mercoledì 12 giugno 2019

L’ORDINE DEI ROSACROCE



di Henry Coston 1


Allorché si studiano le origini della Massoneria, ci si imbatte inevitabilmente nella sètta dei Rosacroce. La maggior parte degli autori, sia antimassonici che massonici, convengono sull'infiltrazione della Massoneria operativa (i veri muratori) operata da parte dei Rosacroce nella seconda metà del XVII secolo, e che nel volgere di qualche decennio fu trasformata nella Massoneria speculativa (fondata ufficialmente a Londra nel 1717) che è oggetto del nostro interesse. Di questo Ordine non si sa molto, tant'è che molti esperti del ramo ritengono che il suo presunto fondatore Christian Rosenkreutz sia un personaggio leggendario. In compenso, la loro dottrina, così come esposta nei tre Manifesti, ha molti punti di contatto con altri movimenti iniziatici che si sono manifestati successivamente (pensiamo agli Illuminati di Baviera, a Saint-Yves d'Alveydre e al suo Patto Sinarchico, alla Nuova Era di Alice Bailey, ecc...), ma soprattutto alla Massoneria e ai vari organismi mondialisti che dirigono le sorti del nostro pianeta (Bilderberg, Council on Foreign Relations, Commissione Trilaterale, ecc...). Il loro intento era di fare tabula rasa della società cristiana e naturale così com'è stata edificata dalla Chiesa cattolica, sostituendola con un Nuovo Ordine Mondiale fondato sul sincretismo religioso e diretto da un'élite ristretta di iniziati.


La Fratellanza dei Rosacroce

Sarebbe fuori luogo studiare in questa sede le origini più o meno leggendarie dei Rosacroce. Farò solo notare che autori massonici come Jean-André Faucher (1921-1999) e Achille Ricker fanno risalire a Cornelio Agrippa di Netesheim (1486-1535), cavaliere della Milizia d'oro e medico di re Carlo V (1500-1558), la creazione dell'Associazione della Comunità dei Magi nei primi giorni del XVI secolo.

«Un manoscritto di Michel Maïer, conservato nella biblioteca di Lipsia, rivela che questa comunità avrebbe dato alla luce i Fratelli della Rosa-Croce d'Oro in Germania, intorno al 1570» 2.


Cornelio Agrippa di
Netesheim.

In realtà, il rosicrucianesimo è il punto d'arrivo di due correnti di pensiero:
La corrente filosofica, derivante dal neoplatonismo e dall'ermetismo alessandrino, a cui fu aggiunta la magia, la Kabbalah, l'Astrologia e l'Alchimia di Ermete Trismegisto, di Johannes Trithemius (1462-1516) e di Cornelio Agrippa, trovò la sua espressione definitiva in Paracelso (1493-1541).
La corrente mistica, «Una tradizione parallela al neoplatonismo, che risale allo Pseudo-Dionigi l'Areopagita, condusse a dottrine e ad esperienze mistiche che, da Meister Eckhart, accusato di eresia, portarono a Jan van Ruysbroeck l'Ammirabile e all'"Imitazione di Cristo", attribuita a Tommaso da Kempis» 3.

Ermete Trismegisto
Johannes Trithemius
Paracelso















La sintesi di queste due correnti venne compiuta da Johann Arndt (1555-1621), ministro della religione riformata, che aveva per «sostenitore entusiasta» e «fedele discepolo» Johannes Valentinus Andreae (1586-1654), considerato il fondatore del rosacrucianesimo moderno. Andreae era nato ad Herrenberg (nel Württemberg) in una famiglia di pastori luterani. Lui stesso, dopo studi altalenanti, nel 1614 venne nominato diacono luterano a Vaihingen.


Johann Arndt
Johannes V. Andreae

In quello stesso anno apparve a Cassel, privo del nome dell'autore, a cura dell'editore Wessen, un libro in tedesco intitolato «Comune e generale riforma del mondo intero, seguita dalla Fama Fraternitatis dell'ordinabile Ordine della Croce di Rosa, indirizzato a tutti i sapienti e capi dell'Europa. Così come una breve risposta del signor Haselmayer, che, a causa di ciò, è stato arrestato e imprigionato dai gesuiti e messo in catene sulle galere. Presentemente pubblicato e stampato e comunicato ad ogni cuore fedele».


Frontespizio della Fama
Fraternitatis.


La prima parte è la traduzione letterale dell'avviso LXXVII dei Ragguagli di Parnaso, pubblicato a Venezia nel 1612, un anno prima della morte per bastonatura del loro autore, il controverso Traiano Boccalini (1556-1613). Venne conservato solo il passo in cui l'imperatore Giustiniano, dopo aver convocato i sette saggi della Grecia, così come Catone e Seneca, per trovare una cura ai mali di cui soffre l'umanità, riceve il consiglio di stabilire «un piano di ridistribuzione delle ricchezze, la soppressione dell'oro e dell'argento, la lotta contro l'ipocrisia; abbiamo in programma di costruire la società sul merito, sulla virtù, sulla fedeltà. Ma siamo scoraggiati dall'immensità del compito. Anche Catone propose semplicemente di chiedere a Dio un altro diluvio o un'altra calamità che sterminasse i malvagi in un colpo solo» 4.


Sopra: Traiano Boccalini e i Ragguagli di Parnaso.


Un programma simile venne ripreso circa 350 anni dopo dallo scrittore britannico John Ruskin (1819-1900), ad Oxford, che si ispirò a La Repubblica di Platone (428-348 a.C.):
«Sistematico ed esclusivo, da buon ideologo, Platone raccomanda di far sparire - se necessario con la forza! - tutte le strutture politiche e sociali esistenti nel mondo affinché, su un terreno completamente spianato, la classe dirigente possa costruire la sua nuova società, la società ideale» 5.


Sopra: John Ruskin.

 La seconda parte venne chiamata Fama Fraternitatis, titolo la cui traduzione ha dato origine a varie versioni esoteriche.




«La "Fama" sostiene di essere sicura dell'esistenza di un certo Christian Rosenkreutz (letteralmente "Rosacroce"), nato nel 1378 e morto nel 1484. Dopo un lungo viaggio in Medio Oriente, che lo introdusse ai segreti della natura e dell'Astrologia grazie all'iniziazione da parte dei "Saggi di Damcar", e dopo un soggiorno di due anni a Fez, dove gli "Elementali" gli schiusero la "rivelazione dell'unità universale che conduce l'uomo all'unisono con Dio, con il cielo e con la terra", "Padre Rosenkreutz" tornò in Europa, "per portare in Germania questa saggezza tradizionale e fondare una società in cui avrebbero "abbondato oro e pietre preziose, e che avrebbe potuto comunicare il segreto ai monarchi in termini ragionevoli" 6 [...]. Egli fondò la "Società e la Fratellanza", che inviò i membri in missione nel mondo intero per accelerare la vera Riforma aderendo alla "Confessione di Gesù Cristo come viene praticata in Germania" [...], ossia mediante l'appartenenza alla Chiesa cristiana evangelica e luterana [...]. 

Sappiamo quali cambiamenti stanno arrivando", si legge nella Fama, e siamo pronti con tutto il cuore a rivelarli agli studiosi iniziati alla conoscenza di Dio; essi riconosceranno facilmente che la nostra filosofia non è nuova, ma che è identica a quello che Adamo ha ricevuto dopo la caduta e a quella praticata da Mosè e da Salomone» 7.

La terza parte del libro, la risposta di Adam Haselmayer alla «lodevole fratellanza dei Teosofi della Rosacroce», ispirato dalla «verità teofrastica», ossia alla dottrina di Paracelso, che profetizzò la venuta dell'Elijah Artista degli alchimisti, per prepararsi all'avvento della quartæ monarchiæ, il quarto impero in cui avrebbe regnato lo Spirito Santo, indica:
«I tempi che segneranno la venuta di Dio vedranno un grande cambiamento delle cose: Dio accelererà la caduta del Papa, nemico di Cristo, e quella della sua "cavalleria babilonese", vale a dire dei prelati e dei gesuiti. Egli condannerà gli empi e innalzerà il piccolo gregge dei giusti, preceduto dal Leone di mezzanotte, ossia da Gesù trionfante, per "rendere vivo ciò che è morto" (seguendo la formula cara a Jean Arndt e ai suoi maestri)» 8.


Sopra: immagine satirica del
Romano

Pontefice, opera dei luterani.

Nel 1615, apparve a Francoforte, per i tipi dell'editore I. Bringeren, una Confessio Fraternitatis («Confessione della Fratellanza»), in difesa della Fratellanza della Rosa-Croce contro le accuse di sovversione, eresia e perversione causate dalla Fama e dalla Risposta. Nel 1616, l'editore Zetzner di Strasburgo pubblicò le Nozze Alchemiche di Christian Rosencreutz: Anno 1459, che, come afferma Jacques Bordiot, non è che «una lunga apologia allegorica che traccia il percorso dell'eroe verso l'illuminazione mediante una ricerca che associa armoniosamente misticismo e "pansofia" o conoscenza ragionata della creazione visibile e occulta con l'aiuto della Grande Opera alchemica».


Sopra: i due manifesti rosicruciani Confessio Fraternitatis e
Nozze Alchemiche.

Queste tre opere anonime sono state attribuite a Johannes Valentinus Andreae, senza che egli abbia mai rinnegato questa paternità. Ma sembra che in realtà esse fossero il lavoro collettivo di diversi «Commilitoni» - fratelli d'armi - un movimento di illuministi con molti seguaci tra gli studenti della Germania, dell'Austria e dell'Ungheria. Andreae si era affiliato a tale movimento nel 1606; ed è possibile che il suo ruolo sia stato quello di raccogliere e mettere per iscritto le tesi di questi Illuminati, esposti all'ostilità della Chiesa ufficiale luterana in quanto sospettati di weigelianismo 9.

Comunque sia, la «dottrina» dei Rosacroce fu violentemente attaccata allo stesso tempo da teologi, filosofi, alchimisti e medici, che si consideravano presi di mira. D'un tratto, «poiché tutto il teatro era pieno di ogni tipo di scontri sulle opinioni e per fare in modo di non mettermi in pericolo», disse in seguito l'Andreae, pubblicò nel 1618 un Menippus in cui confessò che la fratellanza dei Rosacroce «era solo un ludibrium curiosorum ("uno scherzo dei curiosi") in cui si sono traditi coloro che, invece che nella maniera semplice di Cristo, hanno tentato di cercare un modo artificiale e insolito».


Sopra: il Menippus di Andreae.


Nel 1619, e questa volta con lo pseudonimo J.V.A. (Johannes Valentinus Andreae), egli pubblicò una «Turris Babel», seguita da una «Mitologia cristiana», in cui confessò nuovamente di aver compiuto una mistificazione. Tempo perso: si imbatté nell'incredulità generale, sia da parte dei suoi seguaci che dei suoi avversari, e le discussioni si intensificarono. Nel 1617-1618, egli pubblicò per l'editore Zetzner un «Invito della fratellanza di Cristo ai candidati per l'amore sacro», con cui cercò di costituire una nuova Fratellanza in opposizione allo «scherzo» dei Rosacroce. 

Quindi, nel 1619, pubblicò una «Descrizione della repubblica cristiana», dedicata a Jean Arndt, «dicendo che era la cosa migliore che aveva fatto e per permettergli di restituire ciò che aveva preso in prestito dal creatore della "Colonia di Gerusalemme"». Ma ancor più che alla «Colonia di Gerusalemme», Andreae aveva preso molte cose in prestito dalla Città del Sole («Civitas solis pœtica, Idea Reipublicæ Philosophiæ»), di Tommaso Campanella (1568-1639) 10.

«In questa Città perfetta, Dio è il grande metafisico eletto dal popolo che governa attraverso i suoi ministri, Forza, Saggezza e Amore. L'egoismo individuale cede all'interesse generale che ha portato alla soppressione della proprietà privata e ad una sorta di comunismo integrale» 11.


Sopra: Tommaso Campanella e il suo libro Città del Sole.


L'organizzazione della Repubblica cristiana era l'oggetto della «Mano destra tesa all'amore cristiano» (1620), oggi introvabile. Era «il piano di una società cristiana che pensavamo potesse opporsi allo scandaloso gioco della Fratellanza dei Rosacroce [...] allo scopo di non prescrivere più alle persone una regola, ma di fornire al lettore saggio e sensato di pensare di più alla cosa cristiana» 12.

Ma già, nel 1632, scoraggiato e malato, Andreae scrisse al suo discepolo Comenius (Jan Amos Komensky; 1592-1670) che era troppo debole per continuare la lotta e «ripulire le stalle di Augias [...]. Lasciandovi ciò che resta del nostro naufragio, lo trasmettiamo a voi, abbastanza felice se la nostra impresa non ha fallito del tutto» 13. Comenius, vescovo della sètta dei Fratelli Moravi, aveva guidato la loro migrazione a Leszno (Lissa), in Pomerania, dopo la sconfitta della loro insurrezione contro l'Austria, nel 1620.


Sopra: Jan Amos Komensky (Comenius) e la sua Panorthosia.


Affiliatosi ai Rosacroce, Comenius si recò a Londra dove frequentò i Rosacroce britannici Francis Bacon (1561-1626) e Robert Fludd (1574-1637); poi andò in Svezia, dove si era stabilito un altro Rosacroce olandese, Louis De Geer (1587–1652), che lo prese sotto la sua protezione; terminato il suo viaggio attraverso l'Olanda e la Polonia, Comenius tornò a stabilirsi ad Amsterdam, dove morì nel 1670.

Della sua produzione abbondante ci occuperemo solo della sua opera Panorthosia (dal greco, pantos, «tutto», e orthos, «giusto»), pubblicato nel 1644, una sintesi della «Colonia di Gerusalemme» di Johann Arndt, della «Civitas solis poetica» di Tommaso Campanella, della «Repubblica Cristianopolitana» di Andreae e dell'«Atlantis nova», pubblicata postuma nel 1627, di Francis Bacon.


Francis Bacon
 Robert Fludd
 Louis De Geer














Da questi progetti utopistici, Comenius ha tratto un sistema coerente, razionale e pragmatico per un'organizzazione ecumenica della società. Da questo progetto, descritto dettagliatamente nella Panorthosia, derivano direttamente tutti i piani per giungere ad un Governo Mondiale 14. Ciò è confermato dall'UNESCO (un'organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura), che, secondo il massone d'alto rango Pierre Mariel (1900-1980), «è quasi interamente costituita da massoni di tutti i Paesi» 15. L'UNESCO ha voluto celebrare il trecentenario di Comenius, «Apostolo della comprensione globale», «primo propagatore a cui si è ispirata l'UNESCO al momento della sua fondazione», mediante un opuscolo del 1957 scritto di M. Piaget, in cui possiamo leggere:
«L'UNESCO e l'Ufficio Internazionale dell'Educazione gli devono (a Comenius) il rispetto e la gratitudine che merita un grande antenato spirituale».




Poteva l'UNESCO ammettere in maniera più chiara la sua filiazione rosicruciana e la sua tendenza globalista?


La nuova società

La Panorthosia divide la società ecumenica in tre classi:
• I letterati;
• I sacerdoti;
• I politici.
Il resto della popolazione viene considerato come i «lavoratori» di Platone, qualcosa di simile agli «intoccabili» dell'India. Solo le tre classi riceveranno una formazione congiunta basilare sull'educazione, sulla religione e sulla politica. Così, scrive Comenius:
«Quando le condizioni saranno migliorate, al punto che tutto sarà comune a tutti noi - filosofia, religione e la politica - i letterati avranno l'opportunità di riunirsi e di classificare le verità e di inculcarle nella mente umana; i sacerdoti potranno condurre le anime a Dio; i politici saranno in grado di far regnare ovunque la pace e la tranquillità; essi daranno sfoggio, per così dire, di un santo ardore nei loro sforzi per contribuire, ciascuno al suo posto, nel miglior modo possibile, a far progredire il benessere del genere umano» 16.


Sopra: simbolo del XVIII Grado della
Massoneria


 Rito Scozzese: Cavaliere Rosacroce.

Quindi, i letterati saranno i dottrinari delle verità, che verranno imposte ai sacerdoti, che diventeranno dei semplici propagatori del sincretismo ufficiale, e i politici, che saranno i responsabili della loro applicazione. E per evitare qualsiasi rischio di «deviazionismo», verranno insediati in ogni scuola, in ogni chiesa e in ogni Stato i guardiani delle norme e delle leggi; cosicché, «nel mondo intero tutti saranno mantenuti entro i limiti della salvezza». Il che implica che, per ciascuna delle classi costitutive, come fa notare Pierre Virion (1899-1988), verrà «stabilita una classe dirigente».


Sopra: l'autore antimassonico
Pierre Virion.


L'educazione dei giovani

Come Platone, Comenius attribuisce grande importanza all'educazione dei giovani; d'altronde, egli aveva anche diretto scuole e scritto diversi libri didattici. Scrive il massone Pierre Mariel:
«Prima di Emerson, Comenius aveva compreso che il bambino è il padre dell'Uomo adulto. Una società cambia se stessa e può migliorare attraverso l'educazione che dà all'infanzia.» 
Ecco i precetti emanati dalla Rosacroce ceca, precetti che sono stati successivamente ripresi e aggiornati da educatori come Johann Heinrich Pestalozzi, Maria Montessori e... dalle Università nel maggio del '68:
- Mandare i bambini alle lezioni pubbliche il minor tempo possibile, per dare loro il modo di effettuare studi personali;
- Sovraccaricare la memoria il meno possibile. Non imparare a menadito ciò che è stato ben compreso;
- Regolare lo sviluppo dell'istruzione in base all'età e ai progressi scolastici. Personalizzare le lezioni;
- Imparare a scrivere scrivendo, a parlare parlando, a ragionare ragionando.
Da qui la regola d'oro:
"Visto che tutto ciò sarà offerto all'intelligenza e alla memoria degli studenti che cercano, scoprono, discutono, fanno e ripetono da soli, l'insegnante si limiterà a guidare"» 17.

 Maria Montessori
Johann H. Pestalozzi














Ci sarebbero molte riserve da sollevare su questi principi di educazione, specialmente sul disprezzo per la memoria, il fondamento di ogni istruzione, il cui scopo essenziale è lo sviluppo progressivo dell'intelligenza attraverso il confronto e l'interpretazione individuale di elementi acquisiti. Da qui la massima dei nostri buoni maghi:
«Ciò che stai imparando ora lo capirai dopo».

Quanto al «lassismo» nella disciplina scolastica, esso ha prodotto degli pseudo-pensatori, incapaci di esprimere idee chiare in un italiano corretto, per non parlare dell'ortografia! E che dire dei «consigli di classe» in cui i rivoluzionari in calzoncini corti esigono di «scegliere» i programmi scolastici a loro piacimento?


La classe politica
Continua Pierre Mariel:
«In campo politico, Comenius ci meraviglia ancor di più. Egli predicò un governo ecumenico, che le sinarchie del XX secolo hanno ripreso omettendo di citarlo [...]. Egli propone:
- Un piano di riforma universale elaborato dai popoli cristiani;
- Una presentazione dei mali sociali e dei loro rimedi;
- Una revisione condotta secondo il libero esame dei principî della filosofia e della religione;
- La creazione di istituzioni internazionali permanenti, tra cui un Concilio Mondiale (Parlamento delle religioni);
- Il reclutamento di una nuova élite. Da qui l'idea-forza dei Superiori Incogniti, un'idea che verrà ripresa dalla Massoneria di Rito Scozzese, e soprattutto dallo Regime Scozzese Rettificato (R.S.R.)».
 
Sopra: nel 1893, a Chicago, si riunì il Parlamento delle Religioni cui parteciparono gli
esponenti di diverse confessioni cristiane e non cristiane. Il Papa di allora, S. S. Leone XIII (1810-1903), proibì ai cattolici di partecipare a tale riunione.

I tre tribunali

Tuttavia, si chiede Comenius:
«Non dovremmo forse istituire tre tribunali al cui giudizio ci si dovrebbe sottomettere in caso di controversie che potrebbero sorgere tra i letterati, i sacerdoti e i politici? La loro attenta vigilanza non potrebbe forse prevenire, in ciascuno dei tre stati, il sorgere di discordie e baraonde? La pace e la tranquillità sarebbero così mantenute [...]. Sarà utile adottare nomi diversi per questi tribunali:
- La corte dei letterati si chiamerà "Consiglio della Luce";
- Il tribunale ecclesiastico si chiamerà "Concistoro";
- Il tribunale politico si chiamerà "Corte di giustizia"».





 Terminologia caratteristica, che ai nostri giorni ha fatto fortuna: essa dimostra, da se stessa, come i nostri governanti siano impregnati di dottrina rosicruciana, trasmessa in seguito dalla Massoneria.

Poi - scrive Jacques Bordiot, da cui ho ampiamente attinto, Comenius spiega le mansioni di ciascuno di questi tribunali.



 - Riguardo all'educazione:
«Il Concilio della Luce farà in modo che non sia necessario in qualsiasi parte del mondo, per istruire qualcuno e ancor meno se qualcuno ignora qualcosa di indispensabile, che tutti gli uomini siano istruiti su Dio. Il che significa che il Concilio, creando opportunità favorevoli, permetterà a tutti gli uomini del mondo intero di rivolgere gli occhi a quella luce, in cui vedranno tutti, da se stessi, la verità con la quale alcuna chimera potrà mai più interferire».
Comenius sottolinea con cura che i membri del Concilio della Luce dovranno essere «illuminati come vere stelle», e che saranno responsabili del controllo di tutto ciò che riguarda: la cultura, la stampa, i libri e l'insegnamento con i suoi metodi e i suoi programmi. In realtà, il prelato moravo istituì il principio della nostra moderna «cultura di massa», diffusa dai «mass media» nel senso voluto dalla classe dei governanti, visibili o segreti.

- Riguardo alla religione:
«I membri del Concistoro (mondiale) avranno il compito di garantire che il contatto delle anime con Dio avvenga senza impedimenti di alcun genere, in qualsiasi stato e in ogni caso. In altre parole, dovranno vigilare sul regno di Cristo nella Chiesa, nella continuazione e nella perpetuazione della comunione dei santi nel mondo intero, universalmente, senza impedimenti (subordinando tutti i membri della Chiesa ad un solo capo: Cristo). Questo corpo potrebbe essere chiamato anche Consiglio Generale, Sinedrio del mondo, i Guardiani di Sion, ecc...».


Sopra: simbolo usato dal monaco apostata
Martin Lutero;


 Una croce dentro una rosa... un rosacroce?

Se ricordiamo che ai «letterati» era stato assegnato il compito di «raccogliere e classificare le verità e inculcarle nella mente umana»; se si aggiunge che la «Chiesa generale» integrerà tutte le confessioni, tra le quali non ci dovranno essere «differenze di opinioni» da parte degli intermediari - i Concistori Nazionali - sembra che l'intenzione di Comenius fosse quella di istituire una Chiesa sincretistica, in cui «tutti vedranno la verità».

Sopra: Assisi, 27 ottobre 2011; incontro ecumenico... verso la chiesa sincretista auspicata
da Comenius?

 La Chiesa cattolica non poteva che insorgere contro una simile proposta, diametralmente opposta ai suoi dogmi, dal momento che sostituiva alla Rivelazione, il consenso, dopo il «libero esame», da parte del Consiglio della Luce. Anche Comenius, vescovo valdese, la cui dottrina era stata condannata da Roma, insistette per chiedere la distruzione di ciò che egli definiva la «Superbia dell'Anticristo» o l'«Idolatria» e la soppressione del suo rappresentante, il Papa, che chiamava «Idolo». Egli mostrò un interesse particolare per un libro: Lux in Tenebris, pubblicato nel 1657, in cui è scritto:
«Il Papa è il grande Anticristo della Babilonia universale. La Bestia tutto fare della cortigiana è l'Impero Romano (il Sacro Romano Impero) e in particolare la Casa d'Austria. Dio non tollererà più per lungo tempo queste cose; anzi, alla fine Egli distruggerà il mondo dei malvagi in un diluvio di sangue. Alla fine della guerra, il Papato e la Casa d'Austria saranno distrutti. Tale distruzione sarà operata dalle nazioni, stanche del loro dispotismo, di tutto il mondo, prima di tutto del Nord e dell'Oriente [...]. Come ricompensa, diffonderanno la luce del Vangelo [...]. Alla fine dei secoli l'intero Universo sarà riformato. Le leggi e la forma di questa riforma saranno promulgate, vale a dire: distruzione dell'idolo e dell'idolatria e ovunque restaurazione del culto più puro della divinità».


Sopra: frontespizio del libro Lux in
Tenebris.

 In un altro passo leggiamo:
«Il tribunale ecclesiastico, il Concistoro Mondiale [...] veglierà affinché Gerusalemme sia posta al sicuro (Zc cap. XIV), che i simboli sacri posti ovunque in modo che tutti trovino in essi materia per la meditazione». 
Infatti, il capitolo XIV del Libro di Zaccaria, una delle descrizioni apocalittiche più sviluppate del giudizio di Dio nell'Antico Testamento, ha una portata molto ampia. Egli profetizza il trionfo finale di Jahwéh:
«In quei giorni il Signore regnerà su tutta la terra [...]. Tutto il paese si trasformerà in pianura [...]. Gerusalemme si eleverà e sarà abitata nel luogo dov'è [...]. Ivi abiteranno: non vi sarà più sterminio e Gerusalemme se ne starà tranquilla e sicura [...]. I superstiti andranno ogni anno per adorare il re, il Signore degli eserciti, e per celebrare la solennità delle capanne» 18.

Sopra: l'antica Gerusalemme.


Il riferimento di Comenius a questi versetti dell'ultimo capitolo del Libro di Zaccaria dimostra che egli attribuiva al Concistoro Mondiale un'autorità esclusiva, universale, con giurisdizione su tutto il mondo. Pertanto, non verrà accettata alcuna «deviazione» dottrinale al sincretismo dogmatico insegnato dal Consiglio della Luce, sia per quanto riguarda la religione che la filosofia.

- Riguardo alla politica:
«Questo Tribunale (il Tribunale della Pace) avrà il compito di vegliare sulla saggezza umana, che consiste nel poter controllare se stessi in tutti i gradi, in tutti gli stati e in tutti i casi, per mantenere inalterati, sotto tutti i punti di vista, la società umana e il suo sistema di relazioni. In altre parole, essere il garante della diffusione della giustizia e della pace tra i popoli del mondo. Questo corpo può anche essere chiamato Direttorio dei poteri del mondo, il Senato del mondo o Areopago del mondo».

Chi è così cieco da non vedere che questa l'ideologia ha ispirato:
Le Conferenze dell'Aja (del 1899 e del 1907); pianificate per ottenere una limitazione internazionale degli armamenti e un arbitrato obbligatorio sui conflitti tra gli Stati, esse hanno costituito un tribunale arbitrale permanente privo di mezzi coercitivi;
La Società delle Nazioni, costituita sotto l'influenza del «Colonnello» Edward Mandell House (1858-1938), membro dell'Ordine Illuminista dei Masters of Wisdom («Maestri di saggezza»), fondatore dell'organismo mondialista Council on Foreign Relations (CFR);
•Le Nazioni Unite (ONU), la cui Carta è stata redatta da Leo Pasvolsky (1893-1953), membro del Council on Foreign Relations, e conservato dal presidente statunitense Franklin Delano Roosevelt (1882-1945), membro anch'egli del Council on Foreign Relations e massone di alto Grado.


Leo Pasvolsky
 Franklin D. Roosevelt
Edward Mandell House














 Pierre Mariel non ha esitato a dichiarare:  
«Oggi [...], l'ONU (come l'UNESCO) è quasi interamente composta da massoni di tutti i Paesi, fatto che era ben noto a Paolo VI quando si recò a parlare all'ONU in un incontro memorabile»19
il 4 ottobre 1965. Va notato che l'UNESCO, un organismo «sussidiario» delle Nazioni Unite,
«si pone il compito di eliminare l'ignoranza e l'incomprensione tra i popoli, che sono causa di antagonismo e di tensione, per promuovere l'educazione, la cultura popolare e divulgativa. 
L'ambizione dei primi anni era di porre fine alle divisioni intellettuali nel mondo cercando un denominatore comune per le diverse culture [...]. Dopo aver aspirato a diventare il "Vaticano del pensiero razionalista" l'UNESCO si è dedicata a compiti più concreti e più fecondi [...]. Le attività operative destinate a sviluppare l'istruzione nei Paesi del Terzo Mondo e condotte in un quadro regionale tendenti a proporre l'azione culturale propriamente detta» 20.


Sopra: 4 ottobre 1965, Paolo VI parla davanti
all'assemblea (massonica) delle Nazioni Unite.


Sir Julian Huxley,


«La nostra azione deve tendere a unificare il mondo per quanto riguarda l'intelligenza e lo spirito [...]. Quanto alla Chiesa cattolica, essa dovrà essere gradualmente purgata dalle sue dottrine intransigenti e particolari e non conserverà che le espressioni basilari della religione condivisibili con una vasta fraternità religiosa e culturale che dovrà includere tutti í culti e tutte le civiltà».

- Sir Julian Huxley, primo direttore dell'UNESCO
(nel corso della seduta plenaria dell'UNESCO, a Parigi il 20 novembre 1946).


 Non è questo un abbozzo del Consiglio della Luce di Comenius?

- Riguardo ai «Superiori incogniti»:

È un punto fondamentale su cui Comenius non fornisce alcuna informazione: se dà una parte egli assegna l'autorità suprema al Consiglio della Luce, si guarda bene dallo spiegare il metodo di reclutamento. Chi sono gli «iniziati superiori» che lo compongono? Da dove provengono? In cosa consiste la loro formazione? Chi li ha scelti? Si tratta di una questione di estrema importanza che abbiamo sempre evidenziato: per Comenius, i «politici», che detengono il potere, dovranno inchinarsi alle decisioni dei «letterati», i veri possessori dell'autorità.

C'è solo una risposta: proprio come ne La Repubblica, la classe dei «filosofi-governatori» doveva essere originariamente composta da Platone e dai suoi discepoli che avevano aderito al suo insegnamento acroamatico (la parte più segreta trasmessa solo oralmente), così dovrebbe essere per il Consiglio di Luce scelto tra i «Saggi» dei Rosacroce, i «Maestri sconosciuti», «Invisibili» o «Superiori incogniti», di cui parlano in particolare Padre Augustin Barruel s.j. (1741-1820), e i massoni Serge Hutin (1929-1997) e Jean Saunier (1939-1992) a proposito della Massoneria  21.
Per quanto riguarda la successione, avverrà per cooptazione.

Padre A. Barruel
 Serge Hutin





















 Così, nel sistema mondialista della Panorthosia, i governanti non sono liberi di mettere in atto la politica che vogliono, che verrà invece imposta da un pugno di teorici dogmatici irresponsabili, che è la principale caratteristica della Sinarchia (ossia di un governo iniziatico in mano ad una ristretta élite di sapienti). Questa è la tendenza attuale delle nostre democrazie, in cui il potere è soggetto alle opzioni di tecnocrati sconsiderati. In altre parole: democrazia = Sinarchia.




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 Note
1 Traduzione dall'originale francese di un estratto (pagg. XI-XIX) dell'opera La conjuration des Illuminés, a cura di Paolo Baroni.
2 Cfr. J.-A. Faucher-A. Ricker, Histoire de la Franc-Maçonnerie en France («Storia della Massoneria in Francia»), Nouvelles Editions Latines, 1967, pag. 53.
3 Cfr. P. Arnold, La Rose Croix et ses rapporta avec la Franc-Maçonnerie («La Rosa Croce e i suoi rapporti con la Massoneria»), G. P. Maisonneuve et Larose, 1970, pagg. 25 e ss.
4 Cfr. P. Arnold, op. cit., pag. 75.
5 Cfr. J. Bordiot, Une main cachée dirige... («Una mano nascosta dirige...»), La Librairie Française, 2a Ed., 1976, pag. 87.
6 Cfr. P. Arnold, op. cit., pag. 78.
7 Ibid., pag. 84.
8 Ibid., pag. 86.
9 La teologia mistica del pastore protestante Valentin Weigel, che anche viene anche indicata spregiativamente come «weigelianismo», comprendeva l'idea di una fusione di Dio e dell'umanità (N.d.T.).
10 La Città del Sole venne pubblicato a Francoforte nel 1623. Ma Andreae era venuto a conoscenza del manoscritto di Campanella tra il 1613 e il 1615 grazie al suo traduttore Tobias Adami.
11 Cfr. P. Arnold, op. cit., pag. 54.
12 Lettera di Andreae a Comenius de 27 giugno 1642, cit. in P. Arnold, op. cit., pag. 64.
13 Secondo Pierre Mariel, la Panorthosia non fu un manifesto del solo Comenius, mais «piuttosto il manifesto dei Rosacroce, poiché Comenius fu il portavoce, il relatore di una commissione di Saggi i cui membri sono rimasti nell'ombra» (cfr. P. Mariel, Les Sociétés secrètes mènent le monde, Albin Michel, 1973, pag. 38).
14 Cfr. P. Mariel, op. cit., pag. 38.
15 Cfr. P. Mariel, Les Francs-Maçons en France («I massoni in Francia»), Marabout, 1972, pag. 204.
16 Cfr. P. Virion, Bientôt un Gouvernement mondial? («Presto un Governo Mondiale»?) éditions Saint-Michet, Saint-Cénéré 1967, pagg. 8 e ss.
17 Cfr. P. Mariel, Les Sociétés secrètes mènent le monde, pag. 37.
18 Sembra che presso gli antichi ebrei tale festa avesse una portata missionaria e universalista.
19 Cfr. P. Mariel, Les Francs-Maçons en France, pag. 204.
20 Cfr. P. Gerbet, Les Organisations internationales («Le Organizzazioni internazionali»), PUF, 1972, pagg. 93-94.
21 Fu Padre Barruel che lanciò il termine «retro-Loggia» per designare i capi occulti della Massoneria. Vedi anche S. Hutin, Gouvernements invisibles et Sociétés secrètes («Governi invisibili e società segrete»), cap. I, e Les sociétés secretes («Le società segrete»), PUF, 1973, pag. 60; J. Saunier, Les Francs-Maçons («I massoni»), Grasset, 1972, pagg. 229 e ss.



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