JULIJ MARTOV
e la critica del potere bolscevico
DISTRUZIONE O CONQUISTA
DELLO STATO
(1919)
ABBASSO LA PENA DI MORTE!
(1918)
introduzione
Julij Osipovic Cederbaum, che nella militanza clandestina avrebbe acquisito lo pseudonimo di Martov, nacque il 24 novembre 1873 in una famiglia del ceto medio ebraico a Costantinopoli (oggi Istanbul), nell’allora impero ottomano. Quando aveva quattro anni la famiglia si trasferì a Odessa, sul mar Nero, nella Russia zarista. Qui nel 1881 si consumò un feroce pogrom contro gli ebrei, e i Cederbaum si rifugiarono a Pietroburgo.
All’inizio degli anni ’90 Martov entrò all’università e si avvicinò al marxismo. Al 1892 risale il primo arresto, in seguito al quale fu inviato in esilio a Vilna (Lituania), dove il numeroso proletariato ebraico andava organizzandosi in circoli e sindacati. Con i suoi primi scritti Martov fu ispiratore degli sforzi che avrebbero condotto alla costituzione del Bund (Unione generale dei lavoratori ebrei), fondato appunto a Vilna nel 1897.