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martedì 22 ottobre 2019

Le armi nucleari sono vulnerabili alle minacce informatiche




Le armi nucleari sono vulnerabili alle minacce informatiche

Il nuovo rapporto della Nuclear Threat Initiative (NTI), il gruppo di studio sulle armi nucleari, riporta che le armi nucleari statunitensi non possono essere efficacemente protette dagli attacchi informatici solo con mezzi tecnici.

Page Stoutland, vice presidente NTI per gli affari scientifici e tecnici, ha detto:
«Ogni sistema che contiene una componente digitale, incluse le armi nucleari, è vulnerabile alle minacce informatiche».
Il rapporto sulle minacce informatiche alla sicurezza delle armi nucleari, presentato recentemente a Mosca, intitolato “Armi nucleari in una nuova era cibernetica”, gli analisti NTI avvertono che con lo sviluppo e la diffusione della tecnologia digitale, gli attacchi nello spazio dell’informazione stanno diventando sempre più pericolosi, rendendo anche i sistemi di difesa degli Stati Uniti vulnerabili agli attacchi informatici.

mercoledì 16 ottobre 2019

Tifone Hagibis colpisce centrale di Fukushima






 Hagibis colpisce centrale di Fukushima: materiale radioattivo verso l’Oceano

Il potente tifone ha provocato diversi danni alla struttura. Perdite di liquido e sacchi di materiale radioattivo sono state registrate in diverse aree della centrale.


sabato 25 maggio 2019

Il disastro di Chernobyl e il Woodpecker russo

Le antenne di DUGA3 a circa 10 chilometri a sud dalla centrale nucleare: Chernobyl-2


Nel trentennale del disastro di Chernobyl,  arriva in anteprima al festival Il complotto di Chernobyl, il film di Chad Gracia vincitore del Gran Premio della Giuria a Sundance 2015.

E se non fosse stato solo un incidente? 

martedì 8 marzo 2016

Test Nucleari: giocare col plutonio



di Paolo Cortesi



Fatti e cifre ... terrificanti

Tra il 1945 ed il 1993, le cinque potenze nucleari dichiarate (USA, URSS, Gran Bretagna, Francia e (Cina) fecero esplodere 2031 testate sperimentali. I test avvennero in cima a torri, su chiatte, sospesi a palloni aerostatici, sganciati da aerei, lanciati da razzi fino alla quota di 480 chilometri sulla superficie terrestre; sott'acqua a 60 metri di profondità; in pozzi e sotto terra, fino a più di 240 metri sotto il suolo e in tunnel orizzontali. Circa il 25% dei test fu realizzato nell'atmosfera. I 511 test atmosferici raggiunsero una potenza totale di 438 megatoni, pari a 29.000 bombe come quelle di Hiroshima. Più di metà del valore complessivo dei megatoni fu concentrato in un periodo di sedici mesi, da settembre 1961 al dicembre 1962.


In totale, gli americani seguirono (1954/1993) 215 test nell'atmosfera e 812 sottoterra; i russi rispettivamente 207 e 508; la Gran Bretagna 21 e 24; la Francia 45 e 147 (tra cui quelli nell'oceano); la Cina 23 e 16. Alla fine del 1958, gli esperimenti nucleari avevano prodotto sul pianeta circa 65 chili di stronzio 90, con una radioattività totale di 8,5 milioni di curie; la radioattività del cesio 137 alla stessa epoca ammontava a 15 milioni di curie. Il fall out degli esperimenti americani e britannici, di grande potenza e, tutti senza eccezione, in località nei pressi dell'equatore si sono distribuiti uniformemente sopra l'intero globo. Tra il 1952 ed il 1957, gli USA eseguirono 90 test nel poligono nucleare del deserto del Nevada. Quelle esplosioni rilasciarono una quantità di iodio 131 superiore di dieci volte a quella che si sprigionò dalla centrale di Cernobyl. Gli stessi test esposero mediamente ogni cittadino statunitense ad una radiazione pari a 2 rad; sono solo 0,24 rad annuali quelli provenienti dalla radioattività naturale. Alcuni medici hanno calcolato che circa 10.000 tumori alla tiroide saranno causati da questa pioggia contaminante invisibile.