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sabato 21 marzo 2020

CLIMATE CHANGE PROPAGANDA: Cowspiracy, il documentario sul terribile impatto degli allevamenti

Gli allevamenti intensivi stanno condannando il pianeta Terra, ma le associazioni ambientaliste non affrontano la questione. Questa la teoria su cui si basa Cowspiracy, gioco di parole tra cow (mucca) e conspiracy (cospirazione), documentario dedicato al reale impatto ambientale degli allevamenti.


Mucche rinchiuse in allevamenti intensivi




Un progetto nato dal basso


Il film, realizzato nel 2014, è diretto dagli statunitensi Kip Andersen e Keegan Kuhn e prodotto da Leonardo DiCaprio. L’attore hollywoodiano, vegetariano e impegnato in prima persona nella tutela dell’ambiente, ha deciso di finanziare il film per favorirne la diffusione, inizialmente però i due filmmaker californiani erano riusciti ad avviare il progetto grazie ad una raccolta fondi dal grande successo. 


venerdì 10 gennaio 2020

Le Vestali del Clima non sono Vergini







































Le Vestali del Clima non sono Vergini



Articolo di
Una delle più frequenti e odiose accuse rivolte a quanti commettono l’imprudenza di sollevare dubbi sulla robustezza scientifica dell’attribuzione delle dinamiche del clima recente in via esclusiva alle attività umane – leggi soprattutto le emissioni di anidride carbonica derivanti dall’uso dei combustibili fossili – è quella di essere al soldo di gruppi di interesse che da una transizione verso fonti energetiche alternative subirebbero gravi danni economici, e avrebbero quindi tanto da guadagnare nel distogliere l’attenzione da un problema invece cogente e reale, a tutto discapito della salvezza del pianeta.

domenica 29 dicembre 2019

NON CI SALVERÀ NESSUNO DALL'ISTERIA DELLA «CRISI CLIMATICA»

 


2019 – La fine di un decennio in cui l’allarmismo dei cambiamenti climatici è precipitato bruscamente nell’isteria della crisi climatica


Negli ultimi giorni del 2019, c’è molto da riflettere sugli eventi dell’anno passato e, con la chiusura della seconda decade del 21 ° secolo, molto da riflettere su come l’allarmismo dei cambiamenti climatici si sia trasformato in modo allarmante in qualcosa di molto più pericoloso, viscerale, urgente, guidato ideologicamente e immediato per quanto riguarda la percezione pubblica e l’impatto sociale. Un decennio durante il quale il riscaldamento globale è svanito nell’oscurità (a causa del fatto che non c’è stato dal 1998 al 2013) per essere sostituito quasi universalmente dal termine più politicamente corretto di “cambiamento climatico”, che ora è stato ampiamente spostato nei circoli attivisti e nei media con i termini “emergenza climatica” e “crisi climatica”. Ironia della sorte, perché, privi di una vera crisi climatica, scienziati e attivisti allarmisti hanno proceduto a inventarne uno, linguisticamente, come nel caso della guida di stile recentemente introdotta dal Guardian e cooptando eventi meteorologici estremi e il loro impatto nella narrazione generale.

venerdì 20 dicembre 2019

La FRODE sul riscaldamento globale esposta per immagini


Gli allarmisti dei cambiamenti climatici hanno convinto il pubblico che qualcosa deve essere fatto ora. 

I report sono facilmente sfatati come frode.

 
(Articolo di Mish ripubblicato da MoneyMaven.io )
 
Il mio regalo agli allarmisti climatici
 
Tony Heller ha fatto un ottimo lavoro nel mostrare come avviene la frode nel suo video intitolato My Gift To Climate Alarmists.
 
Il video dura solo 12,51 minuti.

venerdì 6 dicembre 2019

COP 25: una Conferenza nata sotto una cattiva stella



Certo, non ne va bene una! L’anno scorso ci eravamo lasciati in quel di Katowice, in Polonia, commentando il magro bottino di una COP24 in tono minore e dandoci appuntamento a Santiago del Cile. Ad onor del vero doveva essere il Brasile a organizzare la Conferenza, ma il cambiamento politico al vertice del Paese latino-americano, ha determinato il passo indietro del governo brasiliano ed ha fatto entrare in gioco quella che, allora, era considerata una potenza economica emergente del Sud America, cioè il Cile.

martedì 3 dicembre 2019

FATTI sul clima: dal 2005 non si è verificato alcun riscaldamento negli Stati Uniti, tuttavia i media si rifiutano di discutere i dati scientifici reali



Negli ultimi anni si è prestata molta attenzione alle cosiddette notizie false e ai pericolosi effetti della diffusione di informazioni inesatte. Sebbene queste preoccupazioni siano certamente valide, i media mainstream hanno usato queste paure come piattaforma per lanciare un attacco a tutto campo contro i membri dei media indipendenti, etichettandoli come teorici della cospirazione e fornitori di informazioni pericolose e prive di fondamento su tutto, dai vaccini ai pesticidi.

giovedì 28 novembre 2019

Dieci anni di bufale sul riscaldamento globale



 Del Prof. Franco Battaglia
Il 19 Novembre ricorreva il decennale del Climategate (CG), lo scandalo che, grazie ad un anonimo hacker del web, rivelò lo scambio di e-mail, occorse nel periodo 1996–2009, tra una piccola squadra di “scienziati” del clima, imbroglioncelli assai, dalle quali si evinceva come costoro avessero completamente taroccato i dati per far apparire apposta che quello dell’ultima metà del secolo scorso fosse un riscaldamento senza precedenti. Non sono persone qualunque: sono proprio coloro che avevano la responsabilità di compilare quella parte del rapporto dell’IPCC (il Comitato Onu propostosi di studiare il contributo antropico al clima del pianeta) che afferma che l’attuale riscaldamento globale è “senza precedenti” ed è “di origine antropica”. (AGW) Average Global Warming.

giovedì 14 novembre 2019

Subsidenza, chi era costei?

 Titolo Originale: Affondiamo

 
Nell’autunno più “old-style” che si ricordi in Italia da lustri a questa parte, ovvero ricco di precipitazioni e di associati episodi di dissesto idro-geologico, endemici per un territorio fragile come quello italiano, era solo questione di tempo prima che il Rescue Team tirasse fuori tutto il suo armamemtario clima-catastrofista. Parliamo qui della declinazione della narrativa nella modalità “fenomeni estremi”. Categoria in cui ovviamente ricade il recente episodio di acqua alta record a Venezia.

Immediatamente si è levato infatti il grido di dolore del clima che si sfascia sotto i nostri occhi. Timidamente qualcuno ha fatto notare che rimane imbattuto l’evento del 1966 passato alla storia come “Acqua Granda”. Ma poco importa: i record si usano solo quando fanno comodo. Infatti Repubblica sentenzia:di fronte a ciò che sta accadendo, con Venezia sommersa da quasi 2 metri d’acqua, nemmeno i negazionisti più accaniti possono far finta di non vedere gli effetti dei cambiamenti climatici, o fare spallucce con la tranquillizzante vulgata secondo cui nel passsato “era già successo”. Capito l’antifona? Se è già successo in passato, chissenefrega, questa volta sappiate che è colpa del Climate Change, mentre prima no. E se non siete d’accordo, allora siete negazionisti.

giovedì 7 novembre 2019

Richard Lindzen, scienziato del clima del MIT: Credere che la CO2 controlla il clima "è abbastanza vicino a credere nella magia"

Lindzen:
"Raddoppiare la CO2 comporta una perturbazione del 2% a questo budget. Allo stesso modo piccoli cambiamenti nelle nuvole e in altre caratteristiche, e tali cambiamenti sono comuni. In questo complesso sistema multifattore, qual è la probabilità del clima (che, di per sé, consiste in molte variabili e non solo un'anomalia della temperatura mediamente globale) sono controllate da questa perturbazione del 2% in una singola variabile? Credere che ciò sia abbastanza vicino al credere nella magia. Invece, ti viene detto che crede nella «scienza». essere un suggerimento che qualcosa non va. Dopo tutto, la scienza è un modo di indagine piuttosto che una struttura di credenze".
"L'accumulo di affermazioni false e/o fuorvianti è spesso indicato come prove schiaccianti per la catastrofe imminente. Senza queste affermazioni, ci si potrebbe legittimamente chiedere se ci sono prove."
 Richard Lindzen è Alfred P. Sloan, professore emerito di scienze atmosferiche, presso il Massachusetts Institute of Technology.

Immagine tramite MIT.edu

     Il professore di scienze atmosferiche del MIT Richard Lindzen suggerisce che molte affermazioni riguardanti i cambiamenti climatici sono esagerate e inutilmente allarmistiche.

martedì 29 ottobre 2019

Zichichi smonta le eco-balle: clima e smog, cosa sta succedendo


Il guru Zichichi smonta le eco-balle: clima e smog, cosa sta succedendo



Zichichi smonta le eco-balle: clima e smog, cosa sta succedendo


Era il 2015 quando il professore Antonino Zichichi concesse questa intervista  che non fu presa molto bene dal mainstream informativo; difatti Libero nel titolo scrive: «Il guru Zichichi smonta le...», che ho preferito togliere per rispetto alla sua figura ed al suo operato.

sabato 26 ottobre 2019

"Nessuna emergenza climatica": Firma la dichiarazione





"Nessuna emergenza climatica": 

Firma la dichiarazione




Scritto da John O'Sullivan

Siamo scienziati e altri professionisti che cercano il miglior errore scientifico del tempo - il riscaldamento globale - per firmare la petizione della Dichiarazione europea.
Con la firma farai la modesta affermazione che non esiste un'emergenza climatica.

martedì 15 ottobre 2019

120 anni di paura del clima

"...dobbiamo offrire scenari spaventosi, fare dichiarazioni semplificate e drammatiche e fare poca menzione di eventuali dubbi che potremmo avere..." Stephen Schneider (IPCC, 1989)
di Thomas Lifson

Traduzione: Giovanni Tessicini
Scienziati in cerca di finanziamenti e giornalisti in cerca di pubblico sono d’accordo: il panico vende.

“Il raffreddamento globale ci ucciderà tutti!” 
No, aspetta: il riscaldamento globale ci ucciderà tutti!

giovedì 10 ottobre 2019

NYT: il denaro milionario si riversa nell'allarmismo climatico


 

Di James Taylor

In un altro colpo all'inganno coreografato secondo cui grossi soldi distorcono il dibattito sui cambiamenti climatici a beneficio degli scettici, la settimana scorsa il New York Times ha pubblicato un articolo che documenta il finanziamento di denaro milionario che finanzia l'attivismo climatico dirompente.

martedì 8 ottobre 2019

Il Meglio del Peggio 2


Questo pezzo è firmato da Andrea Beretta.
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E come promesso eccoci arrivati alla seconda puntata del “Meglio del Peggio”. Sarà il cambio di stagione che influisce sull’umore dei giornalisti, sarà l’inerzia dell’informazione che batte sui soliti tasti, sarà il successo del nostro premio, ma comunque sia, gli spunti vanno moltiplicandosi.

Iniziamo allora da “La Stampa”, con l’imperdibile inserto TuttoGreen che titola con la solita sobrietà ed equilibrio: “Il Circolo Polare va a fuoco”.

Leggendo si scopre che si sarebbero contati “più di 100 incendi da giugno”. Non solo: questi incendi avrebbero rilasciato nei primi 14 giorni di luglio, circa 31 megatoni di CO2. Eh già: il problema non è il verde andato in fumo, ma l’anidride carbonica emessa. Peraltro misurata non in moli, o kg, ma in megatoni. Premesso che il megatone è utilizzato per misurare l’energia, non si capisce il nesso tra l’energia e le emissioni di anidride carbonica. Per la cronaca, la famosa bomba Zar, che è il più potente ordigno mai sperimentato nella storia dell’umanità, fu fatta esplodere proprio a Nord del Circolo Polare Artico nel 1961 e misurò circa 50 megatoni. Non vorremmo che dalle parti di Torino qualcuno abbia confuso date, misure, cause ed effetti.

domenica 6 ottobre 2019

L'allarmismo climatico ABC News è stato ridimensionato



Di James Taylor

Questa settimana ABC News ha pubblicato un articolo intitolato “La terra si sta scaldando". Ecco i segnali di allarme principali, secondo gli esperti. "L'articolo sarebbe meglio intitolato, "La terra si sta riscaldando. Ecco come gli allarmisti travisano un modesto riscaldamento benefico per apparire come una crisi ”.


venerdì 4 ottobre 2019

Inganno globale: l'esagerazione della minaccia del riscaldamento globale di Patrick J. Michael



 
  Patrick J. Michaels è un ex presidente dell'American Association of State Climatologists ed è stato presidente del programma per il Comitato di climatologia applicata della American Meteorological Society. È stato professore di ricerca di scienze ambientali all'Università della Virginia per 30 anni. Michaels è stato un autore collaboratore ed è un revisore del gruppo intergovernativo delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, che ha ricevuto il premio Nobel per la pace nel 2007.

La sua scrittura è stata pubblicata su importanti riviste scientifiche, tra cui Climate Research, Climate Change, Geophysical Research Letters, Journal of Climate, Nature and Science, nonché su periodici popolari in tutto il mondo. È autore o editore di otto libri sul clima e il suo impatto, ed è stato autore del "paper of the year" sul clima assegnato dall'Association of American Geographers nel 2004. È apparso sulla maggior parte dei principali media mondiali.

Introduzione

Al "Vertice della Terra" di Rio de Janeiro nel 1992, le Nazioni Unite hanno proposto la "Convenzione quadro sui cambiamenti climatici", in seguito nota come "Trattato di Rio", per rallentare le emissioni di gas a effetto serra come l'anidride carbonica. L'obiettivo dichiarato era una riduzione, da parte delle nazioni industrializzate e sviluppate, dei livelli di emissione ai livelli del 1990 entro il 2000. Solo due nazioni, la Gran Bretagna e la Germania, raggiungeranno questo obiettivo ed entrambe per ragioni che non hanno nulla a che fare con il clima cambiamento, ma piuttosto con la ristrutturazione industriale che sarebbe avvenuta senza il Trattato di Rio. Le emissioni sono aumentate drammaticamente sul resto del pianeta.

mercoledì 25 settembre 2019

 Scienziati di 13 paesi scrivono al Segretario Generale delle Nazioni Unite contro l'allarmismo climatico




 
23 settembre 2019 / Climate-Realistic Association

Una lettera firmata da 500 scienziati e professionisti, di cui 40 per la Francia, è stata appena inviata ad António Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, e a Patricia Espinosa Cantellano, segretario esecutivo della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui diritti umani. cambiamento climatico.

giovedì 5 settembre 2019

Perché i mezzi d’informazione di massa travisano le conclusioni degli articoli scientifici?


By on Set 4, 2019


martedì 3 settembre 2019

La Guerra del CLIMA


Nelle ultime ore è stato segnalato che un articolo da noi condiviso, è stato etichettato come FALSO da parte di Facebook e Climate Feedback.
 
Molti stanno ricevendo un messaggio simile al seguente:
Quello che sta succedendo è molto semplice:

giovedì 29 agosto 2019



Mari caldi e dintorni


Appena ieri, veleggiando di buon mattino sul Grande Raccordo Anulare e godendo ancora dello scarso traffico estivo, mi è capitato di ascoltare la replica di una trasmissione andata in onda su Radio24, MareFuturo.