I gadget intelligenti in casa, in auto e addosso? Roba buona per spiarci
L’allarme
arriva da James Clapper, capo dell’intelligence statunitense: “Le
agenzie potranno sfruttare l’Internet of Things per sorvegliare,
identificare, monitorare e individuare persone”
Domotica, auto sempre più intelligenti se non a breve autonome, gadget di ogni genere, molti dei quali indossabili.Integrati cioè ovunque,
dalle t-shirt alle scarpe passando appunto per gli apparecchi di casa
(dal termostato al tv fino al frigorifero), gli apparati medicali o gli
impianti più complicati come le reti di distribuzione energetica. Tutta roba buona, buonissima per lo spionaggio di Stato. Il re era nudo ma James Clapper, grande capo dell’intelligence statunitense, l’ha privato anche dell’ultimo panno appeso alla vita.
Intervenendo
in due commissioni del Senato statunitense il direttore dei servizi
segreti a stelle e strisce ha dichiarato che i governi di tutto il mondo
non vedono l’ora, e anzi già si stanno scatenando, di impiegare il
cosiddetto Internet of Things, l’internet delle cose come uno strumento di spionaggio.
Un ulteriore elemento di instabilità globale che promette di
aggiungersi alle epidemie, al terrorismo (e anzi di essere penetrato da
esso), ai cambiamenti climatici e all’intelligenza artificiale.