards a World War III Scenario: The Dangers of Nuclear War (2011). Il prof. Michel Chossudovsky è presidente e direttore del Centre for Research on Globalization (CRG), un’organizzazione indipendente per la ricerca e l’informazione con sede a Montreal, Canada. CRG gestisce il sito GlobalResearch.ca che promuove un punto di vista critico verso la politica estera degli Stati Uniti e della NATO, così come teorie del complotto riguardanti l’attacco dell’11 settembre 2001 e la guerra al terrorismo, disinformazione dei media, povertà e diseguaglianza sociale, la crisi economica globale, la politica e la religione. Fa parte del Comitato Scientifico della rivista italiana Geopolitica. 

Chossudowsky inserisce nello scenario di guerra globale un tassello rilevante: LA MANIPOLAZIONE DEL CLIMA PER SCOPI MILITARI(VEDI ARTICOLO E INTERVISTA A FONDO PAGINA)

mercoledì 3 aprile 2019

PRIMA PUNTATA – 5G, il grande inganno


Latitante il giornalismo d’inchiesta sui lati oscuri del 5G, pubblichiamo un’inchiesta a puntate per riportare le voci più autorevoli al mondo in campo medico, accademico, scientifico e di ricerca che, a vario titolo, si occupano di elettrosmog e dei pericoli dell’Internet delle cose.