1°
capitolo di un saggio ipotetico
La
scomparsa della logica
L'Ombra
dei Controllori
Io non credo che la complessità dei “punti di risveglio” abbia da subito percepito la realtà intorno ad essa in termini materiali (elementi e composti), né che abbia inteso la percezione della stessa in termini di segnali elettrici, né tanto meno che abbia riconosciuto sé stessa in termini di neuroni e sinapsi. In un momento successivo al risveglio alcuni dei “punti” devono aver cercato di mettere il guinzaglio a tutti gli altri per favorire un ritorno all’unità. Così è stato impresso uno schema a una profondità tale dell’intelletto da risultare difficilmente individuabile e ancora meno estirpabile. Per mezzo dello “schema” i “punti di risveglio” sono stati ancorati a una percezione fisica del mondo, quella che abbiamo appena descritto. Lo stesso schema consentirebbe loro di percepire un singolo piano nell’infinita varietà dell’Universo, fatta eccezione forse nei momenti successivi alla morte.[1]
Non
è inverosimile che intuizione e meditazione possano condurre
all’individuazione dello “schema”. Dopodiché una sua modifica
potrebbe consentire l’evasione da una legge fisica, come ad esempio
la gravità, permettendo all’“illuminato” di levitare.
Consentirebbe di comunicare o muovere oggetti a distanza (l’idea
stessa di distanza è in fondo una conseguenza dello “schema”).
Oppure potrebbe togliere la necessità del corpo di prendere cibo, o
impedirne le malattie e il decadimento. D’altro canto una modifica
sbagliata potrebbe comprometterne l’integrità, il funzionamento
e/o la sopravvivenza. Impossibile immaginare cosa significhi la
rimozione completa dello “schema”, se sia possibile per il “punto
di risveglio” assumere il pieno controllo di sé stesso in quello
stato libero dopo eoni di prigionia. Mi chiedo poi se esistano altri
“schemi” corrispondenti ad altri piani. O se si possano adottare
più “schemi” riuscendo a passare coscientemente da uno
all’altro.
[1]
In «Signori
di Volontà e Potere» l’esoterista
Daniele Mansuino sostiene che questo schema corrisponde in qualche
modo all’albero qliphotico
(strutturalmente identico al più noto albero sephirotico).
D’altro canto, gli ultimi 80 anni di ricerca nella fisica delle
particelle suggeriscono che tutte le interazioni tra le stesse siano
sintetizzabili per mezzo di un diagramma (detto di Dynkin, dal
matematico che per primo ne introdusse il tipo) il quale assomiglia
per certi versi agli alberi suddetti.