Visualizzazione post con etichetta Metano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Metano. Mostra tutti i post

lunedì 4 gennaio 2021

Aggiornamento sulla cattura e lo stoccaggio del carbonio (parte 1)


di Anja Chalmin


CATTURA E STOCCAGGIO DEL CARBONIO (CCS)

 NELLA REGIONE DEL MARE DEL NORD

 

 Alcuni stati membri costieri del Mare del Nord, ad esempio Norvegia e Gran Bretagna, propongono di utilizzare il Mare del Nord come sito di stoccaggio della CO2. Alcuni progetti vogliono installare nuove strutture come le condutture per questo scopo, mentre un progetto scozzese mira a utilizzare strutture già esistenti. I progetti sono sviluppati attorno a industrie ad alta intensità energetica e dipendenti dai combustibili fossili. Molti partecipanti al progetto estraggono da soli combustibili fossili e mirano a iniettare CO2 sotto il Mare del Nord, ad esempio in serbatoi di gas vuoti.

domenica 10 maggio 2020

STORIA DELLA GEOINGEGNERIA: Progetto LUCY in the Sky with Diamonds: Atmospher Methane Destruction 30 maggio - 4 giugno 2012




Progetto LUCY in the Sky with Diamonds: Atmospher Methane Destruction

30 maggio - 4 giugno 2012



Geoengineering • Space weather • Artificial Clouds • Ionospheric Heater • Solar Radiation Management


Il progetto LUCY mira a trasformare le prese d'aria del metano artico in nuvole notturne artificiali che creano vulcani. Due microonde ad alta potenza, come lo Ionospheric Research Instrument (IRI) della struttura HAARP, comprimono il metano atmosferico in polvere di nano diamante per riflettere la luce solare nello spazio. Vedi anche: La proposta ANGELS (liquefazione e vendita di estrazione di gas naturale artico)

martedì 17 marzo 2020

Anche le Ostriche nel loro piccolo fanno le puzzette


Anche le Ostriche nel loro piccolo fanno le puzzette



Non pare che tra gli effetti del Coronavirus ci sia la perdita del senno, per cui non credo di averlo (il virus), almeno sin qui. E neanche ho perso il senno, benché il titolo di questo post possa far pensare il contrario.


giovedì 6 febbraio 2020

STORIA DELLA GEOINGEGNERIA: Reinstradare le calde correnti oceaniche per sciogliere le calotte polari!


3 gennaio 1887

    Geoingegneria domestica

    "Come cambiare il clima nordamericano", ha annunciato il titolo di una modesta proposta pubblicata su The Atlantic. Come, davvero? È abbastanza semplice, afferma l'autore dello studio: reindirizzare la calda corrente di Kuroshio dell'Oceano Pacifico attraverso lo Stretto di Bering. 
“Se i vasti quartieri bassi della Siberia orientale e dell'Alaska occidentale fossero affondati sotto il mare.. spalancherebbe subito la strada di questo vasto torrente oceanico al polo. E poi... Paradiso! Le temperature artiche aumenterebbero istantaneamente di 30 gradi; le calotte glaciali si scioglierebbero, gli inverni del New England diventerebbero un ricordo singolare e prati e alberi potrebbero iniziare "la loro marcia verso il polo".

    Ogni volta che le porte dell'Alaska verso il polo non sono sbarrate, l'intera calotta di ghiaccio delle regioni circumpolari deve sciogliersi immediatamente; tutte le piante dei continenti settentrionali, ora mantenute in stretto confine dal freddo artico, inizierebbero la loro marcia verso il polo... Non è troppo dire che la forza di sostentamento della vita delle terre a nord di quaranta gradi di latitudine sarebbe raddoppiata dal crollo della barriera che interrompe la corrente giapponese dal polo.

Sciogli l'Artico

Riferimenti:


From Mechanix Illustrated, May 1946


FonteWMH

mercoledì 5 febbraio 2020

Stanno terraformando Marte?


Con il mistero del metano di Marte irrisolto, la Curiosity regala una novità per gli scienziati: l'ossigeno

 

Naturalmente non sono uno scienziato, nè un esperto in fotografia, ma la vista di queste tre immagini animate mi restituisce un ricordo molto familiare: le irrorazioni illegali di particolati di varia natura in atmosfera (terrestre), volgarmente chiamate chemtrails.


E non lo scrivo per fare "lo splendido" con una boutade di stampo cospirazionista aka complottista per fare bella figura tra gli attivisti, lo scrivo perchè  se la NASA non mi dicesse che sono state scattate su Marte penserei senza ombra di dubbio alle famigerate scie chimiche. Oppure... prendendo per buona la news della NASA sono portato a pensare che: avendo un effetto familiare visivamente riconducibile alle irrorazioni (illegali) terrestri, stanno effettivamente terraformando Marte!

Nella terza ed ultima immagine gift addiritura oltre alle strisciate si notano anche le famose ondulazioni generate dalle frequenze ELF, che "quelli che se ne capiscono" ci raccontano che a generarle sono l'interazione dei rilievi montuosi e del vento con le nuvole; ma su Marte non ci sono rilievi di 30 km, soltanto il Monte Olimpo raggiunge i 25 Km di altezza e non è sufficiente a generare tale fenomeno.

Scienza e tecnologia si stanno adoperando da anni in studi di fattibilità di una terraformazione di Marte ed una futura colonizzazione del pianeta, come su questo articolo di everyeye, oppure questo su Notizie Scientifiche, uno dei tanti progetti di Elon Musk; quindi mi sento con la coscienza tranquilla per l'iperbolico titolo che ho dato a questo articolo. Chiaramente un conto sono le ipotesi ed un altro conto la fattibilità tecnologica ed economica.

Di seguito l'articolo della NASA:

mercoledì 15 gennaio 2020

Ruminanti: I tanti meriti e il presunto effetto “Climalterante”


[Purtroppo il tema, alimentazione vegana/onnivora nel tempo è diventato estremamente divisivo ed ideologico, a mio avviso a causa di lobbies e gruppi di pressione di varia natura e in questo bussiness c'è molto da guadagnare, ma anche da perdere. Ci vorrebbe più moderazione perchè ci sono ragioni (e torti) da entrambe le parti.]


di Giuseppe Bertoni e Luigi Mariani
In un loro articolo del luglio 2019 dal titolo “Are U.S. cattle causing an increase in global warming?” (luglio 2019) i ricercatori Clarece Rotz (Usda – Ars) e Alan Hristov (Penn State University – College of Agricultural Sciences) ricordano che nell’ultimo decennio la zootecnia bovina è stata da moltissime parti posta sul banco degli accusati in quanto ritenuta causa importante dei cambiamenti climatici in atto sul pianeta Terra. In effetti anche in Italia i “media” si fanno spesse volte vettori dell’invito a “smettere” di mangiare carni (specie quelle rosse) e talora anche il latte (appello che giunge soprattutto dai vegani), con il duplice obiettivo di salvaguardare l’ecosistema e di ridurre le più o meno gravi malattie attribuite agli alimenti di origine animale.