Visualizzazione post con etichetta Polimeri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Polimeri. Mostra tutti i post

sabato 13 aprile 2019

Brevetti di Modifica del Tempo Atmosferico

La Geoingegneria Clandestina è in atto ed è da tempo che qualcuno sta cercando di modificare il clima a livello mondiale.


Ovunque, fin dall’antichità, si è tentato di modificare il tempo: si è danzato, pregato, si sono fatti sacrifici umani per avere più o meno pioggia, più caldo o più fresco. Nessuno ci è mai riuscito, il tempo è restato immodificabile (anche se Padron Cipolla, nei Malavoglia di Giovanni Verga, ha le idee chiare in proposito, sa bene perché il tempo è cambiato e perché non piove più: "Non piove più perché hanno messo quel maledetto filo del telegrafo che si tira tutta la pioggia e se la porta via"). Questo perché la nozione di tempo indica le condizioni dell’atmosfera in una determinata area geografica in un certo momento, o comunque in un breve periodo. Il tempo è variabile e difficilmente prevedibile anche a poche settimane di distanza, perché influenzato da eventi casuali e da fenomeni occasionali. Era considerato immodificabile anche il clima, cioè l’insieme delle condizioni atmosferiche (temperatura, umidità, pressione, venti) che caratterizzano una regione geografica e ne determinano il tipo di vegetazione, la flora e la fauna, le attività economiche ed anche il carattere e le abitudini delle popolazioni che vi abitano Osservava Cuoco, l’autore del Saggio storico sulla rivoluzione napoletana, che “è una stranezza il creder che il clima non influisca sul fisico e sul morale degli uomini”; e ribadiva Tommaseo che “i principali caratteri o costumi nazionali, anche quando paiono non aver niente a che fare col clima, o ne derivano o quando anche non ne derivino e vengano da cagioni affatto diverse, pur corrispondono mirabilmente alle qualità di esso clima”.





giovedì 11 febbraio 2016

FILAMENTI BIANCHI POLIMERICI: UN’ANALISI CRITICA

Sono bianchi, lunghi, appiccicosi e possono essere facilmente scambiati per ragnatele, della famosa seta prodotta dai ragni. Stiamo parlando di filamenti bianchi che dal sottoscritto e da altri ricercatori vengono definiti polimerici e in questo articolo ne spiegheremo la probabile origine e il motivo di queste ed altre loro caratteristiche.

In questa sede vorrei prendere in considerazione tre principali ipotesi che potrebbero spiegare l’origine e la funzione di questi filamenti. La prima riguarda i capelli d’angelo o bambagia silicea, un fenomeno riconosciuto in ambito ufologico che consiste nella caduta di sottili fili in concomitanza con il passaggio, spesso a bassa quota, di OVNI (Oggetti Volanti Non Identificati). Un evento storico di questo tipo è accaduto nel 1954 a Firenze. Nonostante questi filamenti si dissolvano in brevissimo tempo e a contatto con le mani, è stato comunque possibile analizzarli in un laboratorio dell’Istituto di Chimica Analitica dell’Università di Firenze. Il referto indicava questi campioni come strutture macromolecolari contenenti boro, silicio, calcio e magnesio e ipoteticamente potrebbe essersi trattato di vetro borosilicato.La seconda ipotesi indica questi filamenti come ragnatele prodotti dai ragni durante la migrazione, il fenomeno denominato ballooning.
Infine la terza ipotesi illustra la natura artificiale, nanobiotecnologica, di questi filamenti.
Sulla base dei miei studi, ma anche di quelle eseguite da altri ricercatori indipendenti, vorrei approfondire l’analisi relativa a queste due ultime ipotesi e lasciare come di consueto al lettore degli ottimi spunti di riflessione che
saranno utili ad intraprendere ulteriori indagini per meglio comprendere questo fenomeno.