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sabato 11 aprile 2020

Blowback: il reclutamento americano di nazisti e il suo effetto sulla guerra fredda Christopher Simpson su KPFK, 1988



Blowback: il reclutamento americano di nazisti e il suo effetto sulla guerra fredda Christopher Simpson su KPFK, 1988



L'autore Christopher Simpson parla del suo libro intitolato Blowback: America's Recruitment of Nazis and Its Effect on the Cold War. L'interesse di Simpson per l'argomento è iniziato durante il processo di espulsione di Otto Van Bolschwing, che ha discusso contro la sua deportazione dagli Stati Uniti rilevando che la CIA lo aveva portato negli Stati Uniti. Simpson ha ottenuto informazioni attraverso le cause legali del Freedom of Information Act secondo cui gli Stati Uniti hanno cercato qualsiasi agente per combattere l'"espansionismo" sovietico alla fine della seconda guerra mondiale. Il servizio estero ha iniziato il reclutamento durante i debriefing sui prigionieri di guerra e ha aiutato molti criminali a evitare processi per crimini di guerra. Il servizio estero, conclude Simpson, ha creato la guerra fredda per assicurare il bilancio del Pentagono dopo la fine della seconda guerra mondiale.

venerdì 13 marzo 2020

Il potere degli isolazionisti prima della seconda guerra mondiale





Il potere degli isolazionisti prima della seconda guerra mondiale


Sulla maggior parte degli anni '30, Franklin D. Roosevelt godette di un enorme sostegno da parte del Congresso e del popolo americano. È stato questo supporto che gli ha permesso di attuare la sua legislazione sul New Deal e il programma di sicurezza sociale. Una grande eccezione, tuttavia, era nel settore della politica estera. Temendo l'ascesa del fascismo e del totalitarismo, Roosevelt voleva costantemente che gli Stati Uniti fossero maggiormente coinvolti in Europa e in Giappone. Tuttavia, fino al momento in cui Pearl Harbor attacca la volontà politica all'interno degli Stati Uniti è stata in stragrande maggioranza contro tale intervento.

sabato 22 febbraio 2020

STORIA DELLA GEOINGEGNERIA: Progetto SCUD della US Navy, modifica dell'uragano Ottobre 1952 - marzo 1954






Progetto SCUD della US Navy, modifica dell'uragano

Ottobre 1952 - marzo 1954


    

Nel dicembre del 1949 Krick suggerì il seeding delle nuvole senza ricorrere a dispositivi aerei; la sua proposta impiegava generatori di fumo a terra che disperdevano ioduro d'argento vaporizzato. Un singolo distributore di fumo, affermava Krick, poteva essere mosso da due carriole..

mercoledì 19 febbraio 2020

STORIA DELLA GEOINGEGNERIA: Fog Investigation and Dispersal Operation (FIDO) 1946



Fog Investigation and Dispersal Operation (FIDO)

1946


    Semina della nuvola domestica

    Durante la seconda guerra mondiale, la nebbia fu dispersa con un'arma segreta chiamata Fido. Ciò significava "Ricerca sulla nebbia e operazioni di dispersione" o "Nebbia, intensiva, smaltimento".

giovedì 13 febbraio 2020

Klaus Polkehn I CONTATTI SEGRETI: SIONISMO E GERMANIA NAZISTA (1933 – 41)



Klaus Polkehn 

I CONTATTI SEGRETI: 

SIONISMO E GERMANIA NAZISTA 

(1933 – 41)



(articolo pubblicato sul Journal of Palestine Studies, primavera – estate 1976)

Introduzione


L'antisemitismo divenne linea ufficiale del governo tedesco quando Hitler fu nominato Cancelliere del Reich, il 30 gennaio 1933. La primavera del 1933 vide anche l'inizio di un periodo di cooperazione tra il sionismo e il regime fascista tedesco, per incrementare il flusso di emigranti ebrei tedeschi e di capitali verso la Palestina. Le autorità sioniste sono riuscite a tenere celata questa cooperazione per un lungo periodo, e solo dal 1960 in poi sono cominciate, qual e là, le critiche. La reazione sionista in genere si è basata sull'argomento che i passati contatti con la Germania nazista fossero motivati soltanto dalla necessità di salvare le vite degli ebrei. Ma quei contatti furono tanto più significativi in quanto ebbero luogo in un'epoca in cui molti ebrei e molte organizzazioni ebraiche chiedevano il boicottaggio della Germania nazista.

martedì 4 febbraio 2020

IL GHETTO COMBATTE - Marek Edelman



Marek Edelman

 

IL GHETTO

COMBATTE



Il ruolo del Bund nella difesa

del ghetto di Varsavia

Edito dal C.C del Bund – Varsavia 1945





Ho letto questo libro tutto d’un fiato. Il giovane autore che me ne ha portato il manoscritto era uno dei dirigenti dell’insurrezione ebraica.

“Non sono uno scrittore – mi ha detto - , non ha alcun valore letterario”.
Tuttavia, questo racconto senza alcuna pretesa letteraria riesce in ciò che non è dato a tutti i capolavori. Semplicemente, con parole giuste, serie, misurate e senza magniloquenza, ritrae il martirio collettivo. Nello stesso tempo è un documento autentico sulla potenza dello spirito, salvato dal più grande disastro che la storia dei popoli abbia conosciuto.

 Zofia Nalkowska

Lodz, novembre 1945


domenica 2 febbraio 2020

Israele e lo sfruttamento dell’Olocausto



Israele
e lo sfruttamento
dell’Olocausto



Documenti e analisi sulle responsabilità dei sionisti

nello sterminio degli ebrei durante la Seconda guerra mondiale

e sul suo utilizzo postumo a fini politici











La banalità del male da Ben Gurion a Minniti


Il presente lavoro costituisce la sintesi di alcuni testi e ricerche che descrivono il modo in cui la tragedia dell’Olocausto (lo sterminio degli ebrei durante la Seconda guerra mondiale) sia stata utilizzata dal movimento sionista in relazione al suo scopo, ovvero la creazione di uno stato ebraico in Palestina.

Nella prima parte (dal 1941 al 1951) si esamina come l’Olocausto sia stato utilizzato dai sionisti per la creazione di Israele, in due fasi successive:
  • nella fase della guerra (1941 – 45) con operazioni di salvataggio fortemente selezionate e dirette soltanto in Palestina, mentre la grande maggioranza dei profughi veniva abbandonata al suo destino nei campi di concentramento e la prospettiva dello stato sionista veniva presentata come compensazione per i milioni di vittime.
  • subito dopo la guerra (dal 1945 al 1951) con il trasferimento (spesso forzato) dei sopravvissuti in Palestina, nei territori dai quali nel frattempo venivano cacciati gli arabi palestinesi (pulizia etnica del 1948 – 49).
Nella seconda parte (dopo il 1951) si analizza lo sfruttamento dell’Olocausto per la conservazione di Israele, messo in atto dagli apparati politici e mediatici dello stato sionista e della gigantesca lobby internazionale che lo sostiene. Nella propaganda sionista la memoria dell’Olocausto, rappresentato come un evento astorico, eccezionale e inevitabile, segno dell’eterna ostilità del genere umano verso gli ebrei, è sempre stata utilizzata per legittimare l’esistenza e l’espansione di quello che si autodefinisce erede delle vittime (Israele appunto), autorizzando quest’ultimo a un uso “morale” della forza militare e al non rispetto delle regole della comunità internazionale, disprezzata in quanto a suo tempo resasi responsabile dello sterminio.

Numerosi ebrei critici di Israele si sono opposti a questa narrazione; molti di loro sono cittadini israeliani, e molti sono sopravvissuti all’Olocausto. Confutando, con il loro aiuto, l’opera di sciacallaggio compiuta dallo stato sionista, contemporaneamente si può mettere in luce il vero insegnamento morale scaturisce dalla memoria dell’Olocausto: che simili tragedie non si ripetano “mai più per nessuno!”, come gridato dai sopravvissuti dell’International Jewish Anti-Zionist Network nel 2014, durante i sanguinosi bombardamenti sulla Striscia di Gaza.

Il punto è che l’insistita riproposizione dell’Olocausto come evento “eccezionale” pone tutti gli altri genocidi e massacri (compresi quelli attualmente in corso) un gradino al di sotto nella scala di valori, e così più o meno direttamente distrae le coscienze rispetto alle vittime del giorno d’oggi.

Invece occorre storicizzare l’evento, far emergere come nella tragedia del 1939 - 45 si siano espresse al massimo grado condotte e regole di funzionamento che sono una costante della società capitalistica in cui viviamo: una società nella quale quando i gruppi imperialistici scendono in guerra l’uno contro l’altro lo scontro bellico viene prima di tutto e il salvataggio dei civili diventa anti-economico. Anzi, si cerca di accollare i profughi e i civili al nemico, per impegnarne le forze e quindi indebolirlo. Solo se ci sono vaste mobilitazioni a difesa di quei profughi essi possono essere salvati, perché per i belligeranti la destabilizzazione del fronte interno diventa a sua volta anti-economica.

Analizzando la storia dell’Olocausto si vede bene che nelle poche occasioni in ci fu un
intervento determinato in difesa dei profughi ebrei, questi poterono essere salvati. Quando invece, come nella maggior parte dei casi, predominarono il collaborazionismo e l’indifferenza, si arrivò allo sterminio.

A uno sguardo complessivo, accanto alle responsabilità dei nazisti emergono quelle dei governi alleati (in particolare dell’antisemita Churchill), e quelle dei dirigenti delle comunità ebraiche, in primo luogo di orientamento sionista, che abbandonarono le vittime ai loro carnefici.

E’ inoltre possibile vedere con chiarezza come gli stessi meccanismi barbari vengano messi in atto al giorno d’oggi, provocando ogni anno la morte di milioni di uomini, donne e bambini per guerre, fame o malattie, o di migliaia di migranti che attraversano i mari del mondo in cerca di fortuna.

In questi ultimi mesi abbiamo assistito alla miserabile montatura ordita dal governo italiano per criminalizzare le ONG dedite alle operazioni di soccorso nel Mediterraneo centrale, mentre il ministro degli Interni si accordava con assassini e trafficanti per respingere i migranti nei campi di concentramento della Libia, dove stupri e torture sono all’ordine del giorno.

C’è poi tanta differenza tra il comportamento di Minniti nel contesto odierno e quello di Eichmann o Ben Gurion negli anni ’40 del Novecento?

Ottobre 2017





sabato 1 febbraio 2020

il Bund ebraico in Russia e Polonia dal 1905 alla Seconda Guerra Mondiale





Il Bund ebraico in Russia e Polonia dal 1905 alla Seconda Guerra Mondiale





  Contro il sionismo e il nazifascismo

per l’autonomia nazional culturale dei popoli

per la rivoluzione socialista internazionale




 Immagine in copertina:
Manifestazione dei gruppi giovanili del Bund, Varsavia 1932

Zona di Insediamento degli ebrei nell’Impero zarista, 1900 circa

 Nota introduttiva


Dopo Il Bund ebraico in Russia dalle origini al 1905, è disponibile una ricerca sulle vicende del principale partito del movimento operaio ebraico in Russia e Polonia dal 1905 alla Seconda Guerra Mondiale, quindi attraverso la crisi rivoluzionaria del 1917 – 1921 e poi nell’epoca della lotta al nazifascismo.

Nella prima metà del Novecento gli ebrei socialisti del Bund pagarono un prezzo carissimo di fronte al nazismo e anche al totalitarismo instauratosi nell’URSS, ma il patrimonio di lotte teoriche e pratiche che hanno lasciato merita di essere conosciuto e studiato, anche per orientarsi nel tempo presente.

Questo patrimonio può essere riassunto in quattro filoni principali: opposizione al sionismo; opposizione al nazifascismo; autonomia nazional culturale del popoli; rivoluzione socialista internazionale.

mercoledì 29 gennaio 2020

IL SIONISMO NELL’ETA’ DEI DITTATORI



LENNI BRENNER

IL SIONISMO

NELL’ETA’ DEI

DITTATORI

(1918 – 1945)






Un’analisi delle affinità ideologiche e delle relazioni politiche intercorse tra sionismo e nazifascismo prima e durante la Shoah. Il sionismo, l'ideologia alla base dello stato di Israele, non solo ha determinato la tragedia palestinese ma ha contribuito anche a quella degli ebrei.



domenica 26 gennaio 2020

I MARXISTI E LA QUESTIONE EBRAICA



100 anni di dibattito teorico
e azione politica (1843 - 1943)






In copertina:
Vladimir Medem, dirigente del Bund e teorico dell'autonomia nazional culturale.

NB La presente ricerca si basa in gran parte sul testo di Enzo Traverso Les marxistes e la question juive, pubblicato in Francia nel 1996. Laddove non indicato diversamente, per le fonti delle citazioni si rimanda al testo di Traverso.