Ecco
il primo inventario indipendente del neonato Ispettorato nazionale: le
due regioni messe insieme hanno centinaia di metri cubi di materiali
radiotossici in più
Puglia
e Basilicata messe assieme, pur non avendo mai avuto una centrale
nucleare sul proprio territorio (anche se un progetto in tal senso vi fu
per Nardò, nel Salento), hanno centinaia di metri cubi di materiali
radiotossici in più di quanti se ne trovino in Campania e in Emilia
Romagna dove pure sono, rispettivamente, la centrale di Sessa Aurunca,
nel Casertano, e quella di Caorso, vicino Piacenza. Per non parlare
dell’ammontare delle radiazioni, campo in cui la Basilicata batte il
Lazio. Ad affermarlo, dopo molti decenni di attività atomiche
(dichiarate e “sotterranee”) durante i quali sono “volati” numeri in
libertà circa il patrimonio radiotossico italiano è l’Ispettorato
nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (Isin), che ora
pubblica un «Inventario nazionale dei rifiuti radioattivi».