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domenica 29 dicembre 2019

Darpa e interfacce di controllo neurali. Difesa: il programma N3, la mente come arma suprema




Articolo di Matteo Didioni

Filosoficamente e militarmente parlando, la mente è sempre stata l’arma migliore a disposizione dell’uomo fin dall’alba dei tempi, sia per l’elaborazione di strategie che per la creazione di nuovi sistemi offensivi e difensivi da adoperare in battaglia. 


Nel 2019, la Darpa ha deciso di rendere tale metafora una realtà con il lancio del programma N3, ossia Next-generation Non-surgical Neurotechnology (Neurotecnologia non chirurgica di nuova generazione). Tralasciando eccessivi dettagli tecnico-scientifici riguardanti il funzionamento di tali sistemi, N3 mira alla creazione un’interfaccia di collegamento neurale diretto tra uomo e macchina, permettendo al cervello del pilota umano di inviare istruzioni ai sistemi connessi senza ausilio di consolle esterne.

sabato 20 luglio 2019

Intelligenza Artificiale e il futuro della guerra



Sommario
  •  Entrambi i robot militari e commerciali in futuro incorporeranno l'intelligenza artificiale (AI) che potrebbe renderli capaci di svolgere compiti e missioni da soli. Nel contesto militare, dovrebbe essere possibile consentire l'esecuzione di tali missioni, specialmente se esiste la possibilità che una vita umana possa essere messa a rischio.
  •   Per comprendere le problematiche in gioco, questo documento presenta una struttura che illustra lo stato dell'arte attuale per l'intelligenza artificiale, i punti di forza e di debolezza della tecnologia e cosa riserva il futuro. Il framework dimostra che computer e sistemi possono essere utilizzati nel contesto.
  •  Nella complessa discussione sullo sviluppo e lo sviluppo di armi autonome, dovrebbero essere considerati i mercati in via di sviluppo. Potrebbe essere possibile utilizzare la tecnologia nel settore commerciale. Questo è un problema nella sfera commerciale dello sviluppo di sistemi autonomi, e questo spostamento nello sforzo e nelle spese di R & S. Lo sviluppo di sistemi autonomi militari è stato rallentato e incrementale nel migliore dei casi, e in confronto con i progressi fatti nei sistemi autonomi commerciali come i droni, e specialmente nelle auto senza conducente.
  •   In un mercato aspramente competitivo per robotica tecnici altamente qualificati e attraverso i settori correlati più interessati in AI, aerospaziale e della difesa, in cui il finanziamento è di gran lunga outmatched da quella del commercio di oro, automobilistico, dell'informazione e della comunicazione, è meno attraente per il personale più affidabile. Di conseguenza, l'industria della difesa globale sta cadendo dietro le sue controparti commerciali in termini di innovazione tecnologica, con il divario che si sta allargando solo quando i migliori e più brillanti ingegneri si trasferiscono nella sfera commerciale.
  •   Per quanto riguarda il futuro della guerra, è legato all'IA, l'attuale ampia disparità nella spesa commerciale in R & S nei confronti di sistemi autonomi potrebbe avere un effetto a cascata sui tipi e sulla qualità di essere eventualmente incorporati nei sistemi militari. Una questione critica a questo riguardo è che avranno la capacità di sviluppare e testare sistemi autonomi sicuri e controllabili, specialmente quelli che sparano armi.
  •  Il ricorso a tecnologie nascenti senza test esaustivi potrebbe comportare rischi indebiti sia per il personale militare che per i civili. Tuttavia, lo sviluppo di sistemi commerciali autonomi potrebbe essere più probabile che abbia successo rispetto all'attuale stato dell'arte.


lunedì 8 luglio 2019

Composto psichedelico "mistico" trovato nel cervello dei mammiferi




Negli ultimi anni, gli amanti del brivido di Hollywood, della Silicon Valley e oltre hanno viaggiato in Sud America per partecipare ai cosiddetti ritiri di Ayahuasca.

Il loro obiettivo era quello di prendere parte a un rituale e bere Ayahuasca preparata con una pianta di vite Banisteriopsis caapi, tradizionalmente usata dagli indigeni per le cerimonie religiose sacre. I bevitori di Ayahuasca sperimentano episodi allucinogeni a breve termine che molti descrivono come un cambiamento di vita

martedì 4 giugno 2019

La Strada che porta alla Realtà

 

 

1° capitolo di un saggio ipotetico


La scomparsa della logica



      L'Ombra dei Controllori
Io non credo che la complessità dei “punti di risveglio” abbia da subito percepito la realtà intorno ad essa in termini materiali (elementi e composti), né che abbia inteso la percezione della stessa in termini di segnali elettrici, né tanto meno che abbia riconosciuto sé stessa in termini di neuroni e sinapsi. In un momento successivo al risveglio alcuni dei “punti” devono aver cercato di mettere il guinzaglio a tutti gli altri per favorire un ritorno all’unità. Così è stato impresso uno schema a una profondità tale dell’intelletto da risultare difficilmente individuabile e ancora meno estirpabile. Per mezzo dello “schema” i “punti di risveglio” sono stati ancorati a una percezione fisica del mondo, quella che abbiamo appena descritto. Lo stesso schema consentirebbe loro di percepire un singolo piano nell’infinita varietà dell’Universo, fatta eccezione forse nei momenti successivi alla morte.[1]

Non è inverosimile che intuizione e meditazione possano condurre all’individuazione dello “schema”. Dopodiché una sua modifica potrebbe consentire l’evasione da una legge fisica, come ad esempio la gravità, permettendo all’“illuminato” di levitare. Consentirebbe di comunicare o muovere oggetti a distanza (l’idea stessa di distanza è in fondo una conseguenza dello “schema”). Oppure potrebbe togliere la necessità del corpo di prendere cibo, o impedirne le malattie e il decadimento. D’altro canto una modifica sbagliata potrebbe comprometterne l’integrità, il funzionamento e/o la sopravvivenza. Impossibile immaginare cosa significhi la rimozione completa dello “schema”, se sia possibile per il “punto di risveglio” assumere il pieno controllo di sé stesso in quello stato libero dopo eoni di prigionia. Mi chiedo poi se esistano altri “schemi” corrispondenti ad altri piani. O se si possano adottare più “schemi” riuscendo a passare coscientemente da uno all’altro.


[1] In «Signori di Volontà e Potere» l’esoterista Daniele Mansuino sostiene che questo schema corrisponde in qualche modo all’albero qliphotico (strutturalmente identico al più noto albero sephirotico). D’altro canto, gli ultimi 80 anni di ricerca nella fisica delle particelle suggeriscono che tutte le interazioni tra le stesse siano sintetizzabili per mezzo di un diagramma (detto di Dynkin, dal matematico che per primo ne introdusse il tipo) il quale assomiglia per certi versi agli alberi suddetti.

giovedì 16 maggio 2019

Aumentare la plasticità sinaptica per accelerare l'apprendimento


Un nuovo programma DARPA esplorerà utilizzando la stimolazione dei nervi periferici per migliorare i processi di apprendimento nel cervello

 

Come previsto da DARPA, il dispositivo TNT esterno fornirà una stimolazione sicura e precisa attraverso la pelle in punti specifici del processo di allenamento per rilasciare neuromodulatori che promuovono la plasticità sinaptica. Ci si aspetta che questa riorganizzazione innescata di connessioni neuronali in risposta a specifiche esperienze acceleri l'apprendimento e sostenga la conservazione a lungo termine delle abilità apprese.
Didascalia: L'obiettivo principale del programma mirato neuroplasticità Formazione (TNT) è quello di comprendere i meccanismi di base che collegano neurostimolazione alla plasticità. L'applicazione di tale conoscenza, la tecnologia TNT sarà progettato in modo sicuro e preciso stimolare i nervi periferici per controllare la plasticità sinaptica nei punti ottimali durante la formazione di competenze cognitive.


La ramificazione nel corpo dei nervi periferici collega i neuroni del cervello e del midollo spinale a organi, pelle e muscoli, regolando una serie di funzioni biologiche dalla digestione alla sensazione alla locomozione. Ma il sistema nervoso periferico può fare anche di più, ed è per questo che DARPA ha già programmi di ricerca in corso per sfruttarlo per un certo numero di funzioni - come sostituto dei farmaci per curare le malattie e accelerare la guarigione, per esempio, oltre che per controllare arti protesiche avanzate e ripristinare la sensazione tattile per i loro utenti.

lunedì 6 maggio 2019

Super cervelli: il caso del potenziamento cognitivo




Negli ultimi anni si è intensificato il dibattito, in bioetica, riguardo allo human enhancement, o potenziamento umano. Stiamo parlando di interventi medici, realizzati per via farmacologica, di manipolazione genetica o tramite l'ibridazione uomo-macchina, attuati su pazienti sani. La peculiarità di tali interventi è proprio il loro fine, che non è più tradizionalmente terapeutico, bensì migliorativo.

domenica 19 febbraio 2017

Terzo Occhio: contributo di tre ghiandole Intervista a Corrado Malanga



di Anna Biason





 Corrado Malanga: Dal 1983 è ricercatore presso la cattedra di Chimica organica del Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale nella Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università di Pisa, e autore di diverse pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali. Parallelamente, s’interessa alle teorie sugli UFO ed ha collaborato con il Centro Ufologico Nazionale (CUN) in qualità di responsabile del comitato tecnico-cientifico. Dal 1° dicembre 2009 Malanga non fa però più formalmente parte dei Gruppi Stargate e del C.S.I. ma continua i suoi studi e le sue pubblicazioni con ricerche indipendenti.