Negli Stati Uniti, la prova principale del successo dell'operazione globale di controllo mentale delle élite è il fatto che il pensiero, i sistemi di credenze, la moralità, il comportamento e le credenze religiose dell'americano medio sono radicalmente cambiati in pochi decenni. Le élite hanno perfezionato l'ingegneria sociale a tal punto da aver indottrinato diverse generazioni di americani ad essere anticristiani, antiamericani e marxisti nei loro sistemi di credenze. La natura furtiva della loro strategia ha sviluppato politici di altissimo livello che sono programmati come candidati della Manciuria con personalità sintetiche e hanno anche sviluppato attori e animatori della Manciuria!
Il progetto originale controverso sulla creazione di un unico governo socialista del mondo!
Parte 2: Apocalypse Nerve Centre
Qual è l'arma più potente che un essere umano possa mai possedere? Grandi eserciti? Missili nucleari? L'arma più potente che un essere umano possa possedere non si presenta sotto forma di potenza di fuoco. Si presenta sotto forma di conoscenza. In questo caso, è la conoscenza corretta e vera del Nuovo Ordine Mondiale. Comprendere la giusta storia e lo sviluppo del Nuovo Ordine Mondiale è la protezione più sicura contro le "mezze verità" e i falsi dogmi ora spinti da coloro che credono di avvertire e rivelare la verità nell'agenda del governo mondiale unico.
Scarica il documento originale in lingua inglese QUI
Avete notato tutti che le leggi, gli atti e i regolamenti approvati, nonché le molte guerre o le cosiddette azioni cinetiche di entrambe le parti non hanno alcun beneficio reale o desiderato dalla persona media per strada. L'unica giustificazione è che viene fatto tutto per il tuo bene. Guerre continue, militarizzazione della polizia, ricerche ingiustificate, posti di blocco e sorveglianza. Vaccinazioni forzate, limitazione delle cure sanitarie, accesso ai nostri fondi pensionistici salvati che ora chiamano diritti, e il nostro dio ha dato il diritto di scegliere cibi e vitamine sani piuttosto che merda chimicamente alterata e geneticamente modificata. Se ciò non bastasse, ai nostri giovani viene insegnata la storia revisionista e ad ascoltare sempre l'autorità nelle nostre scuole controllate dal governo. L'educazione americana consiste nel rigurgito materiale anziché nel pensiero critico. Anno dopo anno perdiamo la libertà e l'indipendenza per il doppio pugno della burocrazia governativa e corporativa. I politici promettono il cambiamento, ma in realtà offrono le stesse due opzioni obsolete: socialismo moderato o servitù salariale.
1 LO ABBIAMO APPENA CONSENTITO 2 LA GRANDE TRANSIZIONE 3 ABBIAMO ANCORA UNA VOLONTÀ LIBERA 4 REALTA' 5 FARE SOLDI DA NIENTE 6 MACCHINA E UOMO 7 UN MONDO DI CIECHI E ZOMBI
The Controversial Original Blueprint on the Creation Of a Socialist One World Government!
THE INTRODUCTION
1. INTRODUZIONE
Fino a settembre 2012, gran parte del mondo, specialmente nel Regno Unito, non sapeva chi fosse Kalen Ockerman. Ma poi un rapporto della BBC ha cambiato tutto.
In questo rapporto diamo uno sguardo all'interno dell'evento 201, che si è tenuto a New York il 18 ottobre 2019. L'evento 201 è un esercizio di pandemia di alto livello ospitato dal Johns Hopkins Center for Health Security in collaborazione con il World Economic Forum e il progetto di legge e Melinda Gates Foundation.
In
questi giorni si apre la 74a sessione dell'Assemblea generale delle
Nazioni Unite. Così fa una nuova "stagione politica" internazionale.
L'anno
prossimo celebreremo due grandi e interconnessi anniversari: il 75°
anniversario della Vittoria nella Grande Patriottica Seconda Guerra
Mondiale e l'istituzione delle Nazioni Unite. Riflettendo sul
significato spirituale e morale di questi eventi storici, è necessario
tenere presente l'enorme significato politico della Vittoria che ha
posto fine a una delle guerre più brutali della storia dell'umanità.
Allorché si studiano le origini della Massoneria, ci si imbatte inevitabilmente nella sètta dei Rosacroce. La maggior parte degli autori, sia antimassonici che massonici, convengono sull'infiltrazione della Massoneria operativa (i veri muratori) operata da parte dei Rosacroce nella seconda metà del XVII secolo, e che nel volgere di qualche decennio fu trasformata nella Massoneria speculativa (fondata ufficialmente a Londra nel 1717) che è oggetto del nostro interesse. Di questo Ordine non si sa molto, tant'è che molti esperti del ramo ritengono che il suo presunto fondatore Christian Rosenkreutz sia un personaggio leggendario. In compenso, la loro dottrina, così come esposta nei tre Manifesti, ha molti punti di contatto con altri movimenti iniziatici che si sono manifestati successivamente (pensiamo agli Illuminati di Baviera, a Saint-Yves d'Alveydre e al suo Patto Sinarchico, alla Nuova Era di Alice Bailey, ecc...), ma soprattutto alla Massoneria e ai vari organismi mondialisti che dirigono le sorti del nostro pianeta (Bilderberg, Council on Foreign Relations, Commissione Trilaterale, ecc...). Il loro intento era di fare tabula rasa della società cristiana e naturale così com'è stata edificata dalla Chiesa cattolica, sostituendola con un Nuovo Ordine Mondiale fondato sul sincretismo religioso e diretto da un'élite ristretta di iniziati.
Io non credo che la complessità dei “punti di risveglio” abbia da subito percepito la realtà intorno ad essa in termini materiali (elementi e composti), né che abbia inteso la percezione della stessa in termini di segnali elettrici, né tanto meno che abbia riconosciuto sé stessa in termini di neuroni e sinapsi. In un momento successivo al risveglio alcuni dei “punti” devono aver cercato di mettere il guinzaglio a tutti gli altri per favorire un ritorno all’unità. Così è stato impresso uno schema a una profondità tale dell’intelletto da risultare difficilmente individuabile e ancora meno estirpabile. Per mezzo dello “schema” i “punti di risveglio” sono stati ancorati a una percezione fisica del mondo, quella che abbiamo appena descritto. Lo stesso schema consentirebbe loro di percepire un singolo piano nell’infinita varietà dell’Universo, fatta eccezione forse nei momenti successivi alla morte.[1]
Non
è inverosimile che intuizione e meditazione possano condurre
all’individuazione dello “schema”. Dopodiché una sua modifica
potrebbe consentire l’evasione da una legge fisica, come ad esempio
la gravità, permettendo all’“illuminato” di levitare.
Consentirebbe di comunicare o muovere oggetti a distanza (l’idea
stessa di distanza è in fondo una conseguenza dello “schema”).
Oppure potrebbe togliere la necessità del corpo di prendere cibo, o
impedirne le malattie e il decadimento. D’altro canto una modifica
sbagliata potrebbe comprometterne l’integrità, il funzionamento
e/o la sopravvivenza. Impossibile immaginare cosa significhi la
rimozione completa dello “schema”, se sia possibile per il “punto
di risveglio” assumere il pieno controllo di sé stesso in quello
stato libero dopo eoni di prigionia. Mi chiedo poi se esistano altri
“schemi” corrispondenti ad altri piani. O se si possano adottare
più “schemi” riuscendo a passare coscientemente da uno
all’altro.
[1]
In «Signori
di Volontà e Potere» l’esoterista
Daniele Mansuino sostiene che questo schema corrisponde in qualche
modo all’albero qliphotico
(strutturalmente identico al più noto albero sephirotico).
D’altro canto, gli ultimi 80 anni di ricerca nella fisica delle
particelle suggeriscono che tutte le interazioni tra le stesse siano
sintetizzabili per mezzo di un diagramma (detto di Dynkin, dal
matematico che per primo ne introdusse il tipo) il quale assomiglia
per certi versi agli alberi suddetti.
L’edizione 2019 dell’esclusivo Bilderberg Meeting si svolgerà presso
l’Hotel Montreux Palace nella città svizzera di Montreux da dal 30 maggio al 2 giugno.
Tra gli invitati, il ministro delle finanze svizzero Ueli Maurer, il
ministro dell’economia francese Bruno Le Maire, il capo della Democrazia
cristiana tedesca, Annegret Kramp-Karrenbauer e l’amministratore
delegato Crédit-Suisse Tidjane Thiam tra gli altri.
Una volta compreso lo Slavespeak (il linguaggio usato per stabilire e mantenere relazioni master-slave), diventi molto consapevole di come coloro che non capiscono lo Slavespeak possano essere dominati, soggiogati e controllati dalle parole
Slavespeak e l'impianto mentale
The Anatomy of Slavespeak è un incredibile articolo che ti insegna come le persone usano parole che tolgono il tuo potere e ti schiavizzano mentalmente riempiendoti di paura, incertezza e dubbio (FUD fear, uncertainty, and doubt). Padroneggiare lo Slavespeak rimuoverà il FUD dalla tua vita e ti trasformerà nell'ultimo rivelatore di cazzate. Questo documento ha cambiato la mia vita.
Una volta compreso lo Slavespeak politico (il linguaggio usato per stabilire e mantenere relazioni tra padrone e schiavo), diventi molto consapevole di come coloro che non comprendono lo Slavespeak possano essere dominati, soggiogati e controllati dalle parole - essenzialmente schiavizzati dalle parole. Corrispondentemente, si diventa impermeabili al controllo esterno attraverso le parole. In altre parole, ti piace più libertà - hai più opzioni a tua disposizione.
"È difficile combattere un nemico che ha avamposti nella tua testa." Sally Kempton
"Le idee sono più potenti delle pistole. Non permetteremo ai nostri nemici di avere armi da fuoco, perché dovremmo lasciare che abbiano idee. " Joseph Stalin
"La lingua crea spettri che ci entrano in testa e ci ipnotizzano". Robert Anton Wilson, Introduzione all'albero delle bugie (di Christopher S. Hyatt, Ph.D.)
Qual è stato il risultato del
Convegno internazionale “I 70 anni della NATO: quale bilancio storico?
Uscire dal sistema di guerra, ora”, svoltosi a Firenze il 7 aprile
2019. Manlio Dinucci ne parla con Michel Chossudovsky. Berenice Galli presenta una video-sintesi della giornata.
Nota: nel corso di quest’anno, la NATO effettua 310 esercitazioni militari, quasi tutte contro la Russia.
Con la Nato dal welfare al warfare»
70 anni di Nato. Intervista
a Michel Chossudovsky sui 70 anni della Nato: «Non è un’Alleanza,
comandano gli Usa, vogliono più spesa militare in tutta Europa, pronti a
nuovi conflitti armati, anche nucleari»
Al
convegno internazionale «I 70 anni della Nato: quale bilancio storico?
Uscire dal sistema di guerra, ora», svoltosi a Firenze la scorsa
settimana – più di 600 i partecipanti dall’Italia e dall’Europa -, ha
partecipato quale principale relatore Michel Chossudovsky, direttore di Global Research, il centro di ricerca sulla globalizzazione (Canada), copromotore del Convegno insieme al Comitato No Guerra No Nato e
ad altre associazioni italiane. A Michel Chossudovsky – uno dei massimi
esperti internazionali di economia e geopolitica, collaboratore
dell’Enciclopedia Britannica, autore di 11 libri pubblicati in oltre 20
lingue – abbiamo rivolto alcune domande.
Notre-Dame-des-Enfants è stata profanata, l'altare maggiore saccheggiato e una croce spalmata sui muri con escrementi umani.
Non è necessario essere un complice della cospirazione per essere sorpresi dalla rapidità con cui le autorità parigine hanno dichiarato un incendio devastante nella cattedrale di Notre Dame - o per sollevare un sopracciglio dall'invenzione della blanda nuova frase per la sua causa: "involontaria distruzione da fuoco".
La coincidenza che la più importante chiesa cristiana di Parigi è andata in fumo nella Settimana Santa, solo un mese dopo che un incendiario ha dato fuoco alla chiesa di Saint-Sulpice, sembra essere passata in gran parte senza commenti nei media mainstream. Quel primo incendio è iniziato poco dopo la messa di mezzogiorno e ha causato diversi danni per centinaia di milioni di euro prima che i vigili del fuoco lo mettessero sotto controllo.
Più o meno nello stesso periodo, la basilica di Saint Denis, una chiesa abbaziale medievale nel nord di Parigi, è stata vandalizzata. La chiesa ospita le tombe dei re francesi dal X al XVIII secolo e comprende, in modo significativo, quella di Carlo Martello, che pose fine all'invasione musulmana dell'Europa con la sua vittoria nella battaglia di Tours del 732. L'attacco ha danneggiato pesantemente l'organo vecchio di 200 anni e ha distrutto le vetrate colorate. Saint Denis è in un sobborgo 'no-go'(1). Un migrante pakistano arrivato in Francia solo due mesi fa è stato accusato di aver causato il danno.
A Nîmes, l'antica città romana nel dipartimento del Gard della Provenza, la chiesa Notre-Dame-des-Enfants è stata profanata, l'altare maggiore saccheggiato e una croce spalmata sui muri con escrementi umani. Di nuovo, c'era un collegamento con la sconfitta cristiana del califfato Omayyade musulmano che aveva ridotto in schiavitù l'Europa meridionale. La spedizione del 736 di Carlo Martello distrusse la città; nel 752 Pipino il Breve pose fine al dominio musulmano.
In soli undici giorni, nove chiese sono state danneggiate o profanate in quello che sembrava essere un attacco coordinato in tutta la Francia. Hanno incluso le città di
# Vienne, a sud di Lione, la chiesa di St Vincent de Naintre. Al Concilio di Vienne nel 1311 papa Clemente V abolì l'ordine dei Cavalieri Templari.
# Angouleme nel dipartimento della Charente nel sud della Francia. La chiesa evangelica di Speranza e Vita fu danneggiata nella città dove i crociati uccisero 3000 ebrei nel 1256.
# Lavaur nel Tarn, nel sud della Francia, teatro di guerre religiose del 16 ° secolo.
# Maisons-Lafitte e Houilles, due città nella regione dell'Île-de-France a nord-ovest di Parigi.
Nonostante la risposta immediata che escludeva implicitamente il terrorismo e le connessioni con le atrocità precedenti, è in corso un'indagine seria sulla causa, l'origine e la sede dell'incendio a Notre Dame. Prima che le ultime fiamme si estinguessero, il procuratore di Parigi Rémy Heitz ha aperto un'indagine preliminare da parte della polizia giudiziaria. Il giorno successivo e favorendo la teoria di un incidente, ha messo cinquanta investigatori al lavoro.
Cinque società erano state incaricate di realizzare un totale di 150 milioni di Euro per restaurare la cattedrale, a partire dal tetto. Una delle società, l'Europa Echafaudage, era impegnata nel 2017 a lavorare sulla guglia ma insiste sul fatto che nessuno dei 12 uomini del progetto era al lavoro in quel momento. Un'enorme rete di impalcature è stata eretta sul tetto e una delle prime spiegazioni è stata che una saldatura aveva causato l'incendio. L'impalcatura australiana è assemblata con perni autobloccanti, ma non è ancora noto se il sistema francese fosse montato o saldato.
Gli investigatori vorranno sapere dai testimoni dove è stato visto per la prima volta il fuoco, in quale forma e il colore delle fiamme. Quest'ultimo indizio poteva indicare cosa stava bruciando e se era presente un accelerante.
La Francia ha 42.258 chiese e sono sempre più sotto attacco. L'anno scorso, 875 sono state vandalizzate, secondo la polizia, come lo sono stati 59 cimiteri. Dopo secoli di protezione e sicurezza, i cristiani e le loro chiese sono ora facili bersagli per i terroristi che mirano a invertire le sconfitte islamiche del XV e XVI secolo. In questo moderno mondo secolare, non solo Saint-Sulpice e Notre Dame - l'Europa stessa sta bruciando.
Secondo la mia umile opinione l'articolo è fondamentalmente giusto ma, come fanno quelli che vogliono fartela passare sotto il naso, la falsità sta nelle ultime 3 righe. Gli indizi stanno nei dettagli storici, quali la distruzione dei Templari e l'uccisione di 3000 ebrei nel 1256.
Il nostro nemico è ben più subdolo delle masse mussulmane che sono troppo ignoranti della storia specifica citata nell'articolo.
(1)
In moltissimi degli studi in materia di bande criminali, il fenomeno della gangs producing
viene associato, con gli arrivi di grandi numeri di immigrati quindi ai
picchi dei fenomeni migratori che troviamo definiti in altre ricerche
come ‘crisi dei rifugiati’ ma di cui non muta la sostanza.
E’ il fenomeno che in Europa si sta vivendo da molti anni. In tal
senso fu dagli Stati Uniti che si ebbe il primo lavoro davvero
ultra-pioneristico sulle gang, datato 1927, dove vennero
dettagliatamente descritte le bande giovanili di Chicago formate da
immigrati polacchi di seconda generazione.
Autore di questa notissima ricerca fu Frederic Trasher, il suo
colossale lavoro sulle gang di Chicago fu di indirizzo e orientamento
per gli innumerevoli successivi studi in materia. Tornando alle nostre
latitudini la problematica diffusione delle gang islamiche è oggetto di
studi e ricerche sul campo condotte dal Eurogang Program of Research, un network di oltre 100 ricercatori sia europei che statunitensi.
Queste gang, originate dall’immigrazione soprattutto da paesi di
religione islamica, si sono diffuse in molte nazioni europee, tra cui
Olanda, Belgio, Germania, Francia (per le note ragioni storiche), Gran
Bretagna, Danimarca ed in tutta la Scandinavia. In particolare il
fenomeno delle gang islamiche ha attecchito fortemente nel paradiso del
welfare, cioè in Svezia, tanto che nel giugno scorso, il capo della
polizia si è sentito in dovere di fare pubblicamente un annuncio choc
sull’esistenza di ben 61 no-go-area nelle città
svedesi, in un tentativo di mettere sotto la lente di ingrandimento dei
media, dei cittadini e dei politici svedesi questo gravissimo problema.
Un colpo durissimo al ‘mito’ del multiculturalismo svedese.
Da quanto emerge dalle analisi di Eurogang Program of Research
sono le seconde generazioni di immigrati islamici e anche non islamici
che alimentano le gang. Per esempio i marocchini in Olanda, i turchi e i
palestinesi in Germania, in Spagna troviamo le gangs dei Latin Kings ad imitazione di quelle presenti negli Stati Uniti, in Norvegia i Crips e i Bloods
a Trondheim altra copia delle storiche gang Los Angeles mentre a Oslo
vi sono fin dagli anni Ottanta le gang formate dai giovani e
giovanissimi pakistani. (fonte analisidifesa.it)
Riproponiamo questo articolo, scritto da Michel Chossudovsky, economista canadese.
Chossudovsky è stato “visiting professor” in molti paesi dell’Europa
occidentale, nel sud-est asiatico e in America Latina. Inoltre, è stato
membro nel consiglio di diverse organizzazioni internazionali ed è stato
consulente per governi di paesi in via di sviluppo. Chossudovsky è
stato firmatario della dichiarazione di Kuala Lumpur per criminalizzare
la guerra. È autore di The Globalization of Poverty and The New World
Order (2003) e America’s “War on Terrorism” (2005). Il suo libro più
recente è intitolato Towards a World War III Scenario: The Dangers of
Nuclear War (2011). Il prof. Michel Chossudovsky è presidente e
direttore del Centre for Research on Globalization (CRG),
un’organizzazione indipendente per la ricerca e l’informazione con sede
a Montreal, Canada. CRG gestisce il sito GlobalResearch.ca che promuove
un punto di vista critico verso la politica estera degli Stati Uniti e
della NATO, così come teorie del complotto riguardanti l’attacco dell’11
settembre 2001 e la guerra al terrorismo, disinformazione dei
media, povertà e diseguaglianza sociale, la crisi economica globale, la
politica e la religione. Fa parte del Comitato Scientifico della rivista
italiana Geopolitica.
Il primo colpo storico contro l’Italia lo mette a segno Carlo Azeglio Ciampi, futuro presidente della Repubblica, incalzato dall’allora ministro Beniamino Andreatta, maestro di Enrico Letta e “nonno” della Grande Privatizzazione che ha smantellato l’industria statale italiana, temutissima da Germania e Francia. E’ il 1981: Andreatta propone di sganciare la Banca d’Italia dal Tesoro, e Ciampi esegue. Obiettivo: impedire alla banca centrale di continuare a finanziare lo Stato, come fanno le altre banche centrali sovrane del mondo, a cominciare da quella inglese. Il secondo colpo, quello del ko, arriva otto anni dopo, quando crolla il Muro di Berlino. La Germania si gioca la riunificazione, a spese della sopravvivenza dell’Italia come potenza industriale: ricattati dai francesi, per riconquistare l’Est i tedeschi accettano di rinunciare al marco e aderire all’euro, a patto che il nuovo assetto europeo elimini dalla scena il loro concorrente più pericoloso: noi, l’Italia.
A Roma non mancano complici: pur di togliere il potere sovrano dalle mani della “casta” corrotta della Prima Repubblica, c’è chi è pronto a sacrificare l’Italia all’Europa “tedesca”, naturalmente all’insaputa degli italiani.
E’ la drammatica ricostruzione di Nino Galloni, già docente universitario, manager pubblico e alto dirigente di Stato. All’epoca, nel fatidico 1989, Galloni era consulente del governo su invito dell’eterno Giulio Andreotti, il primo statista europeo che ebbe la prontezza di affermare di temere la riunificazione tedesca. Non era “provincialismo storico”: Andreotti era al corrente del piano contro l’Italia e tentò di opporvisi, finche potè. Poi a Roma arrivò una telefonata del cancelliere Helmut Kohl, che si lamentò col ministro Guido Carli: qualcuno “remava contro” al piano franco-tedesco. Galloni si era appena scontrato con Mario Monti alla Bocconi e il suo gruppo aveva ricevuto pressioni da Bankitalia, dalla Fondazione Agnelli (facenti anche loro parte del gruppo Bilderberg) e da Confindustria. La telefonata di Kohl fu decisiva per indurre il governo a metterlo fuori gioco. «Ottenni dal ministro la verità», racconta l’ex super-consulente, ridottosi a comunicare con l’aiuto di pezzi di carta perché il ministro «temeva ci fossero dei microfoni». Sul “pizzino”, scrisse la domanda decisiva: “Ci sono state pressioni anche dalla Germania sul ministro Carli perché io smetta di fare quello che stiamo facendo?”. Eccome: «Lui mi fece di sì con la testa».
Questa, riassume Galloni, è l’origine della “inspiegabile” tragedia nazionale nella quale stiamo sprofondando. I super-poteri egemonici, prima atlantici e poi europei, hanno sempre temuto l’Italia. Lo dimostrano due episodi chiave. Il primo è l’omicidio di Enrico Mattei, stratega del boom industriale italiano grazie alla leva energetica propiziata dalla sua politica filo-araba, in competizione con le “Sette Sorelle”. E il secondo è l’eliminazione di Aldo Moro, l’uomo del compromesso storico col Pci di Berlinguer assassinato dalle “seconde Br”: non più l’organizzazione eversiva fondata da Renato Curcio ma le Br di Mario Moretti, «fortemente collegate con i servizi, con deviazioni dei servizi, con i servizi americani e israeliani». Il leader della Dc era nel mirino di killer molto più potenti dei neo-brigatisti: «Kissinger gliel’aveva giurata, aveva minacciato Moro di morte poco tempo prima» (Kissinger è anche l’assassino di Salvador Allende).
Tragico preambolo, la strana uccisione di Pier Paolo Pasolini, che nel romanzo “Petrolio” aveva denunciato i mandanti dell’omicidio Mattei, a lungo presentato come incidente aereo. Recenti inchieste collegano alla morte del fondatore dell’Eni quella del giornalista siciliano Mauro De Mauro. Probabilmente, De Mauro aveva scoperto una pista “francese”: agenti dell’ex Oas inquadrati dalla Cia nell’organizzazione terroristica “Stay Behind” (in Italia, “Gladio”) avrebbero sabotato l’aereo di Mattei con l’aiuto di manovalanza mafiosa. Poi, su tutto, a congelare la democrazia italiana avrebbe provveduto la strategia della tensione, quella delle stragi nelle piazze.
Alla fine degli anni ‘80, la vera partita dietro le quinte è la liquidazione definitiva dell’Italia come competitor strategico: Ciampi, Andreatta e De Mita, secondo Galloni, lavorano per cedere la sovranità nazionale pur di sottrarre potere alla classe politica più corrotta d’Europa. Col divorzio tra Bankitalia e Tesoro, per la prima volta il paese è in crisi finanziaria: prima, infatti, era la Banca d’Italia a fare da “prestatrice di ultima istanza” comprando titoli di Stato e, di fatto, emettendo moneta destinata all’investimento pubblico. Chiuso il rubinetto della lira, la situazione precipita: con l’impennarsi degli interessi (da pagare a quel punto ai nuovi “investitori” privati) il debito pubblico esploderà fino a superare il Pil. Non è un “problema”, ma esattamente l’obiettivo voluto: mettere in crisi lo Stato, disabilitando la sua funzione strategica di spesa pubblica a costo zero per i cittadini, a favore dell’industria e dell’occupazione. Degli investimenti pubblici da colpire, «la componente più importante era sicuramente quella riguardante le partecipazioni statali, l’energia e i trasporti, dove l’Italia stava primeggiando a livello mondiale».
Al piano anti-italiano partecipa anche la grande industria privata, a partire dalla Fiat, che di colpo smette di investire nella produzione e preferisce comprare titoli di Stato: da quando la Banca d’Italia non li acquista più, i tassi sono saliti e la finanza pubblica si trasforma in un ghiottissimo business privato. L’industria passa in secondo piano e – da lì in poi – dovrà costare il meno possibile. «In quegli anni la Confindustria era solo presa dall’idea di introdurre forme di flessibilizzazione sempre più forti, che poi avrebbero prodotto la precarizzazione» (il piano lo stà ultimando Renzi con il suo Job Acts). Aumentare i profitti: «Una visione poco profonda di quello che è lo sviluppo industriale». Risultato: «Perdita di valore delle imprese, perché le imprese acquistano valore se hanno prospettive di profitto». Dati che parlano da soli. E spiegano tutto: «Negli anni ’80 – racconta Galloni – feci una ricerca che dimostrava che i 50 gruppi più importanti pubblici e i 50 gruppi più importanti privati facevano la stessa politica, cioè investivano la metà dei loro profitti non in attività produttive ma nell’acquisto di titoli di Stato, per la semplice ragione che i titoli di Stato italiani rendevano tantissimo e quindi si guadagnava di più facendo investimenti finanziari invece che facendo investimenti produttivi. Questo è stato l’inizio della nostra deindustrializzazione».
Alla caduta del Muro, il potenziale italiano è già duramente compromesso dal sabotaggio della finanza pubblica, ma non tutto è perduto: il nostro paese – “promosso” nel club del G7 – era ancora in una posizione di dominio nel panorama manifatturiero internazionale. Eravamo ancora «qualcosa di grosso dal punto di vista industriale e manifatturiero», ricorda Galloni: «Bastavano alcuni interventi, bisognava riprendere degli investimenti pubblici». E invece, si corre nella direzione opposta: con le grandi privatizzazioni strategiche, negli anni ’90 «quasi scompare la nostra industria a partecipazione statale», il “motore” di sviluppo tanto temuto da tedeschi e francesi. Deindustrializzazione: «Significa che non si fanno più politiche industriali». Galloni cita Pierluigi Bersani: quando era ministro dell’industria «teorizzò che le strategie industriali non servivano». Si avvicinava la fine dell’Iri, gestita da Prodi in collaborazione col solito Andreatta e Giuliano Amato. Lo smembramento di un colosso mondiale: Finsider-Ilva, Finmeccanica, Fincantieri, Italstat, Stet e Telecom, Alfa Romeo, Alitalia, Sme (alimentare), nonché la Banca Commerciale Italiana, il Banco di Roma, il Credito Italiano.
Le banche, altro passaggio decisivo: con la fine del “Glass-Steagall Act” nasce la “banca universale”, cioè si consente alle banche di occuparsi di meno del credito all’economia reale, e le si autorizza a concentrarsi sulle attività finanziarie speculative. Denaro ricavato da denaro, con scommesse a rischio sulla perdita. E’ il preludio al disastro planetario di oggi. In confronto, dice Galloni, i debiti pubblici sono bruscolini: nel caso delle perdite delle banche stiamo parlando di tre-quattromila trilioni. Un trilione sono mille miliardi: «Grandezze stratosferiche», pari a 6 volte il Pil mondiale. «Sono cose spaventose». La frana è cominciata nel 2001, con il crollo della new-economy digitale e la fuga della finanza che l’aveva sostenuta, puntando sul boom dell’e-commerce. Per sostenere gli investitori, le banche allora si tuffano nel mercato-truffa dei derivati: raccolgono denaro per garantire i rendimenti, ma senza copertura per gli ultimi sottoscrittori della “catena di Sant’Antonio”, tenuti buoni con la storiella della “fiducia” nell’imminente “ripresa”, sempre data per certa, ogni tre mesi, da «centri studi, economisti, osservatori, studiosi e ricercatori, tutti sui loro libri paga».
Quindi, aggiunge Galloni, siamo andati avanti per anni con queste operazioni di derivazione e con l’emissione di altri titoli tossici. Finché nel 2007 si è scoperto che il sistema bancario era saltato: nessuna banca prestava liquidità all’altra, sapendo che l’altra faceva le stesse cose, cioè speculazioni in perdita. Per la prima volta, spiega Galloni, la massa dei valori persi dalle banche sui mercati finanziari superava la somma che l’economia reale – famiglie e imprese, più la stessa mafia – riusciva ad immettere nel sistema bancario. «Di qui la crisi di liquidità, che deriva da questo: le perdite superavano i depositi e i conti correnti». Come sappiamo, la falla è stata provvisoriamente tamponata dalla Fed, che dal 2008 al 2011 ha trasferito nelle banche – americane ed europee – qualcosa come 17.000 miliardi di dollari, cioè «più del Pil americano e più di tutto il debito pubblico americano».
Va nella stessa direzione – liquidità per le sole banche, non per gli Stati – il “quantitative easing” della Bce di Draghi, che ovviamente non risolve la crisi economica perché «chi è ai vertici delle banche, e lo abbiamo visto anche al Monte dei Paschi, guadagna sulle perdite». Il profitto non deriva dalle performance economiche, come sarebbe logico, ma dal numero delle operazioni finanziarie speculative: «Questa gente si porta a casa tra i 50 e i 60 milioni di dollari e di euro, scompare nei paradisi fiscali e poi le banche possono andare a ramengo». Non falliscono solo perché poi le banche centrali, controllate dalle stesse banche-canaglia, le riforniscono di nuova liquidità. A monte: a soffrire è l’intero sistema-Italia, da quando – nel lontano 1981 – la finanzia pubblica è stata “disabilitata” col divorzio tra Tesoro e Bankitalia. Un percorso suicida, completato in modo disastroso dalla tragedia finale dell’ingresso nell’Eurozona, che toglie allo Stato la moneta ma anche il potere sovrano della spesa pubblica, attraverso dispositivi come il Fiscal Compact e il pareggio di bilancio.
Per l’Europa “lacrime e sangue”, il risanamento dei conti pubblici viene prima dello sviluppo. «Questa strada si sa che è impossibile, perché tu non puoi fare il pareggio di bilancio o perseguire obiettivi ancora più ambiziosi se non c’è la ripresa». E in piena recessione, ridurre la spesa pubblica significa solo arrivare alla depressione irreversibile. Vie d’uscita? Archiviare subito gli specialisti del disastro – da Angela Merkel a Mario Monti – ribaltando la politica europea: bisogna tornare alla sovranità monetaria, dice Galloni, e cancellare il debito pubblico come problema. Basta puntare sulla ricchezza nazionale, che vale 10 volte il PIL. Non è vero che non riusciremmo a ripagarlo, il debito. Il problema è che il debito, semplicemente, non va ripagato: «L’importante è ridurre i tassi di interesse», che devono essere «più bassi dei tassi di crescita». A quel punto, il debito non è più un problema: «Questo è il modo sano di affrontare il tema del debito pubblico». A meno che, ovviamente, non si proceda come in Grecia, dove «per 300 miseri miliardi di euro» se ne sono persi 3.000 nelle Borse europee, gettando sul lastrico il popolo greco.
Domanda: «Questa gente si rende conto che agisce non solo contro la Grecia ma anche contro gli altri popoli e paesi europei? Chi comanda effettivamente in questa Europa se ne rende conto?». Oppure, conclude Galloni, vogliono davvero «raggiungere una sorta di asservimento dei popoli, di perdita ulteriore di sovranità degli Stati» per obiettivi inconfessabili, come avvenuto in Italia: privatizzazioni a prezzi stracciati, depredazione del patrimonio nazionale, conquista di guadagni senza lavoro. Un piano criminale: il grande complotto dell’élite mondiale. «Bilderberg, Britannia, il Gruppo dei 30, dei 10, gli “Illuminati di Baviera”: sono tutte cose vere», ammette l’ex consulente di Andreotti. «Gente che si riunisce, come certi club massonici, e decide delle cose». Ma il problema vero è che «non trovano resistenza da parte degli Stati». L’obiettivo è sempre lo stesso: «Togliere di mezzo gli Stati nazionali allo scopo di poter aumentare il potere di tutto ciò che è sovranazionale, multinazionale e internazionale». Gli Stati sono stati indeboliti e poi addirittura infiltrati, con la penetrazione nei governi da parte dei super-lobbysti, dal Bilderberg agli “Illuminati”. «Negli Usa c’era la “Confraternita dei Teschi”, di cui facevano parte i Bush, padre e figlio, che sono diventati presidenti degli Stati Uniti: è chiaro che, dopo, questa gente risponde a questi gruppi che li hanno agevolati nella loro ascesa».
Non abbiamo amici. L’America avrebbe inutilmente cercato nell’Italia una sponda forte dopo la caduta del Muro, prima di dare via libera (con Clinton) allo strapotere di Wall Street. Dall’omicidio di Kennedy, secondo Galloni, gli Usa «sono sempre più risultati preda dei britannici», che hanno interesse «ad aumentare i conflitti, il disordine», mentre la componente “ambientalista”, più vicina alla Corona, punta «a una riduzione drastica della popolazione del pianeta» e quindi ostacola lo sviluppo, di cui l’Italia è stata una straordinaria protagonista. L’odiata Germania? Non diventerà mai leader, aggiunge Galloni, se non accetterà di importare più di quanto esporta. Unico futuro possibile: la Cina, ora che Pechino ha ribaltato il suo orizzonte, preferendo il mercato interno a quello dell’export. L’Italia potrebbe cedere ai cinesi interi settori della propria manifattura, puntando ad affermare il made in Italy d’eccellenza in quel mercato, 60 volte più grande. Armi strategiche potenziali: il settore della green economy e quello della trasformazione dei rifiuti, grazie a brevetti di peso mondiale come quelli detenuti da Ansaldo e Italgas.
Una esaustiva raccolta di aforismi, frasi, citazioni sul potere
finanziario mondiale e sui guasti della plutocrazia : un viaggio
attraverso i secoli, con la voce dei protagonisti della storia, della
cultura, della religione, della politica e della economia. Una certosina
ricerca opera di Anonimo Pontino, studioso di dinamiche finanziarie,
che rivela il volto tirannico della utopia del Nuovo Ordine Mondiale e
della onnipotenza del potere economico nella società umana. Un testo che
fa riflettere.
Come l’Eurozona distrugge l’Italia,
le famiglie e le aziende - Paolo Barnard
Il titolo della serata era “Un manicomio criminale a piede libero. Come
l’Eurozona distrugge l’Italia, le famiglie, e le aziende, e per il
profitto di chi”. L’idea era di trasmettere al pubblico il grado di
pazzia predatrice di cui è pregno il progetto dell’euro. Un titolo
forte, sicuramente per alcuni sopra le righe. Posso immaginare un Sergio
Romano scuotere il capo con austera disapprovazione e liquidarmi in
meno di un secondo come un esagitato del web. Ora ve lo dico: no, sono
stato troppo pacato, leggete qui sotto.
Ciò che sta accadendo in
Europa è oltre la psicopatologia finanziaria, molto oltre. Siamo
arrivati a uno stato di grottesca follia allucinatoria. Il Re non è
nudo, è morto e decomposto, pullula di vermi, perde liquami per strada,
ma la folla grida: Vita al Re!
E’ quello che ho sentito dentro di
me, quando ho letto le parole di Craig Beaumont, il capo della missione
del Fondo Monetario Internazionale in Irlanda. Il FMI ha detto a
Dublino che non ce la farà a tornare alla vita, che se l’Eurozona non
farà qualcosa di drastico, l’Irlanda è condannata al default. Ok, fermi.
Stop. STOP!!
L’Irlanda chi? Quella che ha accettato il
salvataggio dell'UE e del FMI, che ha applicato le Austerità da
flagellazione a sangue e che le ha applicate con il 10 e lode del FMI
stesso. Quella che adesso, dopo essersi scarnificata di sacrifici
sociali orrendi, ha tutti i parametri deficit-debito-inflazione
esattamente, ESATTAMENTE, come voleva la UE e il FMI, i parametri
virtuosi che secondo la UE e il FMI sono la via del risanamento, del
RISANAMENTO. Quella che ha impegnato le pensioni pubbliche per garantire
il salvataggio delle banche, come dettato dalla UE e dal FMI. Quella
che oggi Beaumont ha definito “un nostro studente modello”. Quella
Irlanda lì, sì, è lei. Bene, ora le dicono che sorry my dear Ireland,
muori lo stesso. No, ma peggio, peggio…
…le hanno detto oggi che
la sua unica salvezza dipende, ascoltate bene, “dall’eventuale ritorno
di fiducia degli investitori nell’intero progetto dell’Eurozona”. Ma
come? COMEEEE????? Dopo aver predicato con perentoria e sprezzante
certezza che è il rigore dei conti pubblici la via della salvezza per le
cicale dell’Eurozona; dopo averci, averli, fatti sentire dei balordi
MAIALI-PIIGS; dopo averci inflitto i volti ributtanti dei probi Draghi,
Lagarde, Monti, Von Rompuy, e dei loro buffoni di corte alla Giavazzi,
Giannino e Bini Smaghi; dopo averci costretti a respirare il fiato
fetido del rigore dei conti e dei necessari sacrifici che sono torture
sociali in queste ore per milioni di irlandesi e italiani e greci e
spagnoli e portoghesi… dopo tutto questo il FMI gli va a dire che no,
era tutto sbagliato. Se gli investitori non si convinceranno che l’euro è
un affare, in effetti, dice Beaumont, siamo punto e da capo. Le
Austerità sono una pagliacciata di nessuna utilità, un nulla di fatto,
l’Irlanda è al collasso come prima, peggio di prima, i tassi sui suoi
titoli sono più alti oggi di quando si arrese al FMI e alla UE due anni
fa. Firmato Fondo Monetario Internazionale.
Ma per noi è chiaro,
chiarissimo: gli investitori non si convinceranno mai che l’euro è un
affare, perché lo capiscono, lo conoscono, sanno chi l’ha creato e
perché. Non se ne esce. Offriamo una preghiera per l’Irlanda che non ha
scampo. Mi si stringe lo stomaco dalla furia. In coda ci siamo noi.
La
Modern Money Theory (M.M.T.) è fra le più autorevoli scuole di economia
del mondo, eredità di giganti del calibro di Keynes, Lerner, Kalecki,
Godley, e propone la strada per fermare il disastro dell'Eurozona e per
ricostruire il nostro Paese.
Muammar Gheddafi e Bahshar Al-Assad ci avevano avvertito!
E merdanyahu che profetizzo che il terrorismo
arriverà in Francia se non sarete solidali con israele, ancor prima
degli attacchi al Bataclan?? Ne vogliamo parlare?
Il
capo dei servizi segreti francesi dichiara: la Francia è sull’orlo di
una guerra civile potenzialmente pericolosissima ed “eruttiva” per tutta
l’Europa.
Quale miglior occasione per organizzare un attentato???
I criminali sionisti, che guarda caso non hanno mai subito alcunché
dall’ISIS, hanno avuto il coraggio di dire che l’Iran è il nemico e non
l’ISIS. E che preferirebbe vedere l’ISIS governare la Siria. Cosa dicono
i governanti europei e mondiali oggi dopo tutti questi attentati?
Il
primo ministro francese Manuel Valls, aveva dichiarato l’estensione
dello stato di emergenza, che dopo una prima proroga a febbraio doveva
terminare il 26 maggio, “consentirà una migliore risposta contro la
minaccia terroristica” durante tutto il periodo di Euro 2016.
La
Francia, attualmente, è in uno stato di protesta sociale. Il copione è
sempre lo stesso, ovvero un classico del sistema di dominio per
legittimare lo stato di guerra e distrarre le masse, alimentando l’odio
contro lo straniero.Per sedare
la rivolta popolare niente di meglio che fomentare il caos e la paura
nella popolazione: allora torna utile un attentato fabbricato dai
servizi di sicurezza transalpini, utile a restringere ulteriormente le
libertà civili, in un grande Paese capace di ribellarsi al potere, e che
a differenza dell’Italia, almeno una rivoluzione l’ha
compiuta.Attenzione: il peggio è in arrivo anche nel belpaese.
Arriviamo a ieri sera. Nizza Promenade des Alglais.
Mentre
l’attentato era ancora in corso, qualcuno girava tranquillamente in
mezzo ai feriti e ai cadaveri. Inoltre, tra tutta quella gente
sparpagliata quasi ordinatamente, non si vedono manco i soccorritori… E
chi ha girato il video non si è minimamente degnato di dare soccorso
Anche in questo attentato ci sono tanti aspetti che non quadrano.
Per
il quale motivo la strada era aperta al traffico il 14 luglio, serata
di festa nazionale che si concludeva con i fuochi d’artificio ? La
Promenade des Anglais è stata sempre chiusa in queste occasioni!!
Com’è possibile che il parabrezza del tir è crivellato di colpi esclusa la zona del conducente?
Per
quale motivo non c’è alcuna traccia di sangue sull’anteriore del tir?
Eppure ha abbattuto come birilli decine e decine di persone!
La polizia era appostata molto vicino…
Com’è
possibile che ci sono corpi all’interno della pista ciclo-pedonale che è
molto larga e distante dalla carreggiata degli autoveicoli?
Ecco il punto esatto preso da google. Com’è possibile che quei corpi si trovavano così distanti dalla strada?
Anche in questo caso, il terrorista aveva con sé non solo i documenti, ma anche il bancomat e il cellulare.
Nel seguente video si vede il momento dell’uccisione del terrorista.
Nel
video, colpisce il passaggio di un personaggio con il cappello in testa
durante il conflitto a fuoco. Quando si sentono spari la prima cosa che
si fa è scappare, nascondersi, buttarsi a terra. Sicuramente non si sta
in traiettoria….
Questo personaggio si vede pure nel seguente video al minuto 1:13
Di seguito immagini di come sia strutturata la PROMENADE DES ANGLAIS
Per precisione descriviamo la Promenade Des Anglais.
Ci
sono ben 3 carreggiate. Due per i veicoli a motore ed una
ciclo-pedonale molto molto ampia. Quest’ultima è la più vicina al mare.
Poi seguendo verso lato edifici/monte abbiamo una carreggiata per
veicoli a motore molto larga e a senso unico in direzione Nizza Centro. E
la terza, sempre per veicoli a motore, la più vicina agli edifici,
anch’essa molto larga a senso unico in direzione opposta al centro,
ossia verso l’aeroporto. Come si vede dalle immagini le carreggiate per i
veicoli a motore sono separate da un largo marciapiede destinato al
verde, dove sono piantate palme di oltre 10 metri di altezza e altra
vegetazioni. Mentre la pista ciclo-pedonale è separata da scalini, pali
della luce, semafori, panettoni per terra, piante ecc…
Adesso si fanno dichiarazioni contro l’ISIS. Come il ministro Alfano.
Cari ministri, governanti e politici tutti, chi ha
finanziato e armato l’ISIS? E’ risaputo che Stati Uniti, Francia,
Italia, Germania, Israele, Qatar, Arabia Saudita, Turchia, Israele chi
direttamente, chi indirettamente, hanno finanziato e continuano a
finanziare e armare i terroristi dell’ISIS.
Quindi di cosa stiamo parlando? L’attentato
sicuramente è stato organizzato dai servizi di intelligence come da
prassi oramai consolidata. I vertici delle istituzioni odiano il popolo e
cercano in tutti i modi di togliergli libertà e diritti. Negli ultimi
anni abbiamo visto come sia diventata sempre più pressante la strategia
della tensione. Tutti che prevedono attentati e guada caso avvengono
sistematicamente. Fintanto che i popoli non si svegliano da questo
incubo l’inferno sarà la nostra casa. Il loro obiettivo è il caos e non
possiamo certo dire che i loro piani non si stiano realizzando. Siamo
invasi di immigrati con l’obiettivo, già ripetuto più e più volte, di
destabilizzare l’Europa che presto diventerà una polveriera. Tutti
contro tutti. Il buonismo e la solidarietà non c’entra una mazza con
tutto ciò. guardate l’Europa degli ultimi tempi come ha cambiato faccia,
com’è insicura. Guardate le città europee come sono peggiorate. E i
nostri politici non solo continuano a fare dichiarazioni a favore degli
immigrati.
Decretare lo stato di assedio, sospendere i diritti
civili e le libertà non può certamente sconfiggere il terrorismo come
abbiamo ben visto. In Francia a breve dovevano togliere lo stato di
emergenza, ed invece, con quest’altra azione l’hanno prontamente
rinnovato.
Hollande ha dichiarato che siamo in guerra. Quindi andrà a bombardare la Tunisia come da prassi occidentale/nato/americana?????
Un amico su facebook:
“Passano gli anni,Cambiano gli attori (in questo
caso i terroristi)….quello che non cambia è la regia occulta (usurai
massoni)e la strategia (sacrificare vittime innocenti)”
Sveglia gente riprendiamo il mondo nelle nostre mani!!
Iside, in lingua egizia Aset, è anche chiamata, Is, Isis, Iset. Il
caso vuole che i nomi usati dai terroristi islamici IS, ISIS, finanziati
e armati fino a pochi mesi fa da un illuminato, siano uguali ai nomi
della dea dell’antico Egitto. Iside era la dea della maternità, della
magia e della fertilità. Non solo ma ISIS è anche il nome di Diana. –
Divinità femminile italica. Diana era venerata dalle donne come dea dei
parti e della fecondità, parificata in
ciò a un’altra dea molto onorata dai Romani, Giunone Lucina, così detta
sia perché dea della luce, sia perché preposta a dare la luce ai nuovi
nati, quindi Diana, veniva chiamata anche Diana Lucifera. La statua
della libertà rappresenta Semiramide, ISIS, Astarte, Astaroth, Diana
Lucifera, tanti nomi diversi…lo stesso culto.
E’ importante ricordare che Parigi é una citta fortemente massonica,
dove viveva il culto alla dèa pagana ISIS, PARIS – PAR ISIS : si giurava
infatti PER ISIDE: PAR ISIS. ISIS era il nome della Magna Mater
Lucifera, la “Grande Madre” velata. L’iscrizione sulla presunta tomba di
ISIS dice: “IO SONO tutto ciò che è, che è stato e che sarà, e nessun
mortale m’ha ancora TOLTO IL VELO, che mi copre“.
Frédéric-Auguste Bartholdi, conosciuto anche con lo pseudonimo Amilcar
Hasenfratz (Colmar, 2 agosto 1834 – Parigi, 4 ottobre 1904) sculture
francese autore della statua della libertà fu iniziato alla massoneria
nel 1875, presso la loggia parigina “Alsace-Lorraine” e divenne maestro
massone nel 1880. Ricordo a tutti che l’angelo della luce, ossia
Lucifero è Satana. I terroristi islamici che si stanno macchiando di
delitti atroci, decapitazioni, stragi di massa, quindi portano un nome
che li lega sia agli illuminati che a Satana, una coincidenza? In ogni
caso vi propongo la visione del video: “Katy Perry e gli illuminati – Dark Horse“, un analisi al dettaglio del video di Katy Perry nei panni
della Dea Iside.
Nell’ultimo mese circa ho avuto varie ‛discussioni’ con membri ferventi del ‛Movimento Zeitgeist’.Mi ha colpito il fervore con cui essi hanno difeso il movimento dalle mie osservazioni critiche su di esso.Ho iniziato a capire il perché alcuni ritenevano che esso fosse diventato un culto. Ho visto i primi due film e mi hanno fatto sentire un po’ a disagio.La
sezione del primo film che 'svelava' il Cristianesimo era profondamente
viziata, e la 'soluzione' proposta in Zeitgeist Addendum, vale a dire
il Progetto Venus , sembrava più che un po’ sospetta.
Leggere un articolo sui video Zeitgeist di Edward G.Griffin mi ha aiutato a spiegare il mio disagio relativo al Progetto Venus, e gli eccellenti film Zeitgeist Debunked e Zeitgeist Refuted hanno contestualizzato la retorica anticristiana.Ritenevo però che ci fosse altro, sul Movimento Zeitgeist, rispetto a quello che quanto sopra suggeriva.Sarei
giunto a capire che gran parte del cosiddetto 'Movimento per la Verità'
era una 'psy-op' controllata, uno dei cui principali obiettivi, in
termini semplici, era quello di orientare in direzione di un governo mondiale 'buono' chi aveva compreso che era in corso di sviluppo il Nuovo Ordine Mondiale orwelliano.Inoltre, questo governo mondiale 'buono' avrebbe avuto armonie New Age (Teosofiche).In breve, si sarebbe trattato del Nuovo Ordine Mondiale al quale il PTB aveva sempre mirato.Già nel 1959 William Guy Carr, nel suo manoscritto 'Satan, Prince of This World',
parlò dell’obiettivo dell’elite satanica di farci distruggere i nostri
governi e poi usurpare il primo governo mondiale che fosse poi stato
creato. Ho messo insieme alcune informazioni e stavo per tentare un post su questo ma Richard Evans, scrivendo sul sito di Henry Makow, ha fatto un lavoro molto migliore di quanto potessi sperare di fare io.Lo riproduco integralmente in seguito.
Soltanto una osservazione.L’autore sembra porre il 'Sindacato Rothschild del crimine' al centro delle operazioni.Mentre i Rothschild, palesi, sono senz’altro giocatori chiave nel gioco, io sospetto che i veri burattinai stiano annidati nell’ombra e non siano loro.