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martedì 17 dicembre 2019

Correggendo Dio




Si chiama copia-incolla e sapete tutti come funziona: selezioni qualcosa, che si tratti di un brano di testo o una immagine o qualsiasi altra cosa, lo copi, e poi lo incolli esattamente dove volevi averlo. Provate a immaginare se si potesse fare lo stesso con dei geni, editando il DNA di piante, animali o persone, sostituendo questo o quel pezzettino con dentro informazioni scadenti, difettose o semplicemente sgradite con pezzettini di DNA perfetti. Non sarebbe fantastico? Beh, potete smettere di immaginarlo, perché è realtà: lo stanno già facendo da un po’ di anni, anche se i media a larga diffusione non hanno pensato fosse ancora il caso di farvelo sapere.



Sì, avete capito bene: lo possono già fare. Il procedimento si chiama CRISPR ed è attivamente applicato almeno dal 2016. Come fanno? Usano una proteina speciale, che funziona da mezzo di scambio. Tagliano via un pezzetto di DNA dal “bersaglio” e lo sostituiscono con il pezzetto di DNA preso da “donatore”, e il gioco è fatto. Il DNA modificato si replica e si diffonde, producendo i suoi effetti nell’ospite. Semplice come copia-incollare una frase da un post su Facebook.

martedì 29 ottobre 2019

La trasformazione di una specie?



di Clifford E Carnicom
Ottobre 2019


Una serie di osservazioni importanti e consequenziali ha avuto luogo durante il corso di quest'ultimo anno. L'argomento di discussione è quello del sangue umano. Le osservazioni sollevano lo spettro e la possibilità molto reale di trasformazione letterale di una specie. In questo caso, la specie è l'essere umano.

Sangue umano anomalo sotto esame
Carnicom Institute - Ottobre 2019

Il set di dati su cui trarre conclusioni definitive rimane limitato.

Tuttavia, ogni individuo che è stato osservato mostra un filo comune di disturbo anomalo nel sangue, e l'unica variabile fino ad oggi è il grado di cambiamento.

martedì 17 settembre 2019

DIMENTICA L’ANTROPOCENE: SIAMO ENTRATI NELL’ERA SINTETICA





Traduzione Nogeoingegneria 

Di Christopher Preston
Un fatto del nostro tempo sta diventando sempre più ovvio. Non importa quanto tu viaggi, non importa in quale direzione punti, non c’è alcun luogo sulla Terra che resti libero dalle tracce dell’attività umana. Le firme chimiche e biologiche della nostra specie sono ovunque. Trasportati in tutto il mondo da potenti venti atmosferici, inesorabili correnti oceaniche e I serbatoi di milioni di veicoli alimentati da combustibili fossili, nessun luogo sulla Terra è libero dall’impronta umana. La natura incontaminata ha permanentemente abbassate le palpebre.

venerdì 23 agosto 2019

DARPA, LA TECNOLOGIA DI DIFESA: SORPRESA e SICUREZZA dell'EVOLUZIONE BIOLOGICA


L'Ufficio Tecnologie Biologiche sviluppa nuovi strumenti per supportare la salute, la forma fisica e l'allenamento dei combattenti in modo che la forza possa esibirsi al massimo delle capacità indipendentemente dalla missione. Tecnologie come i sensori di idrogel incorporati misurano continuamente la chimica del corpo e offrono agli individui e ai comandanti una visibilità in tempo reale sulla prontezza della squadra.



Di Justin Sanchez e Jacob Jordan
Il potere e la sfida della biologia come base della tecnologia risiedono nella sua adattabilità e resilienza e da questi attributi scaturiscono i semi della sorpresa. La missione della DARPA è quella di dominare la sorpresa, e quindi l'agenzia ha abbracciato la biotecnologia e concentrato i suoi investimenti sulla mitigazione delle minacce alla salute umana e sulla stabilità globale, sul miglioramento dell'addestramento e della prontezza militare e sul ripensamento degli attuali approcci alle tradizionali missioni di difesa. In questo settimo decennio di innovazione basata sul DARPA, l'ufficio di tecnologie biologiche di 4 anni (BTO) è destinato a trasformare la biologia da una specializzazione di nicchia all'interno del Dipartimento della Difesa (DOD) in una fonte fondamentale di capacità ad alto impatto, tra protezione impostata, rilevamento, comando, controllo e comunicazioni.

giovedì 4 luglio 2019

Creare chimere umano-scimmia "mi spaventa eticamente"

"La ricerca di un modello animale migliore per stimolare le malattie umane è stata un" sacro graal "della ricerca biomedica per decenni", i ricercatori della Yale University scrivono in un nuovo libro sulla scienza e l'etica delle chimere.

Le scimmie nel laboratorio Kingston di Douglas Munoz sembrano come le altre scimmie.

Socializzano e si spostano, mangiano e bevono allo stesso modo. Non cadono o barcollano. In effetti, l'unica cosa che separa i macachi dai loro compagni di laboratorio inalterati è il livello elevato di una specifica proteina umana impiantata all'interno del loro cervello - proteine ​​che si accumulano nel cervello degli umani con la malattia di Alzheimer.

lunedì 13 febbraio 2017

UNA RIFLESSIONE SULLE BIOTECNOLOGIE





 Alcuni hanno chiamato gli oppositori degli organismi geneticamente modificati retrogradi, oscurantisti contro lo sviluppo scientifico e il progresso.
Dietro a questo cosidetto Sviluppo, concetto cosi' relativo e spacciato come univoco da coloro che proclamano le "future sorti positive della scienza", dietro a questa fragile opera di addomesticamento retorico, si nasconde tutta una serie di dati reali sui quali è necessario riflettere, se si vuole porre correttamente la questione delle biotecnologie.

venerdì 8 aprile 2016

Il seme degli dei

Prove di manipolazioni genetiche o di ibridazione umana 
in un lontano passato


Man mano che il progresso scientifico avanza e nuove scoperte vengono fatte divulgate, più si va a delineare un quadro che noi appassionati di ufologia e paleoarcheologia abbiamo da sempre teorizzato: un intervento ‘esterno’ quale punto di partenza dell’incredibile storia del genere umano.

Ma partiamo dall’alba della comparsa dell’Homo Sapiens, circa 300.000 anni fa in Africa, secondo le teorie antropologiche tradizionali. A quel tempo il precedente esemplare, l'Homo Erectus, è presente sul pianeta già da più di un milione e mezzo di anni e possiede una capacità cranica maggiore rispetto all'Homo Habilis. L'Homo Erectus avrebbe avuto una notevole somiglianza con gli esseri umani moderni, ma aveva un cervello di dimensioni corrispondenti a circa il 75% di quello dell'Homo Sapiens. Il modello paleoantropologico dominante descrive l’Homo Erectus inoltre come capace di usare rudimentali strumenti.

A un certo punto avviene qualcosa di rivoluzionario, la massa cerebrale aumenta del 30%, acquisisce capacità di articolare un linguaggio, modifica la propria biologia ormonale, ... insomma l’Erectus si evolve in Homo Sapiens e poi successivamente circa 30.000 anni fa in Sapiens Sapiens e come descritto in figura, attraverso una serie di fasi migratorie i Sapiens vanno a popolare l’intero pianeta.


lunedì 7 marzo 2016

L’alba dell’uomo moderno


 di Paolo Brega


 La rivoluzione neolitica e la scoperta dell’agricoltura avvenuta circa diecimila anni fa sono il punto di partenza sulle quali si fonda l’intera storia dello sviluppo della civiltà umana, ponendo le basi per le prime società urbane e, dopo il fuoco rappresenta una delle più importanti (forse la più importante) scoperta dell’uomo.  

Dalle ricerche interdisciplinari si è scoperto che l'agricoltura si è diffusa dal Medio Oriente in direzione non solo dell'Europa, ma anche in direzione dell'Africa settentrionale e della steppa asiatica, nonché in direzione del Pakistan e dell'India.

Il genetista Cavalli Sforza conferma, e aggiunge che l'agricoltura "ha avuto inizio in zone impervie". Gli studiosi concordano nell'affermare che l'agricoltura nacque nella regione oggi corrispondente a Mesopotamia, Siria e Israele, ma non sanno spiegarsi come mai non sia cominciata nelle pianure, dove la coltivazione è senza dubbio più facile, bensì in aree montuose. Altrettanto inspiegabile sembrano essere da un lato la rapidità con cui le varie specie di ortaggi e frutti cominciarono ad apparire, tutti nello stesso periodo e nella stessa regione, dall'altro il contemporaneo "addomesticamento" degli animali.