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sabato 30 novembre 2019

Gli effetti delle armi nucleari







Le esplosioni nucleari producono effetti distruttivi sia immediati che ritardati. Scoppio, radiazione termica e pronta radiazione ionizzante provocano una distruzione significativa entro pochi secondi o minuti da una detonazione nucleare. Gli effetti ritardati, come le ricadute radioattive e altri effetti ambientali, infliggono danni per un periodo prolungato che varia da ore a anni.


martedì 22 ottobre 2019

Le armi nucleari sono vulnerabili alle minacce informatiche




Le armi nucleari sono vulnerabili alle minacce informatiche

Il nuovo rapporto della Nuclear Threat Initiative (NTI), il gruppo di studio sulle armi nucleari, riporta che le armi nucleari statunitensi non possono essere efficacemente protette dagli attacchi informatici solo con mezzi tecnici.

Page Stoutland, vice presidente NTI per gli affari scientifici e tecnici, ha detto:
«Ogni sistema che contiene una componente digitale, incluse le armi nucleari, è vulnerabile alle minacce informatiche».
Il rapporto sulle minacce informatiche alla sicurezza delle armi nucleari, presentato recentemente a Mosca, intitolato “Armi nucleari in una nuova era cibernetica”, gli analisti NTI avvertono che con lo sviluppo e la diffusione della tecnologia digitale, gli attacchi nello spazio dell’informazione stanno diventando sempre più pericolosi, rendendo anche i sistemi di difesa degli Stati Uniti vulnerabili agli attacchi informatici.

martedì 8 ottobre 2019

Il Meglio del Peggio 2


Questo pezzo è firmato da Andrea Beretta.
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E come promesso eccoci arrivati alla seconda puntata del “Meglio del Peggio”. Sarà il cambio di stagione che influisce sull’umore dei giornalisti, sarà l’inerzia dell’informazione che batte sui soliti tasti, sarà il successo del nostro premio, ma comunque sia, gli spunti vanno moltiplicandosi.

Iniziamo allora da “La Stampa”, con l’imperdibile inserto TuttoGreen che titola con la solita sobrietà ed equilibrio: “Il Circolo Polare va a fuoco”.

Leggendo si scopre che si sarebbero contati “più di 100 incendi da giugno”. Non solo: questi incendi avrebbero rilasciato nei primi 14 giorni di luglio, circa 31 megatoni di CO2. Eh già: il problema non è il verde andato in fumo, ma l’anidride carbonica emessa. Peraltro misurata non in moli, o kg, ma in megatoni. Premesso che il megatone è utilizzato per misurare l’energia, non si capisce il nesso tra l’energia e le emissioni di anidride carbonica. Per la cronaca, la famosa bomba Zar, che è il più potente ordigno mai sperimentato nella storia dell’umanità, fu fatta esplodere proprio a Nord del Circolo Polare Artico nel 1961 e misurò circa 50 megatoni. Non vorremmo che dalle parti di Torino qualcuno abbia confuso date, misure, cause ed effetti.