Lenni Brenner
IL MURO DI FERRO
Il revisionismo sionista
da Jabotinskij a Shamir
appendice
Il muro di ferro (noi e gli arabi)
di Vladimir Jabotinskij (1923)
Un’analisi storica della corrente revisionista del sionismo, che per lungo tempo fu considerata una semplice scheggia impazzita alla destra del movimento fondato da Theodor Herzl ma che dal 1977, con la prima vittoria elettorale del Likud, è diventata parte dominante dell’ideologia dello stato di Israele e oggi è al potere con Netanyahu.
In copertina:
manifesto propagandistico dell’Irgun diffuso nell’Europa centrale, 1931
Nota biografica
Lenni Brenner è nato negli Stati Uniti il 25 aprile 1937 da una famiglia di ebrei ortodossi. Fin da giovanissimo si è interessato al marxismo, in particolare alla corrente trotzkista, e ha intrapreso l’attività politica militante. Negli anni ’60 si è impegnato nel movimento per i diritti civili dei neri, e poi nel movimento contro la guerra in Vietnam. E’ stato in carcere per più di tre anni, e alcuni giorni in cella con Huey Newton, poi fondatore delle Black Panthers. Negli anni ’90 insieme a un altro storico leader delle Black Panthers, Stokely Carmichael (alias Kwame Ture), ha contribuito alla creazione di un Committee against Zionism and Racism.
Il suo primo libro è stato
Zionism in the Age of the Dictators (Il sionismo nell’età dei dittatori) del 1983. Successivamente ha scritto:
The Iron Wall: Zionist Revisionism from Jabotinsky to Shamir (1984), Jews in America Today (Gli ebrei in America oggi, 1986),
The Lesser Evil: The Democratic Party (Il male minore: il Partito Democratico, 1988),
51 Documents: Zionist Collaboration with the Nazis (51 documenti: la collaborazione sionista coi nazisti, 2002) e
Black Liberation and Palestine Solidarity (2012, con Matthew Quest). Ha scritto anche più di 100 fra articoli e recensioni, pubblicati da riviste e siti internet.