Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=51640
Questo pezzo è firmato da Andrea Beretta.
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E come promesso eccoci arrivati alla seconda puntata del “Meglio del
Peggio”. Sarà il cambio di stagione che influisce sull’umore dei
giornalisti, sarà l’inerzia dell’informazione che batte sui soliti
tasti, sarà il successo del nostro premio, ma comunque sia, gli spunti
vanno moltiplicandosi.
Iniziamo allora da “La Stampa”, con l’imperdibile inserto TuttoGreen che titola con la solita sobrietà ed equilibrio: “Il Circolo Polare va a fuoco”.
Leggendo si scopre che si sarebbero contati “più di 100 incendi da giugno”. Non solo: questi incendi avrebbero rilasciato nei primi 14 giorni di luglio, “circa 31 megatoni di CO2”.
Eh già: il problema non è il verde andato in fumo, ma l’anidride
carbonica emessa. Peraltro misurata non in moli, o kg, ma in megatoni.
Premesso che il megatone è utilizzato per misurare l’energia, non si
capisce il nesso tra l’energia e le emissioni di anidride carbonica. Per
la cronaca, la famosa bomba Zar, che è il più potente
ordigno mai sperimentato nella storia dell’umanità, fu fatta esplodere
proprio a Nord del Circolo Polare Artico nel 1961 e misurò circa 50
megatoni. Non vorremmo che dalle parti di Torino qualcuno abbia confuso
date, misure, cause ed effetti.
