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Le connessioni del sistema nervoso e del suo organo
principale con una macchina non sono una novità scientifica: le prime
esperienze nel campo del brain-computer interface (BCI)1 furono
sviluppate dall’Università della California a partire dagli anni 70 del
secolo scorso, confluite poi in numerose applicazioni pratiche
soprattutto in campo sanitario, finalizzate - ad esempio - a restituire
il movimento, la vista o l’udito a individui che li avevano perduti.
Gli impianti cocleali, che trasformano i segnali
audio in impulsi elettrici da inviare direttamente al cervello,
forniscono una chiara dimostrazione dei progressi raggiunti in questo
campo, così come le protesi ortopediche controllabili dal cervello del
paziente2.
All’interfaccia “computer - cervello” si è di recente dedicato anche Elon Musk, il famoso milionario americano CEO di Tesla e Space X nonché fondatore di PayPal, investendo in una start up, NEURALINK3, che promette di fondere l’intelligenza umana con quella digitale per realizzare un “nuovo dominio cognitivo aumentato”.















