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lunedì 7 marzo 2016

L’alba dell’uomo moderno


 di Paolo Brega


 La rivoluzione neolitica e la scoperta dell’agricoltura avvenuta circa diecimila anni fa sono il punto di partenza sulle quali si fonda l’intera storia dello sviluppo della civiltà umana, ponendo le basi per le prime società urbane e, dopo il fuoco rappresenta una delle più importanti (forse la più importante) scoperta dell’uomo.  

Dalle ricerche interdisciplinari si è scoperto che l'agricoltura si è diffusa dal Medio Oriente in direzione non solo dell'Europa, ma anche in direzione dell'Africa settentrionale e della steppa asiatica, nonché in direzione del Pakistan e dell'India.

Il genetista Cavalli Sforza conferma, e aggiunge che l'agricoltura "ha avuto inizio in zone impervie". Gli studiosi concordano nell'affermare che l'agricoltura nacque nella regione oggi corrispondente a Mesopotamia, Siria e Israele, ma non sanno spiegarsi come mai non sia cominciata nelle pianure, dove la coltivazione è senza dubbio più facile, bensì in aree montuose. Altrettanto inspiegabile sembrano essere da un lato la rapidità con cui le varie specie di ortaggi e frutti cominciarono ad apparire, tutti nello stesso periodo e nella stessa regione, dall'altro il contemporaneo "addomesticamento" degli animali.