Il periodico allineamento fra Venere, Terra e Giove potrebbe
avere un ruolo nell’inversione del campo magnetico del Sole e, dunque,
nel ciclo dell’attività solare. Lo propone uno studio dell’istituto di
ricerca tedesco Helmholtz-Zentrum Dresden-Rossendorf, aggiungendo nuovi
dettagli a un filone di ricerca che va avanti da anni
Ricordate quando, su queste pagine,abbiamo parlato di un “Sole senza macchie”?
Vi avevamo descritto il ciclo solare undecennale, che, in concomitanza
con picchi massimi e minimi di attività, determina apparizione e
sparizione delle macchie solari. Ci eravamo soffermati su vari aspetti
del fenomeno, senza però interrogarci sul perché di una tale regolarità.
Un team di astrofisici dello Helmholtz-Zentrum Dresden-Rossendorf, un
istituto di ricerca tedesco, ha ora trovato indizi a sostegno
dell’ipotesi – peraltro niente affatto nuova
– che siano le forze gravitazionali dei pianeti, agendo sul Sole come
una sorta di orologio, il fattore decisivo del suo ritmo costante.
”Ciò
che è pianificato ora sono le guerre climatiche e meteorologiche, le
guerre in cui terremoti e vulcani, inondazioni e siccità, uragani e
piogge monsoniche avranno un ruolo” Rosalie Bertell
A cura di WILPF Italia (Lega
Internazionale Donne per la Pace e la Libertà), il 17 e 18 maggio si
era svolto a Roma, presso CESV (Centro di Servizio per il Volontariato),
Via Liberiana, 17, il secondo incontro conclusivo del Progetto
nazionale di WILPF Italia: “Pace Femminista in Azione: Giustizia
Climatica Sicurezza e Salute”
Rosalie
Bertell traccia il quadro terribile degli esperimenti militari condotti
da decenni che hanno danneggiato gli strati vitali dell’atmosfera e la
biosfera nel suo insieme. Non incolpate il cambiamento climatico e la
CO2 in caso di tempo impazzito e clima caotico. Militari, corporazioni e
governi hanno manipolato il meteo e il clima intenzionalmente per
decenni e influenzato in svariati modi il tempo e il clima.
I
libri importanti sono rari, molto rari. Il libro di Rosalie
Bertell “Pianeta Terra ultima arma di guerra” è una di queste rarità,
come lo è stato “Primavera silenziosa” di Rachel Carson del 1962. La
Bertell, eminente scienziata, esperta di radiazioni e vincitrice di
premi scientifici internazionali importanti, è forse una delle poche
persone al mondo che poteva scrivere questo libro. Come leader delle
commissioni mediche sia per Bhopal che per Chernobyl, ha mostrato di
saper portare alla luce i fatti nascosti sotto montagne di
disinformazione. La Bertell traccia il quadro terribile degli
esperimenti militari condotti da decenni che hanno danneggiato gli
strati vitali dell’atmosfera e la biosfera nel suo insieme. Questi
esperimenti il più delle volte sono eseguiti senza nemmeno discutere i
rischi che comportano con gli esperti non militari e senza informare le
popolazioni di volta in volta direttamente coinvolte. Rosalie Bertell
ha tolto molti veli e le sue rivelazioni lasciano sconcertati. Le armi
‘testate’ mettono in grave pericolo la Terra e la vita su di essa. Il
libro parla di una realtà ignorata e/o nascosta.
La Bertell spiega anche le motivazioni di questi atti vandalici verso il pianeta:
"Appare oggi chiaro che si può ‘pilotare’ la corrente a getto, definendo la linea di demarcazione fraaria calda e aria fredda nelle regioni geografiche; o manipolare le grandi correnti di vapore chespostano la pioggia dai tropici alle zone temperate, causando siccità o inondazioni. Gli episodinaturali di instabilità come monsoni, uragani, tornado, ecc. nell’atmosfera possono essere accentuatiaggiungendo energia. L’iniezione di petrolio nelle placche tettoniche, o la creazione di vibrazioniartificiali con impulsi elettromagnetici può causare terremoti."
Esiste
la convenzione internazionale ENMOD del 1977 sul divieto di utilizzo di
tecniche di modificazione ambientale per militari e altri fini ostili.
La Convenzione si occupa di induzione artificiale di terremoti e
tsunami, di modifica artificiale del tempo, del clima, di correnti
oceaniche, dello strato di ozono e della ionosfera. Da allora, basta
cambiare nome per continuare la devastazione. L’ambito militare se vuole
fare cose le fa e non chiede il permesso a nessuno. Parola del Gen.
Fabio Mini, testimone qualificato. Pensate davvero che l’Artico si stia
sciogliendo a causa della CO2? Oppure si tratta di una operazione di
geoingegneria e per di più concordata tra URSS e USA nel lontano 1974?
Il libro apre pagine estremamente inquietanti e ci fa capire, se non lo
abbiamo ancora capito, che siamo ad un bivio e la presa di coscienza è
una questione di sopravivenza per tutta l’Umanità. Viviamo in un nuovo
tipo di guerra planetaria, scatenando quelle che all’apparenza sembrano
calamità naturali. Gli elementi terra, acqua e aria, sono sotto attacco e
di conseguenza lo sono anche le basi della nostra vita.
I nostri figli possono ancora sognare un futuro? Rischiamo di perdere la
nostra unica casa, la Terra, l’unica che abbiamo. La versione italiana
del libro di Rosalie Bertell riporta la parte essenziale del libro
originale, oltre alle sue ultime interviste ed all’ultimo articolo dal
titolo DISTRUGGERE LENTAMENTE IL NOSTRO PIANETA.
Le prefazioni del libro sono di Manlio Dinucci, Gustavo Esteva e Claudia von Werlhof
Il
libro di Rosalie Bertell, che a prima vista può apparire
fantascientifico, ci presenta un drammatico scenario, scientificamente
fondato, che induce una riflessione generale sul rapporto uomo-
ambiente. Manlio Dinucci
John
Lennon ha detto bene … “la nostra società è guidata da persone folli
per obiettivi folli, noi siamo guidati da maniaci per fini maniacali e
sai… sono tutti pazzi. ma sono io che passo per pazzo perché lo dico.
È questo che è folle.” aveva ragione allora e ha ragione adesso. siamo
in un momento di pericolo. abbiamo bisogno di ascoltare la chiamata di
allerta di Rosalie. Gustavo Estava
…questo
libro sulla distruzione che di fatto sta avvenendo del nostro pianeta,
un fatto mostruoso, che in quanto tale avviene per la prima volta nella
storia dopo essere stato reso tecnicamente possibile, deve suscitare una
risposta. Questa dovrebbe consistere nel voltare pagina della nostra
prospettiva, cioè nel guardare d’ora in avanti non più dal punto di
vista dei nostri interessi ed esigenze umani e sociali, ma da quelli
della Madre Terra. Perché lei ci ha fatto la promessa di renderci
possibile la vita, una buona vita. E noi dobbiamo rispondere che anche
noi in cambio ci prendiamo cura di lei, affinché la sua vita e la vita
su di lei venga custodita, preservata, tutelata dalla distruzione e –
laddove possibile – risanata. Quindi c’è molto, molto da fare.
Rosalie Bertell (1929-2012) – scienziata
di origine statunitense-canadese, laureata in matematica, studiosa di
biometria ed attivista ambientale – si addentra nell’analisi di recenti
conflitti e disastri ambientali, messi in relazione tra loro: una
relazione che è molto più stretta di quanto l’opinione pubblica
immagini. Rosalie
Bertell ha ricevuto nove lauree ad honorem e numerosi riconoscimenti,
tra cui il Nobel Alternativo (Right Livelihood Award) che viene
assegnato ogni anno a Stoccolma qualche giorno prima del Nobel.
Scrive la Bertell: È
mia opinione che i principali problemi causati al nostro Pianeta siano
dovuti al nostro imperterrito affidamento all’attività militare. Le
conseguenze immediate della guerra sono morte e distruzione, ma le
conseguenze ambientali possono perdurare per centinaia, spesso migliaia
di anni. E non è solo la guerra di per sé che mina la nostra
sopravvivenza, ma anche la ricerca e lo sviluppo, le esercitazioni
militari e le preparazioni per il combattimento che sono svolte
quotidianamente in varie parti del mondo. La maggior parte di queste
attività di preparazione alla guerra avvengono senza un effettivo
beneficio per i civili e pertanto noi siamo inconsapevoli di quanto
avviene nel nostro pianeta in nome della “sicurezza”
Riassumendo il suo lavoro decennale:
E’
il militarismo ad essere diventato un peso cruciale e devastante per il
pianeta e per la società. Inquinamento, disastri ambientali e
contributi stanziati per la ricerca militare sono frutto di una visione
di valori distorta, in nome della ‘sicurezza’ . La Bertell conia un
nuovo concetto di sicurezza, che definisce con il termine di “sicurezza
ecologica” che porta in primo piano la cura del pianeta e dei suoi
abitanti. Propone il ruolo dell’esercito dedicandosi alla protezione e
difesa in forma nonviolento, dando assistenza in caso di crisi
ecologiche, e impegnandosi in missioni di pace attraverso la diplomazia e
il dialogo. Devono essere fatti forti investimenti di risorse
finanziarie e umane in tale direzione. E’ necessario di sensibilizzare a
tutti i livelli su questa visione nuovo per poter invertire la rotta.
Penso
che la Terra sia un dono. La creazione è un dono. È qualcosa di bello e
questo Pianeta è stato creato per viverci. Non vedo nessun senso nel
volerlo distruggere, nel volerlo cambiare, nel volersene accaparrare
delle parti. C’è più che abbastanza per tutti, se sappiamo condividere. E
possiamo vivere bene senza tutte quelle cose che possediamo. Ma non c’è
bisogno di tornare alle caverne! Siamo creature intelligenti, e io
penso che possiamo far nostra una nuova coscienza, che ci aiuti a vivere
in un modo diverso. Io spero che queste armi ci spaventeranno
profondamente e tramite ciò arriveremo a comprendere quanto sia
insensata e folle la guerra. E io penso, io spero, che impariamo a
vivere insieme. Ama la varietà, godi della Terra, ama l’aria, ama
l’acqua, condividi ogni cosa e gioisci di vivere su questo Pianeta.
10 stazioni su 10 nelle zone costiere antartiche mostrano zero riscaldamento negli ultimi decenni. Gli scienziati che hanno fallito devono dimettersi
Di P. Gosselin – 31 Maggio 2019
Di Kiryee Pierre Gosselin
Negli ultimi anni, gli allarmisti climatici hanno maggiormente fatto
ricorso alla caccia ai disastri meteorologici, cercando sempre più
anomalie meteorologiche da considerare come prova inconfutabile del
cambiamento climatico a causa antropogenica.
Ma c’è una zona che è stata evitata abilmente come la lebbra ed è
stato il continente Antartico. Infatti un nutrito numero di studi ha
dimostrato l’esatto contrario, e cioè che quello che era stato predetto
in precedenza per il continente di ghiaccio non si è mai verificato,
fatta eccezione per alcune zone dove l’attività vulcanica ha consentito una leggera fusione della piattaforma di ghiaccio dell’Antartide.
L’analisi di 10 stazioni antartiche mostrano un raffreddamento
Oggi osserviamo 10 stazioni antartiche in funzione in Antartico,
sparse lungo la costa antartica e gestite da vari paesi. Queste zone non sono influenzate dall’attività vulcanica:
IL RHODE ISLAND PROMUOVE UNA LEGISLAZIONE PER REGOLAMENTARE LE ATTIVITÀ DI GEOINGEGNERIA
La legge del RI regolamenterebbe le molte forme della geoingegneria
PROVIDENCE
– Un’audizione per un disegno di legge che renderebbe Rhode Island il
primo stato, e forse il primo governo al mondo, a regolamentare la
geoingegneria, ha rivelato la portata e la complessità del controverso
problema.
Quarantamila anni fa durante l’Evento di Laschamp, il campo
magnetico terrestre subì un improvviso crollo (a circa il 25% del valore
attuale) con il conseguente aumento di radiazioni ultra-violette (UVR),
i cui effetti selezionarono i nostri antenati Cro-Magnon a scapito dei
neanderthaliani. Una variante genetica di una proteina sensibile ai
raggi UV, il recettore arilico (AhR), fu determinante nella selezione.
Il breve intervallo di tempo (circa 2000 anni) bastò a porre fine ai
Neanderthal e sviluppare i nostri antenati Sapiens. Lo studio condotto
dal Cnr-Ismar e dall’Università della Florida è pubblicato su Reviews of Geophysics
Nicola Scafetta, fisico dell’atmosfera, è uno degli scienziati di
cui una certa vulgata sui cambiamenti climatici postula la non
esistenza. Autore di oltre 200 pubblicazioni e due libri è uno studioso,
tra Stati Uniti e Italia (è professore associato a Napoli) di sistemi
complessi e fisica statistica applicata alla climatologia. A differenza
di quel che crede chi afferma “l’unanimità della scienza” sui modelli e
le ipotesi previsionali dell’Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change)
dell’Onu, Scafetta è tra gli studiosi (migliaia, per la verità) che, in
università, centri di ricerca, libri e riviste scientifiche, discutono i
modelli IPCC. Spesso opponendo ipotesi, calcoli, conclusioni e modelli
che li modificano e correggono. Ad esempio: i modelli IPCC suppongono,
nei loro calcoli previsionali, determinate temperature medie
(dell’ultimo secolo in particolare) su cui fondano ipotesi predittive
sul futuro. Il professor Scafetta, nel 2013, mettendo a confronto i dati
IPCC con quelli delle rilevazioni satellitari e degli studi sulla
ciclicità climatica, è giunto a modelli che correggono,
significativamente, le previsioni IPCC. La scienza, tantomeno quella sul
clima, non procede per (impossibili) assunzioni “unanimi”. Specie in
chiave di futuro e di previsioni.
L’edizione 2019 dell’esclusivo Bilderberg Meeting si svolgerà presso
l’Hotel Montreux Palace nella città svizzera di Montreux da dal 30 maggio al 2 giugno.
Tra gli invitati, il ministro delle finanze svizzero Ueli Maurer, il
ministro dell’economia francese Bruno Le Maire, il capo della Democrazia
cristiana tedesca, Annegret Kramp-Karrenbauer e l’amministratore
delegato Crédit-Suisse Tidjane Thiam tra gli altri.