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domenica 5 gennaio 2020

Dr. Tim Ball: Le prove dimostrano che la CO2 non è un gas serra



L’errore CO2 è la radice della più grande truffa nella storia della Terra e ha già escluso nazioni e cittadini da trilioni di dollari, arricchendo notevolmente gli autori. Alla fine, il loro obiettivo è la tecnocrazia globale (alias sviluppo sostenibile), che afferra e sequestra tutte le risorse del nostro pianeta in una fiducia collettiva da loro gestita. ⁃ Editor TN


martedì 26 novembre 2019

IL DRYAS RECENTE





Nel passato non troppo lontano del nostro pianeta è avvenuto un cataclisma di tali proporzioni che ne possiamo trovare ancora le tracce nella memoria storica di tutti i popoli della Terra. Quello che è conosciuto dalla scienza come “Dryas recente”, un repentino mutamento climatico di enormi proporzioni, coincide nella data con il Diluvio biblico.


Circa 12.000-13.000 anni fa, la Terra ha sperimentato un evento per il quale è molto difficile trovare una causa logica e scientificamente accettabile.
Tra i numerosi fatti che caratterizzano l’evento, due spiccano tra tutti: in molte aree la temperatura è scesa repentinamente di diversi gradi, e le terre emerse di tutto il globo si sono ritrovate per la maggior parte inondate, salvo i rilievi più elevati.
Ma ce ne sono molti altri che fanno apparire il “Dryas recente” come un evento totalmente inspiegabile o meglio dire, semplicemente pazzesco.


Il Diluvio nella memoria dei popoli antichi

Nella memoria di moltissime antiche culture che vissero in ogni angolo della Terra, esiste il mito di una tremenda inondazione che quasi spazzò via la specie umana.

A parte il ben noto Diluvio Universale dell’Antico Testamento, troviamo una storia simile tra i popoli Greci, Irlandesi, Scandinavi, Egizi, Anatolici, Babilonesi, Arabi, Africani, Indiani, Cinesi, Indonesiani, Australiani, Neozelandesi, Polinesiani, Hopi, Aztechi, Maya, Inca, Hawaiani, Inuit e Nativi Americani.

Se ne deduce che, essendo molti di questi popoli non in comunicazione tra di loro, la catastrofe in questione non può essere un’invenzione o semplicemente una leggenda, ma al contrario deve corrispondere a un evento realmente accaduto, le cui funeste conseguenze si trovano ancor oggi profondamente radicate nella memoria degli abitanti del pianeta Terra.




Ma andiamo più nel dettaglio a vedere cosa narrano questi popoli riguardo l’accaduto.
  1. Si trattò di un’immane inondazione che sommerse quasi interamente i continenti, lasciando fuori solo le cime più elevate delle montagne e alcuni altipiani.
  2. Gli astri in cielo dopo il diluvio iniziarono a seguire un percorso differente da quello che era stato il normale percorso fino allora.
  3. Il cataclisma segnò l’inizio delle stagioni, fino allora sconosciute sulla Terra.
Interessante, non è vero?

In effetti, interessante è poco, meglio sarebbe dire, sconvolgente.


Sul punto 1 non c’è molto da aggiungere perché è ormai noto che si trattò di un’immane inondazione.

Ma sui punti 2 e 3 dobbiamo riflettere parecchio: quale evento può causare un cambiamento di percorso del sole, la luna e le stelle, nonché la comparsa delle stagioni che fino allora erano sconosciute?

Esiste una sola risposta a questa domanda: 
un’improvvisa variazione dell’inclinazione dell’asse terrestre e quindi uno spostamento nella posizione dei poli.

Possiamo azzardare una prima grezza stima sull’entità di tale spostamento dell’asse terrestre attorno a un valore non troppo distante dai 23º27’ della sua attuale inclinazione rispetto al piano dell’orbita e quindi all’eclittica.

Infatti, se prima dell’evento le stagioni non erano percepite, possiamo dedurre che a quei tempi l’asse terrestre si trovasse ad un angolo non troppo distante dalla perpendicolare rispetto al piano della sua orbita attorno al sole.


Ma procediamo per gradi e andiamo a vedere se ci sono prove concrete di questo cataclisma, prove che possano confermare i racconti narrati dagli antichi popoli.


Depositi alluvionali

Esistono depositi sedimentari alluvionali distribuiti in tutti i continenti, anche fino a quote elevate. Questi depositi indicano che in tempi geologici non lontani ci deve essere stata una colossale inondazione di portata globale.
Inoltre in alcune zone sono stati ritrovati enormi ammassi detritici composti di tronchi, rami spezzati e radici divelte, aggrovigliati in modo disordinato e caotico insieme a resti di animali di varie specie, quali mammut, bufali, cervi, ecc.; il tutto mescolato con grandi quantità di fango e pietre, come se un’enorme inondazione avesse spazzato via intere foreste, trascinando con sé tutto ciò che incontrava sul suo passo.


Spostamento dei poli

Esiste un posto al mondo dove la crosta terrestre risulta schiacciata come se il peso di milioni di tonnellate di ghiaccio, in tempi non lontani l’avesse fatta sprofondare.

Si tratta di quello che viene chiamato Scudo Canadese, l’estesa area in territorio canadese che ha per centro la Baia di Hudson. Infatti è noto da tempo che proprio sopra lo Scudo Canadese, fino a circa 13.000 anni fa esisteva l’imponente Ghiacciaio Laurentide, un’enorme distesa di ghiaccio che si ergeva sopra il terreno con un’altezza di alcuni chilometri.




La crosta terrestre in quel punto sta ancora sollevandosi dopo lo scioglimento di quell’enorme massa di ghiaccio che, a causa del proprio peso, ne aveva causato lo sprofondamento graduale e costante in milioni di anni. Inoltre anche la conformazione del terreno in tutta la vasta area Canadese che circonda la Baia di Hudson, tradisce la presenza in un non lontano passato di grandi quantità di ghiaccio; infatti, l’area appare come una depressione schiacciata e livellata con la presenza di moltissimi laghi.

Allo stesso modo va sottolineato che al contrario, il clima della Siberia prima del cataclisma era piuttosto mite e sicuramente molto più caldo dell’attuale, con estese praterie e foreste dove vivevano moltissime specie di animali anche di grandi dimensioni come i mammut, i rinoceronti lanosi, i leoni delle caverne, le tigri dai denti a sciabola e moltissime altre specie.

Agli antipodi dello Scudo Canadese abbiamo l’oceano ma se andiamo a esaminare le pochissime isole nell’area, come ad esempio la Macquarie Island, troviamo la stessa conformazione indicante uno schiacciamento e livellamento del terreno causati evidentemente dal peso di grandi masse di ghiaccio che dovevano essere presenti in un passato recente.


Polo Nord magnetico errante

Oltre a questo importante indicatore, esiste un fatto piuttosto peculiare: il Polo Nord magnetico in modo del tutto anomalo sta ancora oscillando tra l’area Canadese e l’attuale Polo Nord geografico, come in un presunto tentativo di stabilizzarsi, a testimoniare che un tempo non lontano il Polo Nord geografico si doveva trovare proprio nel nord del Canada.




Anomalo spessore delle calotte polari

Ma veniamo ad un’altra importantissima prova del fatto che i poli prima del cataclisma non si trovavano nella posizione attuale. Esistono due posti al mondo dove lo spessore dei ghiacci è maggiore che in ogni altra parte del pianeta: uno si trova nell’entroterra Groenlandese e l’altro in Antartide Orientale.

In entrambi i casi risulta esserci una strana anomalia dovuta al fatto che l’area dove troviamo uno spessore di ghiaccio maggiore non coincide con l’attuale Polo ma al contrario si trova in una posizione intermedia tra l’attuale Polo e il supposto antico Polo.




Si tratta di una stranezza veramente peculiare alla quale è difficile dare una spiegazione logica, eccetto tenere in considerazione che il ghiaccio in Groenlandia e in Antartide orientale non si sciolse quando avvenne la catastrofe, poiché la loro distanza dal nuovo polo rimase grosso modo la stessa di quella dall’antico Polo.

Per questa ragione, a differenza delle altre zone, la temperatura non dovette variare di molto in tali aree durante il cataclisma, e quindi il ghiaccio accumulato resistette al cambiamento di posizione dei poli.

Per questo, a differenza di altri grandi ghiacciai che si sciolsero con l’aumentare della temperatura, i ghiacciai Groenlandesi e quelli Antartico-Orientali hanno conservato quel ghiaccio che si era formato lentamente in decine di milioni di anni.

Esiste un mucchio di letteratura riguardo allo scioglimento del ghiacciaio Laurentide e sugli effetti devastanti che causò questa immensa massa di ghiaccio (che allora rappresentava il grosso della Calotta Polare Nord) quando in un tempo relativamente breve si scongelò inondando il territorio degli odierni Stati Uniti centro e nord orientali.

Dobbiamo considerare a questo proposito anche lo scioglimento analogo dei ghiacci antartici ma il fatto che il livello degli oceani si alzò di una sessantina di metri in alcuni secoli (gli altri circa 60 metri li aveva guadagnati con la fine dell’ultima glaciazione), fa capire le dimensioni dell’evento.


Tiriamo le somme

Ricapitoliamo i punti salienti:
  1. Presenza di sedimenti alluvionali su tutti i continenti anche a quote elevate.
  2. In alcune aree circoscritte, ritrovamento di grandi depositi di detriti vegetali e animali mescolati in modo caotico con fango e pietre, che non possono aver avuto altra causa se non un’immensa e devastante inondazione.
  3. In prossimità dei presunti antichi poli, estese aree di depressione della crosta terrestre le quali indicano la presenza di enormi spessori di ghiaccio in tempi non troppo remoti.
  4. Strano e inspiegabile comportamento oscillatorio del polo nord magnetico.
  5. Posizione distante dagli attuali Poli dei più antichi e abbondanti depositi di ghiaccio delle calotte polari.
Ognuno tragga le proprie conclusioni.

Appare in ogni modo altamente probabile che ci debba essere stato un evento tanto catastrofico quanto incredibile, il quale evidentemente causò un consistente cambiamento di inclinazione dell’asse terrestre.
In base a quanto stabilito in precedenza, se prendiamo come posizione dell’antico Polo Nord il centro dell’attuale Baia di Hudson, possiamo ipotizzare che tale spostamento sia stato di circa 30º il che equivale a circa 3.300 km sulla superficie terrestre.


I tempi

Sono state azzardate numerose ipotesi che possano spiegare in modo scientifico il Dryas Recente.

Sembra che una delle più accreditate sia l’impatto di un grande meteorite o cometa che potrebbe essere esploso in atmosfera e quindi avrebbe provocato l’immane cataclisma senza peraltro lasciare tracce visibili come potrebbe essere un cratere da impatto.

Ma questa ipotesi oltre ad altre vistose incongruenze, non spiega le evidenze relative allo spostamento dell’asse terrestre.
Esiste inoltre un altro fattore che esclude definitivamente l’ipotesi dell’impatto cosmico insieme a qualsiasi spiegazione logica e scientificamente accettabile:
 i tempi del cataclisma.


Veniamo ai fatti.

 All’inizio del secolo scorso in Siberia furono ritrovati corpi di mammut sotto il ghiaccio, le cui carni erano ancora in buone condizioni dopo millenni; ma la cosa incredibile fu che perfino i vegetali ancora non digeriti contenuti nel loro stomaco apparivano ben conservati.

I mammut in questione sono stati ritrovati in un’area della Siberia dove si sono conservati per millenni sotto il ghiaccio in ambiente simile a quello di un congelatore industriale (a temperature di qualche decina di gradi sotto zero).

Che ci fa in mezzo ai ghiacci della Siberia un animale che per sopravvivere ha bisogno di ingerire circa 50-100 kg di vegetali ogni giorno?

Questo dato inoppugnabile infatti è corroborato dal ritrovamento nel loro stomaco di vegetali tipici di climi temperati o subtropicali.

Quale evento può aver spostato la superficie terrestre di 30º di latitudine, equivalenti a circa 3.300 km, trasportando branchi di animali da un clima temperato/subtropicale a un clima polare? (Per fare un esempio, 30º di latitudine o 3.300 km equivalgono alla distanza tra la Sardegna e Capo Nord.)


Congelamento dei vegetali

A questo punto è doveroso fornire al lettore una precisazione.

Per congelare dei vegetali in modo che non vadano a male, si deve tassativamente operare il loro congelamento in pochi secondi.
Chi ha lavorato in una fabbrica che produce vegetali congelati, potrà confermare che il congelamento dei vegetali deve essere eseguito in non più di una manciata di secondi per fare in modo che si conservino a lungo; altrimenti andranno a male.

Si tratta di un dato tecnico che chiunque può verificare facilmente.

Quindi, quale evento potrebbe spiegare uno spostamento repentino della superficie terrestre di 3.300 Km (30º), insieme al congelamento istantaneo del corpo di un animale a sangue caldo che pesa varie tonnellate, inclusi i vegetali contenuti nel suo stomaco?

Non esiste nessun fenomeno conosciuto sulla Terra in grado di produrre un simile effetto.

Semplicemente si tratta di qualcosa che va al di là di qualsiasi spiegazione scientifica.

Ma allora cosa dobbiamo fare, gettare alle ortiche le prove, i riscontri oggettivi e tutto quanto abbiamo esaminato fino ad ora soltanto per il fatto che, secondo le nostre limitate conoscenze attuali, non siamo in grado di trovare una spiegazione al fenomeno?

Si tratterebbe di un atteggiamento piuttosto arrogante.


Ragionare per induzione

Al contrario, proviamo ad andare avanti in base alle prove a nostra disposizione e vediamo cosa potrebbe saltar fuori usando il ragionamento induttivo.

Cosa ci vorrebbe per congelare interamente e in pochi secondi (fino alle viscere) il corpo di un mammut pesante alcune tonnellate, e nello stesso tempo trasportarlo 3.300 km più a nord, dove rimarrà sepolto nel ghiaccio?

Si potrebbero azzardare diverse ipotesi, ma l’unica spiegazione accettabile che possiamo proporre usando la logica, è una rotazione brusca e rapida del pianeta Terra che, per mezzo della forza centrifuga avrebbe sollevato l’atmosfera e quindi provocato la sua separazione dalla superficie terrestre, facendo quindi piombare quest’ultima istantaneamente alla temperatura dello spazio interplanetario, cioè prossima allo Zero Kelvin (o zero assoluto), vale a dire circa -270º.

In seguito l’atmosfera è ricaduta sulla terra per forza di gravità, quindi le temperature sono tornate gradualmente nella norma, relativamente alla nuova latitudine.

Infine, a causa del contraccolpo a questo fortissimo e brusco spostamento dell’asse terrestre, l’acqua degli oceani invase le terre emerse penetrando per migliaia di chilometri all’interno dei continenti, in una terrificante inondazione che dovette spazzare via gran parte della vita sul pianeta.

Cosa può aver causato questa brusca e rapida rotazione del pianeta Terra? Non ne ho la minima idea.

Ma per favore si eviti di continuare a proporre improbabili impatti cosmici, perché dio solo sa che dimensioni di meteorite o cometa sono necessarie per dislocare repentinamente la crosta terrestre di 30º.


Considerazioni finali

Il brusco colpo e la conseguente improvvisa accelerazione centrifuga, probabilmente provocò tutta una serie di fenomeni che dovrebbero essere accuratamente investigati.

Per esempio, la forza centrifuga oltre a sollevare l’atmosfera deve aver prodotto anche il sollevamento delle acque dei mari e in un secondo tempo, presumibilmente potrebbe avere favorito la fuoriuscita di magma del mantello dai punti più deboli della crosta terrestre, come ad esempio i vecchi condotti magmatici.

Ci si può immaginare il tremendo cataclisma risultante da questa miscela di freddo siderale, enormi masse d’acqua degli oceani che si riversano nelle terre emerse, e in seguito il fuoco dei vulcani che iniziano improvvisamente a eruttare simultaneamente!

Ma va tenuto in conto che i maggiori effetti sopra descritti sono rimasti confinati dentro una fascia che si estese lungo la direzione dello spostamento, cioè sul prolungamento di una linea che va dall’antico Polo Nord (all’incirca il centro della Baia di Hudson) all’attuale Polo Nord, poiché quella è la linea dove l’entità dello spostamento fu massima e quindi gli effetti furono maggiori.



Per questa ragione la maggior parte dei popoli della Terra ha vissuto soltanto l’inondazione, mentre i fenomeni più violenti menzionati sopra, devono essere rimasti confinati all’interno della fascia di massimo momento angolare (dove sicuramente non ci sono stati superstiti che potessero raccontare l’accaduto).
Ad esempio, in aree come l’Europa o l’Africa dove lo spostamento fu minimo, l’atmosfera deve essere rimasta al suo posto.

Infatti, non ci sono ritrovamenti di animali congelati nell’emisfero nord al di fuori della Siberia poiché proprio quell’area si trovò sulla retta dove il momento angolare dello spostamento fu massimo.

Per la stessa ragione, chissà un giorno potrebbero essere trovati resti di fauna congelata nell’Antartide Occidentale, poiché anche quell’area dell’emisfero sud si trova sulla retta di massimo spostamento, e inoltre durante il cataclisma passò di colpo da un clima temperato a un clima molto freddo di tipo antartico.
Uno potrebbe obiettare che anche il Nord America si trovò sulla linea di massimo spostamento; ma lì non ci sono stati ritrovamenti poiché, al contrario che in Siberia, il dislocamento avvenne da una latitudine fredda a una latitudine temperata, quindi il clima risultante non ha permesso la conservazione fino ai nostri giorni dei resti degli animali morti (del Nord America si sa solamente che alcune specie come il leone delle caverne o l’orso dal muso corto si sono estinte improvvisamente circa 12.500 anni fa).

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Quella esposta in quest’articolo è un’ipotesi che, come spiegato sopra, non pretende di fornire una spiegazione scientifica per un avvenimento che per se stesso è sconvolgente, incredibile, pazzesco.

Ma dipinge un quadro su cosa potrebbe essere successo durante quello che rimane uno dei più grossi misteri per climatologi, geologi e paleontologi: l’evento che porta il nome di Dryas Recente.
 
 

sabato 29 giugno 2019

Perché l'interpretazione a molti mondi ha molti problemi


L'idea che l'universo si divida in realtà multiple con ogni misura è diventata una soluzione proposta sempre più popolare per i misteri della meccanica quantistica. Ma questa "interpretazione da molti mondi" è incoerente, sostiene Philip Ball in questo brano adattato dal suo nuovo libro Beyond Weird.


martedì 4 giugno 2019

La Strada che porta alla Realtà

 

 

1° capitolo di un saggio ipotetico


La scomparsa della logica



      L'Ombra dei Controllori
Io non credo che la complessità dei “punti di risveglio” abbia da subito percepito la realtà intorno ad essa in termini materiali (elementi e composti), né che abbia inteso la percezione della stessa in termini di segnali elettrici, né tanto meno che abbia riconosciuto sé stessa in termini di neuroni e sinapsi. In un momento successivo al risveglio alcuni dei “punti” devono aver cercato di mettere il guinzaglio a tutti gli altri per favorire un ritorno all’unità. Così è stato impresso uno schema a una profondità tale dell’intelletto da risultare difficilmente individuabile e ancora meno estirpabile. Per mezzo dello “schema” i “punti di risveglio” sono stati ancorati a una percezione fisica del mondo, quella che abbiamo appena descritto. Lo stesso schema consentirebbe loro di percepire un singolo piano nell’infinita varietà dell’Universo, fatta eccezione forse nei momenti successivi alla morte.[1]

Non è inverosimile che intuizione e meditazione possano condurre all’individuazione dello “schema”. Dopodiché una sua modifica potrebbe consentire l’evasione da una legge fisica, come ad esempio la gravità, permettendo all’“illuminato” di levitare. Consentirebbe di comunicare o muovere oggetti a distanza (l’idea stessa di distanza è in fondo una conseguenza dello “schema”). Oppure potrebbe togliere la necessità del corpo di prendere cibo, o impedirne le malattie e il decadimento. D’altro canto una modifica sbagliata potrebbe comprometterne l’integrità, il funzionamento e/o la sopravvivenza. Impossibile immaginare cosa significhi la rimozione completa dello “schema”, se sia possibile per il “punto di risveglio” assumere il pieno controllo di sé stesso in quello stato libero dopo eoni di prigionia. Mi chiedo poi se esistano altri “schemi” corrispondenti ad altri piani. O se si possano adottare più “schemi” riuscendo a passare coscientemente da uno all’altro.


[1] In «Signori di Volontà e Potere» l’esoterista Daniele Mansuino sostiene che questo schema corrisponde in qualche modo all’albero qliphotico (strutturalmente identico al più noto albero sephirotico). D’altro canto, gli ultimi 80 anni di ricerca nella fisica delle particelle suggeriscono che tutte le interazioni tra le stesse siano sintetizzabili per mezzo di un diagramma (detto di Dynkin, dal matematico che per primo ne introdusse il tipo) il quale assomiglia per certi versi agli alberi suddetti.

lunedì 13 marzo 2017

Riccardo Tristano Tuis: Frequenze e Coscienza intervista di Anna Biason



Intervista di Anna Biason

 Riccardo Tristano Tuis: compositore, scrittore e ricercatore. Negli ultimi anni ha dedicato il suo interesse alle ricerche scientifiche più pionieristiche come il paradigma olografico, la Teoria dei Molti Mondi e l'effetto delle frequenze nell'attività cerebrale umana, nonché alle antiche conoscenze. Attualmente divide la carriera di musicista con quella di scrittore e ricercatore.

sabato 18 febbraio 2017

La coscienza e l'anima possono essere investigate dalla scienza?



LA COSCIENZA E L’ANIMA
POSSONO ESSERE INVESTIGATE
DALLA SCIENZA ?
OPINIONE DI UN ASTROFISICO
Intervista a Massimo Teodorani
di Anna Biason



 In che modo la fisica quantistica è in grado di spiegare la coscienza?
 La fisica quantistica entra nello studio del cervello e quindi della generazione dei processi di coscienza, grazie al modello congiunto del famosissimo fisico-matematico britannico Roger Penrose dell’Università di Oxford e dell’anestesiologo statunitense Stuart Hameroff della Arizona University. L’ipotesi, che negli ultimi tempi sta prendendo sempre maggior forza e credibilità negli ambienti accademici, asserisce che i processi di coscienza siano dovuti alle Tubuline, proteine presenti nei Microtubuli, a loro volta componenti fondamentali del cervello che regolano le connessioni tra le sinapsi. In base alle loro peculiari caratteristiche, le tubuline costituiscono un tutt’uno a livello quantistico perché sono legate dalla stessa funzione d’onda, dal momento che sono intimamente legate tra loro da uno stato di “coerenza quantistica”, ovvero una forma di entanglement che lega localmente tra loro più particelle. Ciò che avviene nelle tubuline è in tutto identico a quello che succede con i fotoni prodotti da un Laser, ossia il blocco di tubuline in stato di coerenza collassa spontaneamente (per dirla nel gergo della meccanica quantistica) e in maniera orchestrata, come se un solo direttore controllasse il processo. La coerenza quantistica nei microtubuli, e quindi delle tubuline in essi contenuti, è garantita dal fatto che le particolari condizioni di isolamento dei microtubuli nel cervello, grazie alla mediazione di un tipo di “gel”, li rendono sufficientemente inattaccabili dal fenomeno della decoerenza, cosa che distruggerebbe il legame quantistico, e che si verifica quando un sistema quantistico si trova ad interagire con fattori fisici esterni.


lunedì 7 marzo 2016

L’alba dell’uomo moderno


 di Paolo Brega


 La rivoluzione neolitica e la scoperta dell’agricoltura avvenuta circa diecimila anni fa sono il punto di partenza sulle quali si fonda l’intera storia dello sviluppo della civiltà umana, ponendo le basi per le prime società urbane e, dopo il fuoco rappresenta una delle più importanti (forse la più importante) scoperta dell’uomo.  

Dalle ricerche interdisciplinari si è scoperto che l'agricoltura si è diffusa dal Medio Oriente in direzione non solo dell'Europa, ma anche in direzione dell'Africa settentrionale e della steppa asiatica, nonché in direzione del Pakistan e dell'India.

Il genetista Cavalli Sforza conferma, e aggiunge che l'agricoltura "ha avuto inizio in zone impervie". Gli studiosi concordano nell'affermare che l'agricoltura nacque nella regione oggi corrispondente a Mesopotamia, Siria e Israele, ma non sanno spiegarsi come mai non sia cominciata nelle pianure, dove la coltivazione è senza dubbio più facile, bensì in aree montuose. Altrettanto inspiegabile sembrano essere da un lato la rapidità con cui le varie specie di ortaggi e frutti cominciarono ad apparire, tutti nello stesso periodo e nella stessa regione, dall'altro il contemporaneo "addomesticamento" degli animali.

venerdì 12 febbraio 2016

IL PRETESTO CLIMATICO 3/3




Il pretesto climatico 3/3

 

L’ecologia finanziaria (1997-2010)

 




Dopo essere servita a Henry Kissinger ed a Margaret Thatcher, la retorica ambientale è stata recuperata da Al Gore. Non si tratta di distogliere l’attenzione dalle guerre dell’impero US, né di restaurare la grandezza dell’impero britannico, ma di salvare il capitalismo anglosassone. In questa terza ed ultima parte dei suo studio sul discorso ecologista, Thierry Meyssan analizza la drammaturgia preparatoria del vertice della Terra del 2012 e la ribellione di Cochabamba.


 

Nel suo film "2012", Roland Emmerich ritrae il dislocamento della crosta terrestre sotto le acque ed il salvataggio dei capitalisti più ricchi grazie a due arche di Noè moderne, mentre il resto dell’umanità perisce sotto le onde.

PIOGGE ARTIFICIALI IN ITALIA DAL 1947


Cloud Seeding- Observing clouds in the freezer:
Irving Langmuir,Vincent Schaefer & Bernhard Vonnegut 1946


La capacità di generare precipitazioni, nebbie e tempeste sulla terra per modificare le condizioni meteorologiche,quindi la produzione di condizioni meteorologiche artificiali, fa parte di un pacchetto integrato di tecnologie militari. Questo e altro rivela il Documento AF 2025 del Rapporto Conclusivo AF 2025 dell’Aviazione Militare degli Stati Uniti.

La manipolazione del tempo atmosferico può essere diretta contro paesi nemici o “nazioni amiche” senza che se ne rendano conto, può essere usata per destabilizzare sistemi economici, ecosistemi e agricolture, può sconvolgere i mercati finanziari e delle materie prime, scrisse Michel Chossudovsky. Ciò nonostante, la manipolazione climatica e meteorologica non è stata mai considerata rilevante nel dibattito sul Clima. 

giovedì 11 febbraio 2016

IL PROBLEMA DEL CALCOLO DEI DATI GLOBALI




Uno dei problemi poco conosciuti, ma di fondamentale importanza, nel calcolo dei dati di temperatura globali, e che è diventato ancora più importante adesso, che esiste una disputa sul global warming, e di quanto le temperature si siano innalzate rispetto ad un secolo fa, è la scarsità delle stazioni di misurazione.

Malgrado quello che ci si potrebbe aspettare, negli ultimi decenni la quantità di rilevazioni è addirittura diminuita, invece di aumentare.

Lo possiamo vedere da queste seguenti tre immagini, che mostrano quello che era il numero di stazioni di rilevamento di dati di temperatura nel 1900, nel 1976, e nel 1997.

 
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mercoledì 10 febbraio 2016

UNA SCOMODA VERITÀ

UNA SCOMODA VERITÀ

La terra si è riscaldata di meno di 1°C negli ultimi 150 anni – , sebbene non uniformemente (es. l’Antartico ha continuato a raffreddarsi). L’anidride carbonica è un gas serra e la sua concentrazione nell’atmosfera è cresciuta anche come risultato delle emissioni umane.


 Un aumento di 1°C in 150 anni non è senza precedenti nella recente storia climatica, come dimostrano i carotaggi groenlandesi e antartici.

La temperatura del nostro pianeta è stata più volte superiore al picco raggiunto nel 1998 e lo è stata certamente per i primi millenni di uscita dall’era glaciale, a partire da 10mila anni fa circa. I ghiacciai in regresso mostrano che il limite di crescita della flora era più elevato e le foreste si estendevano anche dove oggi c’è il permafrost. È probabile che il Periodo Caldo Medievale sia stato caldo quanto il presente. Il che implica che le emissioni umane sono una componente del riscaldamento globale, ma certo non la più significativa. Tanto più che le emissioni antropiche ammontano al 4% dell’intera produzione globale di CO2 (il resto è di origine naturale).