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domenica 12 gennaio 2020
Risorgendo come una fenice - Le foreste australiane si rinnovano - Ed altre cosette di scarsa importanza..
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sabato 28 dicembre 2019
L’aumento dell’Intensità delle Ondate di calore sull’Australia e le Cause Circolatorie
Articolo di Luigi Mariani
In un recente post apparso su CM
ho parlato dell’ondata di caldo in atto sull’Australia nel dicembre
2019, individuandone la causa sinottica in una grande cupola
anticiclonica che insiste sul continente australiano da inizio mese. In
genere nei grandi anticicloni dinamici la massa d’aria è animata da un
moto discendente (catabatico) che ne determina il riscaldamento per
compressione. Questo si associa al rilevante soleggiamento e
all’avvezione di masse d’aria torride dall’area subtropicale, dando
luogo a temperature sensibilmente superiori alla norma. Nello stesso
post abbiamo visto che vi sono segnali di aumento dell’intensità e
frequenza delle ondate di caldo sul’Australia, il che ci spinge a
indagare le cause circolatorie di tale trend.
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giovedì 26 dicembre 2019
L’Anomalia Termica del Dicembre 2019 in Australia
L’Anomalia Termica del Dicembre 2019 in Australia
L’Australia è una grande massa continentale posta nell’emisfero sud fra 10 e 45°S e in questo periodo sta vivendo l’inizio dell’estate meteorologica che per convenzione è fissato all’1 dicembre. Quest’anno la stagione estiva è segnata dalla presenza di un anticiclone di blocco che sta determinando una sensibile anomalia termica accompagnata da estesi incendi boschivi.
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martedì 27 agosto 2019
Gli Incendi del 2019 del Bacino del Rio delle Amazzoni – Cosa Emerge dai Dati GFED
Secondo i dati GFED (Global Fire Emissions Database) aggiornati al 24 agosto e disponibili qui,
il numero totale di incendi registrati nell’area del Rio delle Amazzoni
da inizio 2019 (108.799) è superato da quelli del 2016 (116.067) e da
quelli degli anni 2003, 2004 2005, 2006, 2007 e 2010, anni che sono
tutti oltre i 150.000 incendi. E sempre dai dati GFED emerge che in
termini di emissioni totali da incendi, il 2019 si colloca ben al di
sotto dei livelli toccati per l’area del Rio della Amazzoni nel 2004,
2005, 2007 e 2010 (figura 1). Giova altresì precisare che GFED basa le
proprie analisi su dati MODIS ed è finanziato dalla NASA, dalla Gordon
and Betty Moore Foundation e dalla Netherlands Organisation for
Scientific Research (NWO).
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mercoledì 7 agosto 2019
Il Declino Globale di Incendi di Boschi e Praterie
Una vasta bibliografia e molteplici dati ufficiali attestano il
declino globale degli incendi di boschi e praterie tanto in termini di
numero di eventi che di superficie percorsa dal fuoco. Si tratta di un
fenomeno in controtendenza rispetto al global warming, che vede l’Africa
come entità territoriale più virtuosa e che è colpevolmente ignorato
dai media, troppo impegnati nel propagandare l’olocausto climatico
prossimo venturo per documentare quanto di positivo sta accadendo.
Gli incendi di boschi e praterie sono fenomeni legati ad una serie di
variabili atmosferiche quali le temperature, le precipitazioni e il
vento (velocità, direzione, grado di turbolenza) che influenzano sia
l’entità del combustibile (lettiere forestale, materiale vegetale secco)
sia la possibilità di innesco e successiva propagazione del fuoco.
Ovviamente il ruolo dell’uomo nell’innesco e nella propagazione degli
incendi è rilevante così come lo è quello dei fulmini. La crucialità
delle precipitazioni in tale contesto si coglie in Italia per il fatto
che il massimo rischio di incendi è nel semestre estivo (caldo e
siccitoso) nell’areale a clima mediterraneo (Csa di Koeppen) mentre
nell’areale alpino il massimo rischio è nel semestre invernale, in
coincidenza con il minimo pluviometrico annuo e la massima frequenza dei
venti di foehn, particolarmente insidiosi.
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