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sabato 9 novembre 2019

È GIÀ ORA DI PARLARE DI 6G? PARE DI SÌ!





Ma il 6G non avrà solo il compito di realizzare le promesse del suo predecessore. Secondo Marcus Weldon dei Nokia Bell Labs, per esempio, il 6G sarà “un sesto senso per gli umani e per le macchine, grazie al quale la biologia si unirà all’intelligenza artificiale. Difficile capire oggi che cosa possa significare in concreto una definizione del genere, che però fornisce almeno un’idea della direzione in cui si sta lavorando: un’integrazione sempre maggiore tra essere umano e macchina.
In termini di velocità, la rete 6G consentirà di raggiungere 1 terabit al secondo utilizzando le frequenze appena inferiori a un terahertz, e consentirà di connettere migliaia di miliardi di dispositivi”, si legge ancora su Techradar. Il 6G, di conseguenza, potrebbe essere il vero abilitatore di quella internet of everything che oggi è solo un termine alla moda utilizzato nelle conferenze tech per impressionare gli spettatori.

domenica 29 settembre 2019

UNA TECNOLOGIA PROTEANA: DARPA e l'esplorazione dell'intelligenza artificiale



 
Di John Everett
Solo 70 anni fa, quando i primi computer elettronici funzionavano su tubi a vuoto e riempivano intere stanze, i ricercatori stavano già cercando di consentire a queste macchine di pensare come fanno le persone. Solo pochi anni dopo il suo inizio nel 1958, DARPA iniziò a svolgere un ruolo centrale nel realizzare questa ambizione ponendo alcune delle basi per il campo dell'intelligenza artificiale (AI). Oggi, le notevoli capacità di riconoscimento dei modelli delle reti neurali profonde, i cui circuiti e funzionamento sono modellati su quelli del cervello, hanno il potenziale per consentire applicazioni che vanno dalle macchine agricole che individuano e zapano le erbacce ad app che, con l'aiuto di la realtà viene visualizzata sugli smartphone, consente alle persone di diagnosticare e risolvere i problemi con gli elettrodomestici.

martedì 23 luglio 2019

Stiamo entrando nell'era dei Cyborgs, Tecnologia Antitrust e la fine del Progetto Dragonfly

Photo by Shreyas Bhosale on Unsplash


Questa settimana è stata grande per i transumanisti e per chiunque fosse interessato all'aumento umano. La compagnia di Elon Musk, Neuralink, ha annunciato che è quasi pronto per i volontari umani che la loro interfaccia cerebrale venga installata tramite quattro fori da 8 millimetri nei loro crani. Un impianto neurale simile chiamato Orion è stato utilizzato con successo per fornire i dati della fotocamera direttamente al cervello di sei pazienti ciechi, ripristinando parzialmente la loro visione. Intel ha presentato un nuovo design del chip che sta mostrando grandi promesse nelle protesi robotiche, con prestazioni fino a mille volte più veloci rispetto alle CPU generiche per alcune attività.

domenica 14 aprile 2019

Perché la Nato fa la guerra al 5G di Huawei


Internet 5g

Il fatto che la supremazia tecnologica sia in mano alle aziende cinesi come Huawei impone analisi tecniche e controlli operativi per sincerarsi dell’effettiva affidabilità: non bastano dotazioni dalle prestazioni eccellenti, ma occorre la garanzia che quei sofisticati dispositivi non facciano qualche impercettibile “marachella” che può pregiudicare le sorti di una Nazione o addirittura dell’Alleanza atlantica. L’analisi di Umberto Rapetto, Generale (ris.) della Guardia di Finanza, già comandante del GAT Nucleo Speciale Frodi Telematiche

IN PUGLIA E BASILICATA PIÙ SCORIE E RADIAZIONI CHE IN ZONE CON CENTRALI ATOMICHE


Ecco il primo inventario indipendente del neonato Ispettorato nazionale: le due regioni messe insieme hanno centinaia di metri cubi di materiali radiotossici in più

Puglia e Basilicata messe assieme, pur non avendo mai avuto una centrale nucleare sul proprio territorio (anche se un progetto in tal senso vi fu per Nardò, nel Salento), hanno centinaia di metri cubi di materiali radiotossici in più di quanti se ne trovino in Campania e in Emilia Romagna dove pure sono, rispettivamente, la centrale di Sessa Aurunca, nel Casertano, e quella di Caorso, vicino Piacenza. Per non parlare dell’ammontare delle radiazioni, campo in cui la Basilicata batte il Lazio. Ad affermarlo, dopo molti decenni di attività atomiche (dichiarate e “sotterranee”) durante i quali sono “volati” numeri in libertà circa il patrimonio radiotossico italiano è l’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (Isin), che ora pubblica un «Inventario nazionale dei rifiuti radioattivi».

lunedì 8 aprile 2019

TERZA PUNTATA - 5G il grande inganno

ESCLUSIVO Ecco tutti i nomi, smascherati i conflitti d’interessi nella protezione da elettrosmog

 





 

Porte girevoli, roba da matriosche e scatole cinesi. Come un gioco d’interscambio, nelle agenzie e commissioni internazionali per la protezione della popolazione mondiale dai campi elettromagnetici, per la più classica delle proprietà transitive più o meno figurano sempre gli stessi attori. L’ennesima inchiesta di Investigate Europe denuncia l’anomalia di un sistema di controllo monopolizzato da referenze inamovibili, autorità scientifiche depositari della salute pubblica nella stesura di linee guida sull’esposizione all’elettrosmog e soglie limite per ecosistema e umanità. “La maggior parte dei ricercatori – riporta l’inchiesta giornalistica – è definita come dissenziente e viene semplicemente esclusa attraverso un processo che non è eticamente giustificabile. Questo non può essere compreso dai risultati scientifici. Deve essere inteso politicamente, come il risultato di una battaglia per interessi in cui le autorità di radioprotezione diventano spesso pedine con risorse carenti”.

venerdì 5 aprile 2019

SECONDA PUNTATA – 5G, il grande inganno

Stop 5G, Angelo Gino Levis sugli studi rassicuranti: “Troppi finanziati dall’industria!”






Prosegue l’inchiesta sui lati oscuri del wireless di quinta generazione. Nell’audizione del 26 Febbraio 2019, la Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni ha sentito i pareri di alcuni enti, associazioni di medici e istituti di ricerca. Preoccupati dell’invasione elettromagnetica del 5G si sono detti i medici di ISDE Italia e gli scienziati dell’Istituto Ramazzini, entrambi indipendenti e non riconducibili ad alcun tipo di legame con l’industria. Per la più classica riproposizione del bi-pensiero orwelliano, hanno invece virato sul lato opposto i pareri, dichiaratamente negazionisti, della Commissione Internazionale per la protezione dalle onde non ionizzanti (ICNIRP) e dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS). Se nell’ultimo, dopo le polemiche, s’è recentemente dimesso il presidente per contiguità non propriamente trasparenti con il mondo aziendale, del primo (un istituto privato con sede in Germania) è risaputa la vicenda dei legami di alcuni propri aderenti con la lobby del wireless. Ma allora, chi controlla il controllore? 

mercoledì 3 aprile 2019

PRIMA PUNTATA – 5G, il grande inganno


Latitante il giornalismo d’inchiesta sui lati oscuri del 5G, pubblichiamo un’inchiesta a puntate per riportare le voci più autorevoli al mondo in campo medico, accademico, scientifico e di ricerca che, a vario titolo, si occupano di elettrosmog e dei pericoli dell’Internet delle cose.