Articolo di Guido Guidi
Una delle più frequenti e odiose accuse rivolte a quanti
commettono l’imprudenza di sollevare dubbi sulla robustezza scientifica
dell’attribuzione delle dinamiche del clima recente in via esclusiva
alle attività umane – leggi soprattutto le emissioni di anidride
carbonica derivanti dall’uso dei combustibili fossili – è quella di
essere al soldo di gruppi di interesse che da una transizione verso
fonti energetiche alternative subirebbero gravi danni economici, e
avrebbero quindi tanto da guadagnare nel distogliere l’attenzione da un
problema invece cogente e reale, a tutto discapito della salvezza del
pianeta.
